Meloni spinge per una nuova legge elettorale: proporzionale con premio di maggioranza al 40%
- piscitellidaniel
- 6 mag 2025
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Il dibattito sulla riforma della legge elettorale italiana si è riacceso con vigore, alimentato dalle recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d'Italia ha espresso l'intenzione di superare l'attuale sistema del Rosatellum, introducendo un modello proporzionale che preveda un premio di maggioranza per le liste o coalizioni che superino il 40% dei voti.
Il Rosatellum, attualmente in vigore, è una legge elettorale mista che combina elementi maggioritari e proporzionali. Introdotta nel 2017, questa legge prevede che il 37% dei seggi sia assegnato tramite collegi uninominali con sistema maggioritario, mentre il restante 61% attraverso liste proporzionali. Nonostante l'obiettivo dichiarato di garantire governabilità, il Rosatellum è stato spesso criticato per la sua complessità e per la difficoltà nel tradurre i voti in una maggioranza parlamentare stabile.
La proposta di Meloni mira a semplificare il sistema elettorale, adottando un modello proporzionale puro con l'aggiunta di un premio di maggioranza per chi supera la soglia del 40% dei consensi. Questo meccanismo, simile a quello previsto dall'Italicum del 2015 (mai applicato), avrebbe l'obiettivo di garantire una maggioranza chiara in Parlamento, evitando la necessità di coalizioni post-elettorali spesso instabili.
Il premio di maggioranza al 40% rappresenterebbe un incentivo per i partiti a formare coalizioni pre-elettorali solide, al fine di raggiungere la soglia necessaria per ottenere la maggioranza dei seggi. Tuttavia, questa proposta solleva anche preoccupazioni riguardo alla rappresentatività del sistema, poiché potrebbe penalizzare le forze politiche minori e ridurre la pluralità delle voci in Parlamento.
Le opposizioni hanno espresso forti riserve sulla proposta di Meloni. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno sottolineato il rischio di una deriva maggioritaria che potrebbe compromettere la rappresentanza delle minoranze. Anche all'interno della maggioranza di governo non mancano le perplessità: alcuni esponenti di Forza Italia e della Lega hanno manifestato dubbi sull'opportunità di modificare la legge elettorale in questa direzione.
La discussione sulla riforma elettorale si inserisce in un contesto politico più ampio, caratterizzato da una crescente polarizzazione e dalla necessità di garantire stabilità governativa. La proposta di Meloni potrebbe rappresentare un tentativo di consolidare il potere esecutivo, ma rischia anche di accentuare le tensioni tra le diverse forze politiche e di sollevare questioni di legittimità democratica.
Inoltre, la modifica della legge elettorale richiederebbe un ampio consenso parlamentare, nonché un'attenta valutazione degli equilibri costituzionali. La Corte Costituzionale ha già avuto modo di esprimersi in passato su leggi elettorali che prevedevano premi di maggioranza, sottolineando l'importanza di garantire un equilibrio tra governabilità e rappresentatività.

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