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Mercato Ue, Filosa rilancia: gli Stati Uniti sono più pragmatici, serve una revisione delle regole europee

Nel dibattito sul futuro del mercato unico europeo emerge con forza la posizione di diversi esperti che chiedono una revisione profonda delle norme che regolano la concorrenza, gli aiuti di Stato e la politica industriale. Tra queste voci si distingue quella di Filosa, che mette in evidenza la necessità di un approccio più pragmatico, capace di colmare il divario crescente tra l’Europa e gli Stati Uniti. Secondo la sua analisi, il sistema europeo, costruito su un impianto regolatorio complesso e spesso rallentato da procedure rigide, rischia di non essere più adeguato alle sfide dell’economia globale, caratterizzata da evoluzioni rapide, investimenti strategici e un crescente ricorso a interventi pubblici diretti.


Il confronto con gli Stati Uniti risulta particolarmente significativo per comprendere le difficoltà dell’Unione europea. La politica industriale americana degli ultimi anni, sostenuta da ingenti investimenti federali e da un quadro regolatorio flessibile, ha favorito la crescita di settori strategici come l’intelligenza artificiale, la transizione energetica e la produzione avanzata. Filosa sottolinea che Washington ha saputo adottare strumenti mirati e veloci per attrarre capitali e talento, creando un ecosistema favorevole alla ricerca, all’innovazione e all’espansione delle imprese. L’Europa, al contrario, appare ancora frammentata, vincolata da normative che limitano la rapidità delle decisioni e da un coordinamento non sempre efficace tra gli Stati membri.


Uno dei punti centrali riguarda la concorrenza e il tema degli aiuti di Stato. Le regole europee, pensate per garantire un mercato equilibrato e per evitare distorsioni tra i Paesi dell’Unione, mostrano oggi limiti evidenti in un contesto internazionale in cui le grandi potenze investono in modo massiccio per sostenere le proprie industrie. Filosa osserva che il rischio per l’Europa è quello di perdere peso nei settori più strategici, con un impatto diretto sulla competitività e sull’autonomia tecnologica. La situazione richiede una revisione delle norme per permettere interventi più tempestivi, mirati e coordinati, senza rinunciare ai principi fondanti del mercato unico.


Il tema della transizione energetica rappresenta un altro elemento chiave della riflessione. Le imprese europee si trovano a fronteggiare costi energetici più elevati rispetto ai competitor internazionali, una condizione che rende più difficile la trasformazione dei modelli produttivi. Filosa evidenzia la necessità di politiche che sostengano le imprese nei processi di decarbonizzazione attraverso incentivi strutturali, investimenti in infrastrutture e semplificazione normativa. La capacità di mantenere catene del valore resilienti e competitive dipende anche dalla rapidità con cui l’Europa riuscirà ad aggiornare i propri strumenti regolatori e a coordinare strategie comuni tra gli Stati membri.


Le proposte non riguardano solo l’ambito industriale, ma anche la governance del mercato interno. Filosa spinge per una maggiore integrazione, per procedure più snelle e per una visione strategica condivisa che consenta all’Europa di reagire con efficacia a crisi e shock esterni. L’obiettivo è costruire un sistema che sostenga l’innovazione e favorisca la crescita delle imprese, evitando la dispersione di risorse e la sovrapposizione di regole che spesso frenano l’iniziativa privata. Per affrontare la concorrenza globale, l’Unione deve rafforzare la capacità di prendere decisioni rapide, creando un contesto normativo che permetta alle aziende di competere ad armi pari con quelle americane e asiatiche.


Filosa richiama infine l’urgenza di un cambiamento culturale e politico: l’Europa deve superare un approccio troppo legato alla mera gestione del rischio e adottare una logica orientata alla crescita e alla leadership tecnologica. Il riequilibrio con gli Stati Uniti passa dalla capacità di rivedere gli strumenti esistenti e introdurne di nuovi, in grado di combinare trasparenza, tutela della concorrenza e sostegno attivo alle industrie strategiche. In un mondo in cui la competizione si gioca sulla rapidità, sulla scala degli investimenti e sulla capacità di innovare, l’Unione europea è chiamata a ripensare il proprio modello per evitare di restare indietro.

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