Pandori e panettoni protagonisti del Natale con 33 milioni di prodotti sulle tavole e una filiera che regge tra tradizione, inflazione e nuovi consumi
- piscitellidaniel
- 19 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Sulle tavole natalizie degli italiani arrivano circa 33 milioni tra pandori e panettoni, un dato che restituisce la misura di quanto i grandi lievitati continuino a rappresentare un elemento centrale delle festività, nonostante un contesto economico ancora segnato dall’inflazione e da una generale attenzione alla spesa da parte delle famiglie. Il numero complessivo conferma una sostanziale tenuta dei consumi legati ai prodotti simbolo del Natale, con una domanda che resta elevata e che coinvolge tanto la grande distribuzione quanto il canale artigianale, seppure con dinamiche e fasce di prezzo profondamente diverse.
Il panettone si conferma il dolce più presente sulle tavole, seguito dal pandoro, con una distribuzione geografica che riflette abitudini consolidate ma anche una crescente contaminazione dei gusti. Se storicamente il pandoro ha mantenuto una forte concentrazione in alcune aree del Paese, oggi la sua diffusione appare più omogenea, complice una maggiore varietà di offerta e una comunicazione commerciale sempre più mirata. Il panettone, dal canto suo, continua a beneficiare di una percezione di maggiore versatilità, anche grazie alle numerose reinterpretazioni che ne ampliano il pubblico, pur restando saldamente ancorato alla ricetta tradizionale.
La filiera produttiva dei grandi lievitati affronta il Natale con un equilibrio delicato tra costi e prezzi. L’aumento delle materie prime registrato negli ultimi anni, dal burro alle uova fino allo zucchero e all’energia necessaria per la produzione, ha inciso in modo significativo sui margini delle aziende. Nonostante questo, il rincaro dei prezzi al consumo appare contenuto rispetto ad altri comparti alimentari, segno di una scelta industriale e commerciale orientata a non comprimere eccessivamente la domanda in un periodo in cui il consumo di questi prodotti è fortemente legato alla ritualità e al valore simbolico più che alla semplice convenienza economica.
Accanto ai prodotti industriali, che rappresentano la quota maggiore dei volumi, il segmento artigianale continua a giocare un ruolo rilevante in termini di valore. I panettoni e i pandori realizzati dai laboratori artigiani registrano prezzi sensibilmente più elevati, giustificati da lavorazioni più lunghe, ingredienti selezionati e produzioni limitate, ma intercettano una fascia di consumatori disposta a investire su qualità percepita e originalità. Questo segmento contribuisce a mantenere alta l’attenzione mediatica e culturale attorno ai grandi lievitati, alimentando un racconto che va oltre il semplice prodotto alimentare e tocca il tema dell’identità gastronomica.
La grande distribuzione resta il canale principale di acquisto, soprattutto per i prodotti a marchio industriale, con promozioni e offerte che si concentrano nelle settimane immediatamente precedenti al Natale. Le strategie commerciali puntano a stimolare gli acquisti multipli, favorendo la presenza di più prodotti sulla stessa tavola o l’acquisto di pandori e panettoni come regali informali. In questo contesto, il prezzo continua a essere un fattore determinante, ma non esclusivo, poiché entrano in gioco anche elementi come il packaging, la riconoscibilità del marchio e la percezione di qualità.
Un aspetto rilevante riguarda il cambiamento delle abitudini di consumo. Cresce l’attenzione verso varianti senza canditi, farcite o con ingredienti alternativi, così come verso prodotti che rispondono a esigenze specifiche, come quelli senza lattosio o con ridotto contenuto di zuccheri. Pur restando minoritarie rispetto alla tradizione, queste proposte contribuiscono ad ampliare il bacino di consumatori e a rendere il mercato più articolato, intercettando gusti e stili alimentari differenti.
Dal punto di vista economico, il dato dei 33 milioni di prodotti immessi sul mercato evidenzia la capacità del comparto di sostenere volumi elevati in un arco temporale molto ristretto, con un impatto significativo sull’occupazione stagionale e sull’indotto logistico e commerciale. La produzione dei grandi lievitati rappresenta infatti uno dei momenti di massima intensità per numerose aziende alimentari, che concentrano in poche settimane una quota rilevante del fatturato annuo, rendendo il periodo natalizio decisivo per l’equilibrio dei conti.
Il ruolo simbolico di panettoni e pandori continua infine a incidere sulla loro centralità nei consumi natalizi. Al di là delle variabili economiche, questi prodotti restano legati a un immaginario collettivo che associa il Natale alla condivisione, alla tradizione e a una forma di normalità rituale che molte famiglie cercano di preservare anche in fasi di incertezza. La conferma di volumi così elevati suggerisce che, almeno per il momento, i grandi lievitati resistono alle trasformazioni dei consumi e continuano a occupare un posto stabile nel rito delle festività.

Commenti