Mattarella denuncia la crisi umanitaria a Gaza: “Inaccettabile. L’Unione Europea deve intervenire con meccanismi decisionali più rapidi”
- piscitellidaniel
- 11 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Durante la cerimonia per la Festa della Repubblica svoltasi al Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un messaggio netto e inequivocabile riguardo alla situazione nella Striscia di Gaza. Il Capo dello Stato ha definito “inaccettabile” la drammatica crisi umanitaria che da mesi investe la popolazione palestinese, sollecitando un intervento deciso della comunità internazionale e, in particolare, dell’Unione Europea. Il suo discorso, improntato su un forte richiamo ai principi fondamentali del diritto internazionale e della dignità umana, ha suscitato attenzione e riflessione tanto in Italia quanto nei principali contesti diplomatici europei.
Mattarella ha sottolineato con fermezza che il blocco totale degli aiuti e la riduzione alla fame di una popolazione civile, composta in larga parte da bambini, donne e anziani, non può in alcun modo essere giustificato come strumento di difesa o come misura legittima di sicurezza. “Non si possono far morire di fame intere comunità in nome della sicurezza. Si tratta di atti che violano in modo palese ogni principio di umanità e di convivenza civile”, ha affermato nel suo discorso, davanti ai rappresentanti delle istituzioni e del corpo diplomatico.
Il Presidente ha riaffermato la posizione dell’Italia a favore della soluzione “due popoli, due Stati”, ribadendo il diritto del popolo palestinese a disporre di un proprio focolare all’interno di confini sicuri e riconosciuti. Un riferimento diretto all’esigenza di riprendere, senza ulteriori rinvii, un processo di pace che sia serio, multilaterale e ancorato ai trattati internazionali. In questa prospettiva, ha definito l’attuale erosione dei territori sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese un fenomeno grave e destabilizzante, che rischia di rendere irrealizzabile qualunque progetto di convivenza.
Mattarella ha criticato anche l’inerzia della comunità internazionale e la lentezza dei processi decisionali europei. “Di fronte a tragedie umanitarie di questa portata – ha dichiarato – l’Unione Europea non può limitarsi a esprimere cordoglio o preoccupazione. Occorrono meccanismi decisionali più rapidi, che consentano di agire tempestivamente per fermare violenze, garantire aiuti e prevenire il ripetersi di simili disastri”. Il Capo dello Stato ha così messo in discussione l’attuale impianto decisionale dell’Unione, fondato su procedure unanimistiche che spesso paralizzano l’efficacia delle politiche estere comuni.
In particolare, Mattarella ha posto l’attenzione sulla necessità di superare l’obbligo dell’unanimità nel Consiglio dell’Unione Europea in materia di politica estera e di sicurezza. Secondo il Presidente, l’Europa non può permettersi di restare spettatrice di fronte a conflitti sanguinosi che si consumano a pochi chilometri dai suoi confini. Per questo, ha auspicato una profonda riforma dell’assetto istituzionale europeo, che consenta di rispondere in modo coerente e tempestivo alle crisi internazionali.
Nel suo intervento, Mattarella ha anche richiamato i valori fondanti della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza e dalla lotta contro le dittature. La protezione dei diritti umani, il ripudio della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali e il rispetto del diritto alla vita sono, secondo il Capo dello Stato, i cardini irrinunciabili su cui deve poggiare qualsiasi azione politica, sia nazionale che internazionale. Ha sottolineato che questi principi devono trovare piena applicazione anche nei teatri più complessi, come quello mediorientale.
Il Presidente ha poi ricordato che le sofferenze inflitte alla popolazione di Gaza non devono far dimenticare la necessità di garantire anche la sicurezza del popolo israeliano, sottoposto a minacce continue e attacchi terroristici. Ha però ribadito che la risposta a queste minacce non può consistere nella punizione collettiva, nella devastazione di interi quartieri, nella negazione dell’accesso ad acqua, elettricità, cure mediche e generi alimentari essenziali. “Sicurezza non è sinonimo di sopraffazione”, ha detto, “e il diritto alla difesa non può tradursi in negazione di umanità”.
Le parole del Presidente della Repubblica giungono in un momento in cui, sul piano internazionale, si registrano segnali di crescente preoccupazione per l’escalation del conflitto a Gaza. I dati forniti dalle organizzazioni umanitarie mostrano un bilancio drammatico: migliaia di vittime civili, tra cui numerosi bambini, strutture sanitarie e scolastiche distrutte, sfollamenti di massa, carenza acuta di beni di prima necessità. I convogli umanitari sono ostacolati nei loro percorsi, e le autorità locali riferiscono di interi quartieri lasciati senza alcuna assistenza da settimane.
Mattarella ha richiamato tutti gli attori internazionali, a partire dalle Nazioni Unite e dalle grandi potenze, a non abbandonare il popolo palestinese al proprio destino e a impegnarsi per una soluzione immediata del conflitto. L’appello è stato diretto anche al governo italiano, affinché rafforzi il proprio impegno diplomatico nel quadro europeo e internazionale, sostenendo iniziative concrete e credibili per un cessate il fuoco duraturo, la ripresa degli aiuti e la riapertura del dialogo.
Il discorso del Presidente è stato accolto con attenzione dalla stampa estera, che ha evidenziato come l’Italia, attraverso la voce del suo Capo di Stato, abbia assunto una posizione particolarmente chiara e articolata nel quadro di una crisi internazionale in cui molti governi europei mantengono ancora toni ambigui o esitanti. Secondo diversi osservatori, le dichiarazioni di Mattarella potrebbero spingere l’Unione Europea a valutare una riforma dei suoi meccanismi di intervento e a rafforzare il suo ruolo come attore globale di pace.

Commenti