Le imprese europee verso la scadenza del 2025: obbligo di adeguamento alla legge sull’accessibilità per le persone con disabilità
- piscitellidaniel
- 28 ott 2025
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Entro il 2025-2026 tutte le imprese europee dovranno adeguarsi alle disposizioni previste dall’European Accessibility Act, la normativa comunitaria che impone standard di accessibilità per prodotti e servizi destinati alle persone con disabilità. L’obiettivo è garantire parità di accesso al mercato, ai servizi digitali e fisici e alle infrastrutture essenziali, riducendo le barriere che ancora oggi limitano la piena partecipazione economica e sociale di milioni di cittadini europei. Si tratta di una riforma di grande portata, che coinvolge settori industriali, finanziari, commerciali e tecnologici, richiedendo alle imprese una revisione profonda dei processi produttivi, dei sistemi informatici e dell’organizzazione dei servizi.
Il provvedimento, approvato a livello europeo nel 2019 e recepito dagli Stati membri con tempistiche differenti, impone alle aziende di garantire che i propri prodotti e servizi siano fruibili anche da persone con disabilità sensoriali, motorie o cognitive. La normativa riguarda una vasta gamma di settori: dai bancomat ai terminali di pagamento, dai siti web alle piattaforme di e-commerce, dai trasporti pubblici alle telecomunicazioni, fino ai servizi bancari e assicurativi. Ogni impresa che operi sul mercato europeo, indipendentemente dalla sua dimensione, sarà tenuta a rispettare criteri di accessibilità uniformi, basati su principi di usabilità, leggibilità, compatibilità tecnologica e inclusione.
In Italia, come negli altri Paesi dell’Unione, il recepimento della legge ha comportato la definizione di linee guida nazionali e l’istituzione di organismi di controllo incaricati di verificare la conformità delle imprese. Le autorità competenti avranno il potere di comminare sanzioni alle aziende che non si adegueranno entro la scadenza prevista, fissata per il 28 giugno 2025 per la maggior parte dei prodotti e dei servizi, con alcune eccezioni che potranno essere prorogate fino al 2026. Le piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del tessuto economico europeo, dovranno affrontare sfide significative per adeguarsi, in particolare per quanto riguarda i costi di aggiornamento tecnologico e di formazione del personale. Tuttavia, la normativa prevede anche misure di supporto e incentivi per favorire la transizione verso modelli inclusivi.
L’adeguamento alla legge sull’accessibilità non è soltanto un obbligo normativo ma anche un’opportunità strategica. Le imprese che investiranno in soluzioni inclusive potranno ampliare il proprio mercato, migliorare la reputazione e accedere a nuovi segmenti di clientela. Secondo i dati della Commissione europea, oltre 100 milioni di cittadini dell’Unione vivono con una qualche forma di disabilità, un bacino di utenza spesso trascurato ma economicamente rilevante. Rendere accessibili i prodotti e i servizi significa non solo rispondere a un principio di equità, ma anche sviluppare innovazioni capaci di migliorare l’esperienza di tutti gli utenti. L’esperienza maturata in Paesi come Germania, Svezia e Paesi Bassi mostra che l’adozione precoce di standard di accessibilità può tradursi in un vantaggio competitivo duraturo.
Il cambiamento richiesto alle aziende è ampio e articolato. Dal punto di vista tecnico, i siti web dovranno rispettare gli standard internazionali di accessibilità (come le linee guida WCAG 2.2), garantendo la possibilità di navigazione tramite tastiera, l’utilizzo di lettori vocali, l’adozione di contrasti cromatici adeguati e la chiarezza dei contenuti. I sistemi informatici e le interfacce digitali dovranno essere compatibili con tecnologie assistive, mentre i prodotti fisici – come dispositivi elettronici, terminali bancari o biglietterie automatiche – dovranno includere funzioni di accesso semplificato, segnalazioni acustiche e tattili, e comandi intuitivi. Anche i servizi di assistenza al cliente dovranno essere adeguati, prevedendo canali di comunicazione accessibili a persone non udenti o non vedenti.
Per il settore finanziario, la legge sull’accessibilità introduce cambiamenti sostanziali: gli istituti di credito dovranno rendere i propri servizi online e fisici accessibili, dai siti di home banking agli sportelli automatici, fino ai contratti e alle comunicazioni informative. Nel comparto dei trasporti, le imprese dovranno garantire l’accessibilità delle piattaforme digitali di prenotazione, delle biglietterie automatiche e delle informazioni in tempo reale sui viaggi, assicurando al contempo che i mezzi di trasporto siano dotati di segnaletica visiva e sonora. Il commercio elettronico sarà uno dei settori più impattati, poiché dovrà uniformare le interfacce digitali a criteri che consentano una navigazione semplice anche per utenti con limitazioni fisiche o cognitive.
La sfida principale per le imprese riguarda la gestione del tempo e delle risorse. Molte aziende hanno avviato piani di adeguamento tardivi, e il rischio è di trovarsi a ridosso della scadenza senza aver completato la transizione. Gli esperti sottolineano la necessità di un approccio sistemico, che integri l’accessibilità fin dalla fase di progettazione dei prodotti e dei servizi (“design for all”), anziché intervenire solo con adattamenti successivi. Ciò implica un cambiamento culturale oltre che operativo, che richiede la formazione di progettisti, sviluppatori e manager in materia di inclusione digitale.
Anche il ruolo delle istituzioni europee e nazionali sarà determinante. L’Unione europea ha previsto campagne informative, programmi di sostegno tecnico e finanziario e la condivisione di buone pratiche tra gli Stati membri. L’Italia, attraverso il Ministero per la Disabilità e l’Agenzia per l’Italia Digitale, ha avviato tavoli di lavoro con le associazioni di categoria per definire linee operative condivise e semplificare gli adempimenti per le piccole imprese. In prospettiva, la legge rappresenta un tassello importante del quadro normativo europeo sui diritti delle persone con disabilità, in linea con la strategia 2021-2030 per l’inclusione e l’autonomia.
L’adeguamento alla normativa sull’accessibilità non sarà quindi solo un passaggio tecnico, ma un processo di trasformazione che investirà l’intero sistema produttivo europeo. L’attenzione crescente al tema dell’inclusione, sostenuta dalle politiche comunitarie, spinge le imprese verso un nuovo paradigma in cui l’innovazione e la responsabilità sociale diventano strumenti complementari di competitività e sviluppo.

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