Made in Italy, la qualità traina l’export: superata quota 170 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2025
- piscitellidaniel
- 22 ott 2025
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L’export del Made in Italy continua a crescere e consolida la sua posizione di forza nell’economia globale, superando nei primi nove mesi del 2025 la soglia dei 170 miliardi di euro. I dati diffusi dall’Istat e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy confermano che la qualità, l’innovazione e la reputazione dei prodotti italiani restano gli elementi decisivi del successo sui mercati internazionali, nonostante il contesto geopolitico incerto, l’instabilità dei prezzi energetici e il rallentamento della domanda mondiale. A trainare la crescita sono soprattutto i settori dell’agroalimentare, della moda, della meccanica e dell’arredo-design, simboli dell’eccellenza produttiva italiana e pilastri dell’identità economica del Paese.
Il valore complessivo dell’export ha registrato un incremento del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, con un andamento positivo in quasi tutte le aree geografiche. L’Europa resta il principale mercato di riferimento, assorbendo circa il 52% delle esportazioni totali, ma crescono in modo significativo anche gli scambi con gli Stati Uniti, i Paesi del Golfo e il Sud-est asiatico. In particolare, le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno superato i 27 miliardi di euro, grazie al successo dei prodotti alimentari, del lusso e della tecnologia industriale. L’Asia, nonostante le tensioni commerciali e le difficoltà logistiche, ha rappresentato un motore importante, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente, trainato dalla domanda proveniente da Cina, Corea del Sud e Giappone.
Il comparto agroalimentare conferma il suo ruolo di punta, con un fatturato estero di oltre 40 miliardi di euro. I prodotti enogastronomici italiani continuano a essere sinonimo di qualità e autenticità nel mondo. Il vino ha registrato un incremento delle esportazioni del 5%, superando i 7 miliardi di euro, con Francia, Germania e Stati Uniti come principali mercati di destinazione. Anche l’olio d’oliva, la pasta e i formaggi Dop hanno segnato risultati record, beneficiando della crescita della domanda di prodotti sostenibili e tracciabili. Le denominazioni di origine e le certificazioni di qualità rappresentano oggi una leva strategica per la competitività del settore, in grado di valorizzare il legame tra tradizione e innovazione.
La moda e il lusso, nonostante il rallentamento del comparto a livello globale, mantengono performance solide. Le esportazioni di abbigliamento, calzature e accessori hanno raggiunto un valore complessivo di circa 55 miliardi di euro, con un incremento del 3,5% rispetto al 2024. L’Italia resta un punto di riferimento internazionale per la manifattura di alta gamma, grazie alla capacità delle imprese di unire artigianalità e tecnologia. I distretti della moda toscani, lombardi e veneti continuano a guidare il settore, sostenuti dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente, dove il marchio “Made in Italy” è considerato un simbolo di stile e qualità.
Molto positiva anche la performance della meccanica strumentale, che con oltre 65 miliardi di euro di esportazioni rappresenta il primo comparto per valore. Le aziende italiane di macchinari industriali, impianti e componentistica si confermano competitive a livello globale, grazie alla specializzazione in soluzioni tecnologiche su misura e ad alto contenuto di innovazione. Le imprese di questo settore hanno saputo adattarsi rapidamente alle nuove esigenze della transizione ecologica e digitale, sviluppando tecnologie per l’efficienza energetica, l’automazione e la robotica. Le esportazioni verso la Germania, la Francia e gli Stati Uniti restano le più consistenti, ma cresce anche la domanda da parte dei Paesi emergenti, in particolare India, Vietnam e Messico.
Il settore dell’arredo e del design ha registrato un nuovo record con 18 miliardi di euro di esportazioni, sostenuto dal ritorno degli investimenti immobiliari e dalla richiesta di prodotti di alta qualità per la casa e l’ospitalità. Le aziende italiane del comparto hanno saputo interpretare le nuove tendenze internazionali, puntando su materiali sostenibili, linee minimaliste e design personalizzato. Le fiere internazionali, come il Salone del Mobile di Milano, hanno consolidato il ruolo dell’Italia come centro globale della creatività e dell’innovazione nel settore dell’arredamento.
Il successo del Made in Italy sui mercati esteri è il risultato di un modello produttivo unico, basato sulla sinergia tra piccole e medie imprese, distretti industriali e grandi marchi internazionali. La rete delle Pmi italiane, nonostante le difficoltà legate all’aumento dei costi energetici e alla scarsità di manodopera specializzata, continua a rappresentare il motore principale dell’export nazionale. Molte aziende hanno investito negli ultimi anni in digitalizzazione, internazionalizzazione e sostenibilità, migliorando la capacità di penetrazione sui mercati esteri e adattandosi alle nuove richieste dei consumatori globali.
Il governo italiano, attraverso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’Agenzia ICE, ha rafforzato i programmi di sostegno alle imprese esportatrici, con incentivi per la partecipazione a fiere internazionali, contributi alla digitalizzazione dei processi produttivi e strumenti di tutela contro la contraffazione. La protezione del marchio “Made in Italy” resta infatti una priorità, poiché il fenomeno dell’italian sounding continua a causare danni economici significativi, stimati in oltre 100 miliardi di euro l’anno.
Particolarmente rilevante è il contributo delle regioni del Nord Italia, che insieme generano oltre il 60% del valore complessivo dell’export nazionale. Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna guidano la classifica, seguite da Piemonte e Toscana. Tuttavia, anche il Mezzogiorno mostra segnali di crescita, grazie ai poli agroalimentari di Campania, Puglia e Sicilia e agli investimenti nel settore aerospaziale in Campania e Puglia.
Il successo dell’export italiano nel 2025 assume un significato particolare in un contesto internazionale complesso, segnato da crisi geopolitiche, frammentazione delle catene di approvvigionamento e volatilità delle valute. La capacità delle imprese italiane di mantenere competitività e reputazione dimostra la forza strutturale del sistema produttivo nazionale. L’Italia si conferma tra i primi dieci esportatori al mondo e tra i principali protagonisti del commercio internazionale di beni di alta qualità.
L’export del Made in Italy, oltre a rappresentare una componente essenziale del Pil, resta un simbolo di identità culturale ed economica. La combinazione di creatività, precisione artigianale e innovazione tecnologica continua a distinguere i prodotti italiani nel mondo, contribuendo a rafforzare l’immagine del Paese come laboratorio di eccellenza e bellezza industriale. In un’epoca di cambiamenti profondi, la qualità rimane la chiave della resilienza e della crescita del marchio Italia sui mercati globali.

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