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Manovra, Orsini cita Meloni: “Volare alto e non si può fare senza imprese” – il richiamo politico alla centralità del sistema produttivo

Nel dibattito sulla nuova manovra economica, le parole pronunciate da Orsini risuonano come un monito alla maggioranza e un messaggio diretto alla premier Giorgia Meloni. “Volare alto e non si può fare senza imprese” è la frase che sintetizza l’intervento del deputato durante la discussione parlamentare, e che pone al centro del confronto politico la necessità di legare le ambizioni del governo alla realtà economica del Paese. Non un semplice passaggio retorico, ma un segnale preciso rivolto a chi, nelle ultime settimane, ha spinto verso una linea di bilancio più prudente e meno espansiva.


Orsini ha richiamato la premier, citandone lo spirito riformista e la volontà di imprimere al Paese un percorso di crescita, ma ha anche sottolineato come ogni visione, per quanto alta, non possa reggersi senza la partecipazione concreta del sistema produttivo. Il suo intervento ha fatto emergere una tensione latente all’interno della maggioranza: quella fra chi ritiene prioritario rispettare i vincoli di bilancio europei e chi, invece, chiede di mettere al centro della manovra una politica industriale più coraggiosa, in grado di sostenere le imprese e favorire nuovi investimenti.


La manovra, infatti, nasce in un contesto economico complesso. La crescita rallenta, l’inflazione rimane elevata, i costi energetici pesano ancora sulle filiere industriali e la competitività italiana risente della pressione fiscale e burocratica. In questo scenario, il mondo imprenditoriale chiede al governo un segnale di fiducia e una semplificazione normativa che permetta di investire e assumere. Orsini, con la sua dichiarazione, ha tradotto questa richiesta in termini politici, indicando nella cooperazione tra governo e imprese la condizione necessaria per “volare alto”, ossia per portare avanti una strategia economica che guardi al lungo periodo senza limitarsi alla gestione dell’emergenza.


Il suo intervento arriva mentre la maggioranza è impegnata a chiudere la partita delle coperture e a definire i capitoli chiave della legge di bilancio. La discussione interna si concentra su come distribuire le risorse limitate: da una parte la pressione per confermare il taglio del cuneo fiscale e gli incentivi al lavoro, dall’altra la necessità di non compromettere i conti pubblici. Orsini ha chiesto di non trascurare i provvedimenti a favore delle imprese, considerandoli essenziali per garantire crescita e stabilità. Il messaggio è chiaro: un Paese che vuole rilanciare la propria economia deve partire da chi produce valore, crea occupazione e sostiene il gettito fiscale.


Nel suo intervento, Orsini ha ribadito che le imprese non possono essere viste come soggetti da tassare o limitare, ma come alleate strategiche dello Stato. Le politiche industriali devono essere orientate a sostenere la produttività, l’innovazione e la transizione tecnologica, elementi che oggi determinano la competitività internazionale. Un modello economico capace di garantire benessere collettivo richiede che lo Stato e il settore privato collaborino su obiettivi condivisi, come la digitalizzazione, la sostenibilità e la formazione professionale.


Il riferimento alla premier non è stato casuale. Meloni, nei suoi interventi pubblici, ha spesso evocato la necessità di un’Italia che “vola alto”, libera dai vincoli ideologici e capace di imporsi nel panorama europeo. Orsini ha scelto di riprendere quella espressione per ricordare che l’ambizione politica deve accompagnarsi alla concretezza economica. Volare alto significa progettare, ma anche mettere le imprese nelle condizioni di realizzare. In altre parole, la visione del governo non può prescindere dall’economia reale e da chi ne rappresenta il motore principale.


All’interno della maggioranza, la posizione di Orsini è stata letta come un invito a ricalibrare le priorità. Non una critica frontale, ma un avvertimento implicito: senza il contributo delle imprese, ogni obiettivo di crescita rischia di restare sulla carta. Il deputato ha inoltre sottolineato la necessità di preservare un equilibrio fra rigore finanziario e sviluppo, ricordando che il consenso politico si costruisce non solo sul rispetto dei numeri, ma sulla capacità di dare risposte concrete al tessuto produttivo.


Il suo intervento ha trovato eco anche nel mondo economico, dove le associazioni di categoria hanno accolto positivamente il richiamo alla collaborazione tra istituzioni e imprese. Per molti osservatori, la frase di Orsini interpreta un sentimento diffuso nel Paese: la consapevolezza che il futuro dell’Italia dipende dalla sua capacità di valorizzare chi investe, innova e produce ricchezza. In un momento in cui il dibattito sulla manovra si concentra su tagli e vincoli, quel riferimento al “volare alto” riporta l’attenzione sulla necessità di una visione più ampia e condivisa dello sviluppo.


Le prossime settimane saranno decisive per capire se il governo accoglierà l’appello di Orsini e tradurrà in misure concrete il principio espresso nel suo intervento. La manovra resta il terreno su cui la maggioranza dovrà misurare la coerenza fra le promesse politiche e le scelte economiche. L’obiettivo, come ha ricordato il deputato, è ambizioso ma inevitabile: costruire una politica che guardi in alto, ma che resti saldamente radicata nel mondo reale delle imprese, della produzione e del lavoro.

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