La moglie di Jack Ma acquista l’ex ambasciata italiana a Londra per 195 milioni di sterline: un’operazione simbolo tra diplomazia e finanza globale
- piscitellidaniel
- 11 nov
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Londra torna al centro delle cronache internazionali con un’operazione immobiliare di grande rilievo che intreccia economia, potere e geopolitica. Zhang Ying, moglie di Jack Ma — fondatore di Alibaba e figura chiave del capitalismo cinese contemporaneo — ha acquistato per 195 milioni di sterline l’edificio che un tempo ospitava l’ambasciata d’Italia nel Regno Unito. Il palazzo, situato nel prestigioso quartiere di Mayfair, rappresenta uno dei simboli dell’architettura diplomatica italiana del Novecento e uno degli immobili storici più pregiati della capitale britannica.
La transazione, conclusa attraverso un trust con sede a Hong Kong, conferma la crescente presenza di investitori asiatici nel mercato immobiliare di lusso londinese, nonostante la complessa congiuntura internazionale e la politica restrittiva del governo britannico sugli acquisti stranieri. L’ex sede diplomatica, una residenza di rappresentanza di oltre 3.000 metri quadrati, è stata per decenni il punto di riferimento della diplomazia italiana a Londra fino al trasferimento dell’ambasciata nella nuova sede di Grosvenor Square. Oggi, dopo un lungo periodo di inattività, l’immobile torna protagonista come simbolo della rinascita del capitale privato asiatico in Europa.
Zhang Ying, imprenditrice e cofondatrice del gruppo Alibaba, è da sempre una figura riservata ma influente negli affari di famiglia. La sua decisione di investire in un immobile così rappresentativo è stata interpretata dagli analisti come un’operazione di diversificazione patrimoniale e, al tempo stesso, come un segnale di fiducia nel mercato britannico, ancora considerato uno dei più stabili al mondo per gli investimenti a lungo termine. L’acquisto avviene in un momento di parziale distensione nei rapporti economici tra Londra e Pechino, dopo anni di tensioni legate alla politica commerciale e alle questioni tecnologiche, in particolare al ruolo delle aziende cinesi nel settore delle telecomunicazioni e dei semiconduttori.
Il valore della transazione, 195 milioni di sterline, colloca l’operazione tra le più rilevanti del 2025 nel comparto immobiliare europeo. L’immobile, un edificio neoclassico con facciata in pietra e interni di pregio, era stato inizialmente posto sul mercato nel 2023 con una valutazione inferiore, ma l’interesse di diversi fondi internazionali ha contribuito a farne lievitare il prezzo. L’acquisto da parte della moglie di Jack Ma è stato formalizzato attraverso un veicolo societario specializzato in real estate di lusso, già coinvolto in operazioni simili a New York, Parigi e Singapore.
Dal punto di vista politico e simbolico, la vendita dell’ex ambasciata italiana rappresenta anche una tappa significativa nel processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. L’edificio, dismesso dallo Stato italiano negli anni passati, era stato oggetto di un lungo iter di alienazione gestito attraverso il fondo immobiliare del Tesoro, con l’obiettivo di ridurre i costi di gestione e massimizzare gli introiti per le casse pubbliche. L’operazione, pur suscitando qualche dibattito in Italia, è stata considerata un successo economico, con una plusvalenza notevole rispetto al valore di stima iniziale.
Per Londra, invece, l’acquisto conferma la vitalità del suo mercato immobiliare di alta fascia. Nonostante la Brexit e le turbolenze dei mercati finanziari, la capitale britannica rimane una delle destinazioni preferite per gli investitori globali in cerca di beni rifugio. I dati più recenti mostrano che gli acquirenti provenienti dall’Asia — in particolare da Cina, Singapore e Corea del Sud — rappresentano oltre il 30% delle transazioni immobiliari di valore superiore ai 10 milioni di sterline. L’attrattiva di Londra risiede nella combinazione di stabilità giuridica, prestigio urbano e valore simbolico degli immobili storici.
L’interesse della famiglia Ma per l’immobiliare londinese non è nuovo. Già in passato, società collegate all’imprenditore cinese avevano effettuato investimenti nel settore alberghiero e residenziale, puntando su immobili di grande pregio architettonico e valore culturale. L’acquisto dell’ex ambasciata italiana rappresenta tuttavia un salto qualitativo: non si tratta soltanto di un investimento economico, ma di un’operazione che unisce valore storico, identità europea e visione globale. La scelta di un edificio che ha rappresentato per decenni l’immagine diplomatica dell’Italia a Londra assume un significato che va oltre il semplice affare finanziario, evocando un dialogo simbolico tra culture e potenze economiche.
Il quartiere di Mayfair, dove sorge l’edificio, è da sempre sinonimo di prestigio e potere. Qui hanno sede ambasciate, banche internazionali, case d’asta e residenze di membri dell’aristocrazia e dell’imprenditoria mondiale. L’ex ambasciata italiana, situata in una posizione strategica a pochi passi da Hyde Park e Buckingham Palace, rappresenta un esempio di architettura classica reinterpretata in chiave diplomatica, con ambienti di rappresentanza, saloni cerimoniali e spazi di grande valore artistico. L’edificio, secondo quanto riportato dai registri edilizi, sarà sottoposto a un intervento di restauro conservativo volto a preservarne le caratteristiche storiche e ad adattarlo alle nuove funzioni residenziali e di rappresentanza privata.
L’acquisto da parte della moglie di Jack Ma avviene in un momento in cui il miliardario cinese, dopo anni di tensioni con il governo di Pechino, ha progressivamente ricostruito i suoi rapporti con le autorità, concentrandosi su progetti filantropici e investimenti internazionali. L’operazione immobiliare londinese si inserisce in questo percorso di consolidamento, segnalando la volontà della famiglia di riaffermare la propria presenza nei principali centri finanziari globali, ma con un approccio più discreto e istituzionale rispetto al passato.
L’ex ambasciata italiana diventerà con ogni probabilità una residenza di lusso, ma non si esclude che possa ospitare anche funzioni culturali o rappresentative legate al mondo dell’arte e della cooperazione internazionale. Secondo alcune fonti del settore, la proprietà starebbe valutando la possibilità di creare una fondazione privata dedicata al dialogo tra Europa e Asia, con sede proprio nell’edificio di Mayfair, un progetto che darebbe all’immobile una nuova funzione pubblica e simbolica.
Con questa operazione, la famiglia Ma entra ufficialmente nel ristretto club dei grandi investitori internazionali del real estate londinese, accanto a dinastie finanziarie, fondi sovrani e magnati del settore tecnologico. L’acquisto dell’ex ambasciata italiana diventa così un emblema del nuovo equilibrio globale, dove il capitale privato asiatico non solo investe in Europa, ma ne valorizza il patrimonio culturale, fondendo diplomazia, economia e architettura in un’unica, sofisticata strategia di presenza internazionale.

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