Nel 2026 record di fondi Ue per promuovere il cibo made in Europe: nuove risorse e strategie per rafforzare l’export agroalimentare
- piscitellidaniel
- 18 dic 2025
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Nel 2026 l’Unione europea metterà a disposizione un ammontare senza precedenti di fondi destinati alla promozione del cibo europeo, segnando un cambio di passo nella strategia comunitaria per sostenere l’agroalimentare. Le risorse, parte integrante dei programmi di promozione sui mercati interni ed esteri, mirano a valorizzare la qualità delle produzioni europee, rafforzare la competitività delle filiere e migliorare la visibilità dei prodotti certificati, in particolare nelle aree dove la concorrenza internazionale si fa più intensa. L’incremento del budget risponde all’esigenza di difendere e ampliare le quote di mercato del made in Europe, soprattutto a fronte delle pressioni globali sui prezzi e della crescente presenza di nuovi player agricoli.
Il programma europeo per il 2026 punta a finanziare campagne mirate su prodotti DOP, IGP e STG, insieme a iniziative dedicate ai settori strategici come lattiero-caseario, carni di qualità, ortofrutta, vino e olio d’oliva. L’attenzione sarà rivolta anche alla sostenibilità delle filiere, elemento sempre più rilevante nelle scelte dei consumatori e nei criteri di ammissibilità ai finanziamenti. Le campagne finanziate dall’Ue dovranno infatti mettere in evidenza sia la qualità organolettica e culturale dei prodotti, sia le pratiche responsabili adottate dalle aziende, dalla gestione delle risorse idriche alle riduzioni delle emissioni, fino all’adozione di tecniche agricole innovative.
Uno dei pilastri del programma riguarda l’espansione sui mercati extraeuropei, con particolare attenzione a Nord America, Asia e Medio Oriente, aree caratterizzate da un’elevata capacità di spesa e da una domanda crescente di alimenti premium. Il sostegno finanziario dell’Ue coprirà iniziative di marketing, partecipazione a fiere internazionali, missioni commerciali e campagne digitali, con l’obiettivo di aumentare la riconoscibilità dei marchi europei e di rafforzare la percezione di sicurezza alimentare, tracciabilità e autenticità. Il nuovo stanziamento rappresenta un vantaggio significativo soprattutto per le piccole e medie imprese, che spesso non dispongono delle risorse necessarie per affrontare mercati complessi e distanti.
Sul fronte interno, il 2026 vedrà un rafforzamento delle campagne dedicate alla corretta informazione alimentare e alla promozione di stili di vita sani, con un focus sui prodotti che contribuiscono a una dieta equilibrata. Le iniziative avranno anche lo scopo di contrastare la diffusione di informazioni non accurate e di valorizzare i sistemi produttivi europei caratterizzati da controlli rigorosi e standard di qualità superiori. Il programma si inserisce in una strategia comunitaria più ampia, che punta a conciliare competitività economica e sostenibilità alimentare.
L’aumento delle risorse è reso necessario anche dalla crescente pressione concorrenziale esercitata da Paesi extra Ue, che stanno investendo in maniera crescente nella promozione dei propri prodotti agroalimentari. Le dinamiche internazionali, segnate da nuove alleanze commerciali e dalla ridefinizione delle catene di approvvigionamento, impongono all’Europa una presenza più decisa e coordinata sui mercati mondiali. Il sistema delle certificazioni europee, fondato su origine, tradizione e metodo produttivo, rimane uno dei principali strumenti per differenziare l’offerta europea dal resto del mercato globale.
Per gli Stati membri il nuovo piano rappresenta un’opportunità importante, soprattutto per i Paesi con forte vocazione alimentare come Italia, Francia e Spagna. Le imprese italiane, in particolare, potrebbero beneficiare del maggior peso attribuito ai prodotti certificati e alla valorizzazione dei territori d’origine, in un comparto che vede il made in Italy tra i brand più riconosciuti e apprezzati. Il 2026 si configura quindi come un anno chiave per consolidare la posizione dell’agroalimentare europeo nel mondo e per sostenere la transizione del settore verso modelli produttivi più innovativi, sostenibili e capaci di rispondere alle nuove esigenze del mercato globale.

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