Manovra 2026, il Consiglio dei ministri dà il via libera: taglio del cuneo fiscale, conferma del bonus lavoratori e stretta sulla spesa pubblica
- piscitellidaniel
- 17 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo definitivo della manovra economica per il 2026, una legge di bilancio che punta a garantire stabilità dei conti pubblici e continuità alle misure già introdotte per famiglie e imprese. Dopo settimane di confronti tra i ministeri e la Ragioneria generale dello Stato, il governo ha definito un pacchetto da circa 24 miliardi di euro, concentrato principalmente sul sostegno ai redditi medio-bassi, sulla riduzione del cuneo fiscale e sul contenimento della spesa corrente. La manovra, che sarà trasmessa in Parlamento nelle prossime ore, rappresenta una prova di equilibrio tra le richieste della maggioranza e i vincoli imposti dalle regole europee di bilancio.
Il cuore del provvedimento è la conferma del taglio del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro, misura che verrà mantenuta anche per tutto il 2026. Si tratta di un intervento che vale complessivamente 10 miliardi di euro e che, secondo le stime del Ministero dell’Economia, consentirà a circa 14 milioni di lavoratori di beneficiare di un incremento medio in busta paga tra i 70 e i 100 euro mensili. L’obiettivo dichiarato è sostenere i consumi interni in un contesto di rallentamento economico e contenere gli effetti dell’inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie.
Sul fronte delle imprese, la manovra proroga gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato, con particolare attenzione a giovani, donne e lavoratori residenti nel Mezzogiorno. È prevista una decontribuzione del 100% per i primi tre anni di contratto per le aziende che stabilizzano i rapporti di lavoro entro il 2026, nel limite massimo di 8mila euro annui. Inoltre, viene rifinanziato il credito d’imposta per gli investimenti in innovazione e digitalizzazione, con una dotazione di 4 miliardi di euro, destinato soprattutto alle piccole e medie imprese.
Il governo conferma anche il bonus per i lavoratori dipendenti con figli, introdotto nel 2024, che prevede una detrazione aggiuntiva fino a 1.200 euro per i nuclei familiari con redditi inferiori a 40mila euro annui. La misura, che si affianca all’assegno unico universale, mira a sostenere le famiglie con figli minori e a favorire l’occupazione femminile. Per coprire il costo dell’intervento, pari a circa 2,5 miliardi di euro, il Ministero dell’Economia ha previsto una rimodulazione di alcuni incentivi meno utilizzati e una revisione parziale delle agevolazioni fiscali per il settore energetico.
Una delle novità più attese riguarda la stretta sulla spesa pubblica. La manovra introduce un piano triennale di revisione della spesa, con l’obiettivo di risparmiare 5 miliardi di euro attraverso la razionalizzazione delle partecipate pubbliche, la riduzione delle consulenze esterne e la digitalizzazione dei processi amministrativi. Previsto anche un intervento mirato sul pubblico impiego: gli aumenti contrattuali per il personale statale verranno confermati, ma legati a obiettivi di produttività e formazione, in un’ottica di efficienza e meritocrazia.
Sul fronte previdenziale, il governo sceglie la linea della prudenza. Viene confermata la flessibilità in uscita con “Quota 103” anche per il 2026, ma con penalizzazioni più marcate per chi lascia il lavoro prima dei 67 anni. Restano invariate le regole per Opzione Donna e Ape Sociale, con un impegno di spesa complessivo di circa 1,2 miliardi. Allo stesso tempo, si avvia un tavolo tecnico con le parti sociali per studiare una riforma strutturale del sistema pensionistico che renda sostenibile la spesa nel lungo periodo, alla luce dell’aumento dell’aspettativa di vita e della stagnazione demografica.
Particolare attenzione viene riservata anche al sostegno alle famiglie e alla natalità. La manovra prevede un incremento di 700 milioni del Fondo per la famiglia, destinato a finanziare servizi per l’infanzia, contributi per l’acquisto di beni essenziali e bonus asili nido. Il Ministero della Famiglia e delle Pari Opportunità ha annunciato inoltre l’introduzione di un nuovo incentivo per il rientro al lavoro delle madri entro l’anno di vita del figlio, con un contributo fino a 3.000 euro per coprire le spese di baby-sitting o assistenza domiciliare.
Sul piano fiscale, viene confermata la revisione delle aliquote IRPEF, già ridotte a tre scaglioni, e la semplificazione delle procedure per l’accesso ai bonus edilizi. Il Superbonus, che nelle versioni precedenti aveva pesato in modo significativo sui conti pubblici, sarà mantenuto solo per i redditi medio-bassi e per gli interventi di efficientamento energetico nelle abitazioni principali, con una detrazione del 70%. La misura intende preservare il sostegno alla riqualificazione del patrimonio edilizio, evitando però gli eccessi di spesa registrati negli anni passati.
Una parte consistente delle risorse è destinata alla sanità, con un incremento del Fondo sanitario nazionale di 3 miliardi di euro. I fondi serviranno a finanziare il rinnovo dei contratti del personale sanitario, potenziare la medicina territoriale e ridurre le liste d’attesa. Previsti anche 800 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico degli ospedali e per la digitalizzazione delle strutture sanitarie, con l’obiettivo di rendere pienamente operativo il fascicolo sanitario elettronico entro la fine del 2026.
Sul fronte dell’energia, il governo rinnova il taglio temporaneo degli oneri di sistema in bolletta per le famiglie in difficoltà e proroga il bonus sociale luce e gas. Viene inoltre istituito un fondo da 1,5 miliardi di euro per sostenere le imprese energivore nella transizione verso fonti rinnovabili, con incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.
La manovra contiene infine un capitolo dedicato agli enti locali, che riceveranno complessivamente 2 miliardi di euro per investimenti in infrastrutture, sicurezza urbana e rigenerazione dei centri storici. Le risorse saranno distribuite in base a criteri di sostenibilità e capacità progettuale, premiando i comuni che presentano piani di sviluppo coerenti con gli obiettivi del PNRR.
L’approvazione del testo da parte del Consiglio dei ministri rappresenta un passaggio decisivo per la definizione della politica economica del prossimo anno. Il governo rivendica una manovra “responsabile e orientata alla crescita”, capace di coniugare rigore nei conti e sostegno alle famiglie. Le opposizioni, invece, criticano la mancanza di misure strutturali per la produttività e l’assenza di interventi incisivi sul fronte della riduzione del debito pubblico. Il testo approvato oggi apre così il confronto parlamentare che, nelle prossime settimane, determinerà i margini di modifica e la direzione definitiva della legge di bilancio per il 2026.

Commenti