Mattarella: “Non può esserci pace senza giustizia sociale e salari equi”
- piscitellidaniel
- 16 mag
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha recentemente sottolineato l'importanza della giustizia sociale e dei salari equi come fondamenta imprescindibili per la pace e la coesione sociale. Durante un intervento pubblico, ha evidenziato come l'assenza di equità nel trattamento dei lavoratori e le disuguaglianze economiche rappresentino ostacoli significativi alla stabilità e al progresso di una nazione.
Il lavoro come pilastro della Repubblica
Mattarella ha ribadito che "la Repubblica è fondata sul lavoro", sottolineando come esso sia "radice di libertà" e motore di democrazia e coesione sociale. Ha evidenziato che il lavoro non solo garantisce il sostentamento individuale, ma rappresenta anche un elemento centrale per la costruzione di una società equa e solidale. Il Presidente ha affermato che "il lavoro richiama e sollecita la corresponsabilità, la solidarietà" e che è stato "il vettore più potente di giustizia, di mobilità sociale, di costruzione del welfare".
Salari inadeguati e disuguaglianze
Il Capo dello Stato ha espresso preoccupazione per la dinamica salariale negativa che caratterizza l'Italia, con salari reali inferiori a quelli del 2008, nonostante una ripresa economica a partire dal 2024. Ha sottolineato che "tante famiglie non reggono l'aumento del costo della vita" e che "salari insufficienti sono una grande questione per l'Italia", incidendo anche sul calo demografico e sull'emigrazione dei giovani qualificati.
Equità per i lavoratori migranti
Mattarella ha posto l'accento sulla necessità di garantire equità salariale anche per i lavoratori migranti, evidenziando che, secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, i loro salari risultano inferiori di un quarto rispetto a quelli dei connazionali. Ha denunciato fenomeni come il caporalato e ha richiamato l'articolo 36 della Costituzione, che sancisce il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente a garantire un'esistenza libera e dignitosa.
Giustizia ed equità come condizioni per la pace
In un messaggio inviato a Papa Francesco, il Presidente ha affermato che "il perseguimento del bene comune sia ancorato ai valori di giustizia ed equità, imprescindibili per la pacifica convivenza e la prosperità dei popoli" . Ha auspicato che la memoria della Resurrezione ispiri anche quanti professano fedi diverse dal cristianesimo e i non credenti, affinché si rafforzi l'impegno verso una società più giusta e solidale.
Il Presidente ha inoltre ricordato che "libertà, democrazia, pace e giustizia sociale rappresentano la meta alla quale ambire convintamente ogni giorno", sottolineando l'importanza di mantenere vivi i valori fondamentali della nostra Carta Costituzionale.
Il ruolo delle istituzioni e della società civile
Mattarella ha evidenziato che il progresso civile e la sostenibilità del nostro modello sociale sono legati all'efficacia delle istituzioni e all'attività degli attori economici e sociali. Ha richiamato la necessità di un impegno condiviso per superare le difficoltà e realizzare le speranze degli italiani, sottolineando che "l'impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze".
Un appello alla responsabilità collettiva
Il Presidente ha lanciato un appello alla responsabilità collettiva, affermando che "non venga mai meno il principio di umanità come cardine del nostro agire quotidiano", citando le parole di Papa Francesco. Ha sottolineato l'importanza di contrastare con fermezza le disuguaglianze e le ingiustizie, promuovendo una società più equa e inclusiva.

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