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Manovra, settimana decisiva per le modifiche: i partiti presentano le loro proposte tra correzioni fiscali e nuove misure sociali

La manovra economica entra nella sua fase cruciale. Nella settimana che si apre, il governo e la maggioranza si confronteranno con le opposizioni e con i gruppi parlamentari per definire gli emendamenti al testo approvato in Consiglio dei ministri e ora all’esame del Parlamento. Si tratta di un passaggio politicamente e tecnicamente decisivo, che dovrà conciliare le esigenze di equilibrio dei conti pubblici con le richieste delle forze politiche e delle categorie economiche. Gli interventi più attesi riguardano la riforma fiscale, le pensioni, i salari e il sostegno alle famiglie, mentre sullo sfondo restano le incertezze legate alla crescita economica e ai vincoli europei di bilancio.


Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito che la linea del governo sarà improntata alla prudenza, ma non mancheranno aggiustamenti per rispondere alle emergenze sociali più urgenti. Il quadro finanziario resta stretto: le risorse disponibili per eventuali modifiche ammontano a poche centinaia di milioni di euro, e ogni intervento dovrà trovare una copertura certa. Tuttavia, la pressione politica cresce, soprattutto da parte dei partiti di maggioranza, che chiedono correttivi mirati per dare un segnale concreto su tasse, sanità e previdenza.


Tra i temi più discussi c’è quello del cuneo fiscale. La conferma del taglio contributivo per i lavoratori dipendenti è considerata una priorità, ma le forze politiche chiedono di rendere strutturale la misura. Attualmente, la riduzione vale solo per il 2025, ma Fratelli d’Italia e Forza Italia spingono per una proroga pluriennale, sostenendo che la stabilità degli stipendi è condizione necessaria per rilanciare i consumi. La Lega, invece, propone di ampliare la platea dei beneficiari, includendo alcune categorie di autonomi e professionisti con redditi medio-bassi. Sul fronte opposto, le opposizioni chiedono che la riduzione del cuneo sia accompagnata da un intervento parallelo sul salario minimo, proposta che il governo continua a respingere preferendo puntare sulla contrattazione collettiva.


Un altro punto sensibile riguarda le pensioni. La manovra prevede un ritorno parziale alla legge Fornero, con l’abolizione di Quota 103 e la revisione delle forme di anticipo pensionistico. Le opposizioni contestano la misura, giudicandola un arretramento rispetto agli impegni assunti, mentre i sindacati minacciano nuove mobilitazioni. La Lega, che aveva fatto della flessibilità in uscita uno dei propri cavalli di battaglia, punta ora a introdurre un meccanismo correttivo che tuteli i lavoratori con carriere discontinue o usuranti. È allo studio un emendamento che preveda un sistema di “bonus contributivo” per chi ha iniziato a lavorare in giovane età, ma senza gravare ulteriormente sulla spesa previdenziale.


Sul fronte fiscale, i partiti di maggioranza intendono intervenire per semplificare la fase di attuazione della riforma. Tra le ipotesi, una revisione delle detrazioni e delle deduzioni, con l’obiettivo di ridurre la complessità del sistema e di rendere più immediato il beneficio per i contribuenti. Forza Italia insiste sull’innalzamento della soglia di esenzione per i redditi più bassi, mentre Fratelli d’Italia punta su misure a favore delle famiglie con figli, in particolare attraverso la detassazione dei premi di produttività e degli straordinari. Nel frattempo, resta aperto il nodo dell’Iva agevolata su alcuni beni di prima necessità, che potrebbe essere oggetto di correzioni in Commissione bilancio.


Grande attenzione è riservata anche al capitolo della sanità, al centro di un intenso dibattito politico. La manovra stanzia risorse aggiuntive per circa tre miliardi, ma le regioni giudicano la cifra insufficiente per far fronte all’aumento dei costi energetici, del personale e dei farmaci. Alcune forze politiche chiedono di incrementare ulteriormente il fondo sanitario nazionale, utilizzando parte delle risorse destinate ai ministeri o ai fondi speciali. Le opposizioni, in particolare il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, chiedono un segnale forte sul diritto alla salute, denunciando i tagli agli ospedali e la carenza di medici e infermieri. La maggioranza, tuttavia, difende la linea del governo, sostenendo che l’aumento degli stanziamenti rappresenta il massimo possibile nelle attuali condizioni di bilancio.


Non mancano le richieste legate al sostegno delle imprese. Le associazioni di categoria hanno chiesto di prorogare i crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali e innovazione, oltre a una maggiore flessibilità nei termini per l’utilizzo dei fondi del PNRR. La maggioranza valuta un emendamento per favorire le piccole e medie imprese che investono in digitalizzazione e tecnologie verdi, mentre le opposizioni chiedono misure più incisive contro il caro energia e un piano straordinario per la competitività industriale.


Un altro fronte riguarda la casa e il settore edilizio, dopo le polemiche sui bonus e sulle restrizioni introdotte dal governo. Alcuni partiti chiedono di rivedere le norme sul Superbonus per evitare il blocco dei cantieri e garantire un periodo transitorio più lungo per la compensazione dei crediti fiscali. L’esecutivo, tuttavia, appare intenzionato a mantenere la linea della prudenza, per evitare nuovi squilibri di bilancio. Il dibattito resta aperto anche sulla tassa sugli extraprofitti delle banche, che potrebbe essere modificata con un meccanismo più mirato, trasformandola in un contributo straordinario destinato al sostegno delle famiglie.


La settimana parlamentare si preannuncia quindi decisiva. Entro pochi giorni dovranno essere presentati e votati gli emendamenti principali, che definiranno l’impianto finale della legge di bilancio. Il governo punta ad approvare il testo in tempo utile per l’invio a Bruxelles, evitando ritardi che potrebbero compromettere la credibilità finanziaria del Paese. Tuttavia, le tensioni politiche all’interno della maggioranza, unite alle pressioni delle opposizioni e dei corpi intermedi, rendono il percorso tutt’altro che semplice.

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