La nuova Forza Italia apre la caccia al centro e ai cattolici: nel pantheon anche il giovane santo Carlo Acutis
- piscitellidaniel
- 19 set
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Forza Italia ha avviato un processo di rinnovamento che punta a ridefinire la propria identità politica e culturale, aprendo un dialogo diretto con il mondo cattolico e con l’elettorato di centro. In questa fase di rilancio, il partito guidato da Antonio Tajani cerca di consolidare la propria collocazione nello scenario politico italiano, distinguendosi dal resto della coalizione di centrodestra con un profilo più moderato, europeista e attento ai valori cristiani. A testimonianza di questo percorso, nel pantheon simbolico del movimento compare ora anche la figura di Carlo Acutis, il giovane beato che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione e la devozione di migliaia di fedeli, soprattutto tra le nuove generazioni.
L’inserimento di Acutis tra i riferimenti ideali del partito non è casuale. Il ragazzo, morto nel 2006 a soli 15 anni e beatificato da Papa Francesco nel 2020, è considerato un modello di santità contemporanea: profondamente radicato nella fede cattolica ma al tempo stesso capace di parlare ai giovani attraverso l’uso delle tecnologie digitali. La sua figura, percepita come vicina alla sensibilità delle nuove generazioni, rappresenta per Forza Italia un simbolo in grado di unire tradizione e modernità, fede e innovazione. Una scelta che mira a rafforzare il legame con l’elettorato cattolico, storicamente centrale nella politica italiana ma oggi frammentato e in cerca di nuovi punti di riferimento.
Il nuovo corso del partito si muove lungo due direttrici principali. Da un lato, il consolidamento di un’identità moderata che lo differenzi dalle posizioni più radicali all’interno della coalizione di centrodestra. Dall’altro, il rafforzamento dei legami con il mondo cattolico, sia sul piano valoriale sia su quello sociale, attraverso l’attenzione a temi come la famiglia, la sussidiarietà, la solidarietà e l’impegno per una crescita economica inclusiva. Tajani ha sottolineato in più occasioni come Forza Italia voglia essere il punto di riferimento per chi si riconosce in un’idea di politica attenta ai principi cristiani ma allo stesso tempo aperta al dialogo con l’Europa e con le sfide della modernità.
La scelta di includere Carlo Acutis tra i simboli di riferimento si inserisce in un pantheon che già comprende figure storiche come Alcide De Gasperi, don Luigi Sturzo e altri protagonisti del cattolicesimo politico italiano. L’attenzione per il giovane beato mostra però la volontà di rinnovare questo immaginario, aprendo la strada a un dialogo con le nuove generazioni e con un mondo cattolico che non si riconosce più pienamente nei modelli tradizionali. Forza Italia cerca così di intercettare un segmento elettorale che negli ultimi anni si è disperso tra diverse forze politiche o si è rifugiato nell’astensionismo.
L’operazione non è solo simbolica. Nel programma politico emergono proposte concrete legate al sostegno alla famiglia, alla tutela della libertà educativa, alla promozione del volontariato e al sostegno al terzo settore. Temi che parlano direttamente alla sensibilità cattolica e che si intrecciano con questioni economiche e sociali di grande attualità, come il sostegno ai giovani, la lotta alla povertà e le politiche per il lavoro. La strategia punta a far percepire Forza Italia come una forza politica capace di unire pragmatismo economico e valori etici, in continuità con la tradizione del popolarismo europeo.
L’apertura verso il mondo cattolico si inserisce anche in un quadro di ricerca di centralità politica. Con la trasformazione della coalizione di centrodestra e l’ascesa di Fratelli d’Italia, Forza Italia ha la necessità di differenziarsi, offrendo un’alternativa moderata che possa attrarre elettori indecisi o delusi da altri partiti. In questo senso, il richiamo ai valori cristiani e alla tradizione del cattolicesimo democratico diventa una leva importante per rafforzare la propria identità e ampliare la base elettorale.
Le reazioni nel mondo politico e nell’opinione pubblica sono state diversificate. Alcuni osservatori hanno visto nella scelta un segnale positivo di rinnovamento e di attenzione ai giovani, altri l’hanno interpretata come un’operazione di marketing politico che rischia di strumentalizzare una figura religiosa. Resta il fatto che la presenza di Carlo Acutis nel pantheon di Forza Italia ha acceso i riflettori su un processo di trasformazione che potrebbe ridefinire gli equilibri interni al partito e la sua collocazione nella scena politica nazionale.
Il nuovo corso promosso da Tajani si presenta quindi come un tentativo di coniugare radici storiche e apertura al futuro. La scommessa è quella di intercettare un elettorato sensibile ai valori cristiani, ma al tempo stesso desideroso di stabilità politica, moderazione e credibilità europea. In un momento di forte polarizzazione, Forza Italia si propone come il punto di equilibrio capace di offrire un approdo sicuro a chi non si riconosce né nelle posizioni più radicali né in quelle della sinistra.
L’inclusione di Carlo Acutis nel pantheon del partito diventa così il simbolo di una strategia più ampia: un richiamo al mondo cattolico e ai giovani, un segnale di continuità con la tradizione popolare europea e un atto di differenziazione rispetto agli alleati di coalizione. Una scelta che, al di là del valore simbolico, conferma la volontà di Forza Italia di restare protagonista in un quadro politico in continua evoluzione, puntando sulla forza dei valori e sulla capacità di interpretare le esigenze di una società in cambiamento.

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