top of page

Octave Klaba e OVHcloud, la sfida alla dipendenza tecnologica e l’idea di una sovranità digitale europea

L’intervento di Octave Klaba riporta al centro del dibattito europeo il tema della sovranità digitale, collegandolo in modo diretto alla capacità politica di rompere quella che definisce una vera e propria forma di schiavitù tecnologica. Il fondatore di OVHcloud utilizza parole nette per descrivere la condizione nella quale si trova oggi gran parte dell’Europa, fortemente dipendente da infrastrutture, piattaforme e servizi digitali controllati da grandi gruppi extraeuropei, in larga misura statunitensi, che concentrano potere economico, tecnologico e informativo.


Secondo Klaba, la questione non è soltanto industriale o tecnologica, ma profondamente politica. La dipendenza dal cloud e dalle piattaforme digitali straniere non riguarda esclusivamente la localizzazione dei dati o la competitività delle imprese, ma tocca il cuore della capacità decisionale degli Stati e delle istituzioni europee. In questo quadro, l’idea di una sovranità digitale non può essere ridotta a un insieme di buone pratiche o a scelte volontarie delle singole aziende, ma richiede un’azione pubblica coordinata e una visione strategica di lungo periodo.


OVHcloud viene spesso citata come uno dei pochi grandi operatori europei in grado di competere nel mercato del cloud su scala internazionale. La posizione di Klaba nasce dall’esperienza diretta di un imprenditore che opera in un settore dominato da colossi globali, dotati di risorse finanziarie e di capacità di investimento difficilmente replicabili da singoli attori europei. Il confronto non è soltanto sul piano dei prezzi o delle prestazioni, ma sul controllo delle infrastrutture critiche e dei flussi di dati che attraversano economie e amministrazioni pubbliche.


Il concetto di schiavitù digitale evocato da Klaba fa riferimento a una dipendenza strutturale che limita le opzioni di scelta. Quando interi sistemi informativi, servizi pubblici e attività economiche poggiano su tecnologie esterne, la capacità di autodeterminazione si riduce. Le regole vengono di fatto dettate dai fornitori delle infrastrutture, che possono imporre standard, condizioni contrattuali e modelli di governance non sempre allineati agli interessi europei.


La riflessione si inserisce in un contesto nel quale il cloud è diventato una componente essenziale dell’economia digitale. Dalla pubblica amministrazione alle grandi imprese, fino alle piccole e medie realtà, l’utilizzo di servizi cloud è ormai imprescindibile per garantire efficienza, scalabilità e sicurezza. Proprio questa pervasività rende la questione della dipendenza tecnologica particolarmente sensibile, perché trasforma una scelta tecnica in una decisione strategica.


Klaba sottolinea come l’Europa disponga delle competenze e delle capacità per sviluppare alternative credibili, ma manchi di una volontà politica sufficientemente forte. Gli investimenti privati, da soli, non sono in grado di colmare il divario con i grandi player globali, che beneficiano di economie di scala enormi e di un contesto normativo favorevole nei Paesi di origine. Senza un intervento pubblico deciso, il rischio è quello di consolidare ulteriormente una posizione di subalternità.


Il tema della sovranità digitale si intreccia con quello della sicurezza dei dati. La localizzazione delle informazioni, il rispetto delle normative europee sulla privacy e la protezione dei dati sensibili diventano elementi centrali in un contesto nel quale le infrastrutture cloud sono spesso soggette a legislazioni straniere. Klaba richiama l’attenzione sul fatto che la questione non riguarda soltanto la riservatezza, ma anche il controllo effettivo delle informazioni strategiche.


L’azione politica invocata dal fondatore di OVHcloud non si limita alla regolazione del mercato, ma include politiche industriali attive, investimenti pubblici e scelte di indirizzo chiare. Favorire operatori europei, sostenere la ricerca e lo sviluppo, promuovere standard aperti e interoperabili sono elementi che, secondo questa visione, dovrebbero costituire l’ossatura di una strategia comune. Senza questi strumenti, la competizione rischia di rimanere sbilanciata.


Il dibattito sulla sovranità digitale si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo dell’Europa nell’economia globale. Dopo anni di focus sulla regolazione, con l’adozione di norme avanzate in materia di concorrenza e protezione dei dati, emerge la consapevolezza che la regolazione da sola non basta. Senza campioni industriali capaci di competere, le regole rischiano di essere applicate in un contesto nel quale il potere economico resta concentrato altrove.


OVHcloud rappresenta un esempio di come sia possibile costruire un’alternativa europea, ma anche di quanto sia complesso farlo in assenza di un ecosistema favorevole. La concorrenza con i grandi gruppi globali richiede investimenti continui, capacità di innovazione e una base di clienti sufficientemente ampia. In questo senso, le scelte delle pubbliche amministrazioni europee, spesso orientate verso soluzioni extraeuropee, assumono un peso determinante.


La posizione di Klaba evidenzia anche una tensione tra logiche di breve periodo e obiettivi strategici di lungo termine. Le soluzioni offerte dai grandi operatori globali risultano spesso più immediate e convenienti nel breve termine, ma rafforzano una dipendenza che, nel tempo, può tradursi in una perdita di autonomia. L’azione politica richiesta implica la capacità di accettare costi iniziali più elevati in cambio di una maggiore indipendenza futura.


Il concetto di schiavitù digitale viene utilizzato per scuotere il dibattito pubblico e per sottolineare la gravità della situazione. Non si tratta di una metafora casuale, ma di un richiamo alla perdita di controllo su infrastrutture che diventano sempre più essenziali per il funzionamento delle società moderne. In questo senso, la questione del cloud assume una dimensione paragonabile a quella dell’energia o delle telecomunicazioni.


La riflessione di Klaba trova riscontro anche nelle recenti iniziative europee volte a promuovere un cloud sovrano e a rafforzare l’autonomia tecnologica. Tuttavia, queste iniziative appaiono spesso frammentate e prive della massa critica necessaria per competere su scala globale. La richiesta di un’azione politica più decisa si traduce nella necessità di superare approcci nazionali e di costruire una strategia realmente europea.


Il dibattito sulla sovranità digitale non riguarda soltanto il settore tecnologico, ma investe il modello di sviluppo europeo. La capacità di controllare le proprie infrastrutture digitali influisce sulla competitività delle imprese, sulla sicurezza nazionale e sulla tutela dei diritti fondamentali. In questo quadro, il cloud diventa un’infrastruttura critica, al pari delle reti energetiche o dei sistemi di trasporto.


L’intervento di Klaba mette in luce una contraddizione di fondo. L’Europa riconosce l’importanza della sovranità digitale, ma fatica a tradurre questo principio in scelte operative coerenti. Le dichiarazioni di intenti non sempre si accompagnano a investimenti adeguati e a politiche industriali capaci di sostenere la nascita e la crescita di operatori europei competitivi.


Il ruolo della politica, nella visione espressa dal fondatore di OVHcloud, è quello di creare le condizioni affinché il mercato possa svilupparsi in modo equilibrato. Questo implica un ripensamento delle priorità, con una maggiore attenzione alle infrastrutture digitali come asset strategici. La dipendenza tecnologica non viene vista come un destino inevitabile, ma come il risultato di scelte, o di mancate scelte, che possono essere corrette.


La discussione sulla schiavitù digitale si colloca infine in un contesto globale caratterizzato da una crescente competizione tecnologica tra grandi aree geopolitiche. Stati Uniti e Cina investono massicciamente nel controllo delle tecnologie chiave, mentre l’Europa rischia di restare in una posizione intermedia, forte sul piano normativo ma debole su quello industriale. La posizione di Klaba richiama l’urgenza di colmare questo divario.


L’idea che solo un’azione politica possa rompere la dipendenza digitale rappresenta una presa di posizione netta, che attribuisce alle istituzioni un ruolo centrale nel determinare il futuro tecnologico del continente. In assenza di questa azione, la traiettoria appare segnata da una crescente concentrazione del potere digitale nelle mani di pochi attori globali.


La sfida lanciata da Octave Klaba non riguarda soltanto OVHcloud, ma l’intero ecosistema digitale europeo. La capacità di costruire un’alternativa credibile passa attraverso decisioni che incidono su investimenti, regolazione e scelte di acquisto pubblico. Il tema della sovranità digitale diventa così un banco di prova per la capacità dell’Europa di affermare un modello di sviluppo autonomo in un’economia sempre più guidata dalla tecnologia.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page