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Lagarde: la BCE pronta a utilizzare tutti gli strumenti per garantire la stabilità dei prezzi

Christine Lagarde ha dichiarato che la Banca Centrale Europea è pronta a intervenire con ogni mezzo disponibile per assicurare la stabilità dei prezzi e quella finanziaria nell’area euro.Durante il suo intervento alla conferenza “Euro50 Group” di Varsavia, la presidente della BCE ha riaffermato la linea dell’istituto centrale in un momento in cui i mercati sono attraversati da nuove tensioni e incertezze, sia economiche che geopolitiche.Lagarde ha sottolineato che la stabilità dei prezzi e quella finanziaria sono due elementi strettamente connessi e ha promesso che la BCE non esiterà a intervenire se necessario per garantirle entrambe.


Mercati stabili ma sotto osservazione

Pur riconoscendo che i mercati dell’area euro stanno al momento funzionando in modo ordinato, Lagarde ha messo in guardia dal considerare il sistema immune da rischi.Secondo la presidente della BCE, le infrastrutture di mercato e il mercato obbligazionario stanno mostrando una buona tenuta, ma la banca centrale continua a monitorare attentamente ogni eventuale segnale di deterioramento. La crisi nel Mar Rosso, le tensioni nei rapporti commerciali globali e l’incertezza politica in diversi paesi europei rappresentano fattori di potenziale instabilità che richiedono vigilanza continua.Lagarde ha ribadito che, in caso di necessità, la BCE ha già dimostrato in passato di saper elaborare strumenti innovativi e di saperli applicare tempestivamente, come accaduto con il programma PEPP durante la pandemia.


Il ruolo del tasso di cambio nell’equilibrio monetario

Un passaggio importante del suo intervento ha riguardato l’andamento del tasso di cambio dell’euro.Lagarde ha precisato che la BCE non persegue un tasso di cambio obiettivo, ma presta sempre molta attenzione alle dinamiche valutarie, poiché queste influenzano direttamente l’inflazione attraverso i prezzi delle importazioni.Attualmente l’euro ha raggiunto livelli elevati su base ponderata, toccando un massimo storico rispetto al paniere di valute dei principali partner commerciali.Questa situazione potrebbe contribuire a una discesa dell’inflazione, in quanto le merci importate diventano meno costose.Tuttavia, al tempo stesso, un euro forte può penalizzare le esportazioni europee, rallentando la crescita economica in un momento in cui alcuni settori produttivi mostrano già segnali di affaticamento.La BCE, secondo Lagarde, integra questi effetti nei suoi modelli previsionali, affinché le decisioni di politica monetaria siano pienamente informate.


Tassi e strumenti: la strategia della BCE

Sulla questione dei tassi di interesse, Lagarde ha mantenuto una posizione di apertura senza sbilanciarsi su mosse specifiche.Tuttavia, ha confermato che l’obiettivo primario della BCE resta il ritorno dell’inflazione al target del 2% nel medio termine, e che tutte le decisioni in materia di tassi continueranno a essere prese riunione per riunione sulla base dei dati disponibili.Nel frattempo, i mercati si aspettano un primo taglio del tasso di riferimento già nella riunione di giugno, dopo la lunga fase di rialzi che ha portato il tasso principale al 4,50%.Alcuni analisti ritengono che la BCE possa abbassare i tassi di 75 punti base complessivi entro la fine del 2025, se i dati sull’inflazione continueranno a convergere verso l’obiettivo.Lagarde non ha confermato né smentito questa ipotesi, ma ha lasciato intendere che l’istituto è pronto a ogni scenario, compreso l’uso di strumenti non convenzionali se le condizioni lo richiederanno.


Inflazione, crescita e prospettive macroeconomiche

L’attuale quadro macroeconomico resta complesso.Dopo aver raggiunto picchi superiori al 10% nel 2022, l’inflazione è in fase di rientro, ma il processo si sta rivelando irregolare.L’ultima rilevazione di Eurostat indica un’inflazione annuale al 2,4% nell’area euro, vicino al target della BCE, ma con spinte ancora forti nei prezzi dei servizi e delle componenti legate al lavoro.La crescita economica, invece, si mantiene debole.Nel primo trimestre 2025 il PIL dell’eurozona ha registrato una crescita dello 0,1%, segnale di stagnazione persistente.Inoltre, la dinamica dei salari, sebbene più contenuta rispetto al 2023, continua a essere oggetto di attenzione da parte della BCE, che teme effetti inflattivi a lungo termine.Lagarde ha ricordato che la politica monetaria da sola non può garantire una crescita stabile e inclusiva, ma deve essere accompagnata da riforme strutturali e investimenti pubblici in settori strategici.


La BCE tra indipendenza e aspettative politiche

Infine, la presidente della BCE ha voluto rimarcare l’indipendenza della banca centrale, ribadendo che ogni decisione sarà guidata esclusivamente dal mandato di garantire la stabilità dei prezzi.Nel contesto attuale, caratterizzato dall’avvicinarsi delle elezioni europee e da pressioni politiche in diversi Stati membri, Lagarde ha voluto rassicurare i mercati sull’autonomia dell’istituto.Ha inoltre invitato i governi a evitare dichiarazioni che possano minare la credibilità delle autorità monetarie o generare aspettative non realistiche sulla direzione dei tassi.L’approccio della BCE resterà, come sempre, data-dependent, cauto e graduale, ma anche determinato a intervenire prontamente se le condizioni macroeconomiche dovessero peggiorare.

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