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La Cina risponde ai dazi di Trump: nuove tariffe su prodotti agricoli statunitensi

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha raggiunto un nuovo livello di tensione con l'entrata in vigore, il 10 marzo 2025, di nuove tariffe cinesi su una vasta gamma di prodotti agricoli americani. Questa mossa rappresenta una risposta diretta all'aumento delle tariffe statunitensi al 20% su tutte le importazioni cinesi, deciso dall'amministrazione Trump a causa dell'incapacità percepita della Cina di fermare il flusso di fentanyl negli Stati Uniti, una droga sintetica responsabile di circa 100.000 morti all'anno in America.


Dettagli delle tariffe cinesi

Le nuove tariffe imposte da Pechino variano tra il 10% e il 15% e colpiscono specificamente prodotti agricoli statunitensi:​

  • Tariffe del 10%: soia, sorgo, carne di maiale e manzo, prodotti ittici, frutta, verdura e latticini.​

  • Tariffe del 15%: pollame, grano, cotone e mais.


È importante notare che queste tariffe non si applicheranno alle merci partite prima del 10 marzo, a condizione che arrivino in Cina entro il 12 aprile. Questa clausola mira a ridurre l'impatto immediato sulle spedizioni già in transito. ​


Obiettivi strategici di Pechino

Secondo analisti, la risposta della Cina è attentamente calibrata per colpire la base elettorale del presidente Trump, in particolare gli agricoltori e i produttori del settore agricolo, che rappresentano una componente significativa del suo supporto politico. Tuttavia, le tariffe sono state mantenute a livelli tali da lasciare spazio a future negoziazioni e potenziali accordi commerciali, evitando un'escalation immediata del conflitto.


Contesto economico cinese

La Cina ha appreso dalle precedenti fasi della guerra commerciale che una risposta proporzionale ai dazi statunitensi potrebbe risultare più dannosa per la propria economia, data la maggiore dipendenza dalle esportazioni verso gli Stati Uniti. Attualmente, i leader cinesi stanno cercando di stabilizzare un'economia incerta, affrontando sfide come la deflazione, consumi deboli e una crisi nel mercato immobiliare. Le esportazioni, che nel 2024 hanno raggiunto livelli record, potrebbero non fornire lo stesso sostegno economico quest'anno, soprattutto in un contesto di inasprimento delle tensioni commerciali con Washington. ​


Reazioni internazionali

La risposta cinese non si limita agli Stati Uniti. Pechino ha annunciato dazi su olio di colza e carne di maiale provenienti dal Canada, con entrata in vigore prevista per il 20 marzo. Questa mossa segue le misure adottate dal Canada in risposta alle tariffe statunitensi su acciaio e alluminio. Il ministro del Commercio australiano, Don Farrell, ha espresso l'intenzione di recarsi a Washington per negoziare un'esenzione dalle tariffe sull'esportazione di acciaio e alluminio appena annunciate dal presidente Trump. Farrell ha sottolineato che gli Stati Uniti godono di un sostanziale surplus commerciale con l'Australia e che Canberra investe significativamente nell'industria della difesa americana attraverso l'alleanza AUKUS tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti. 


Implicazioni per l'economia globale

L'intensificarsi della guerra commerciale tra le due maggiori economie mondiali suscita preoccupazioni riguardo a una possibile recessione globale. Le tensioni commerciali possono influenzare negativamente la fiducia degli investitori, rallentare la crescita economica e perturbare le catene di approvvigionamento globali. Inoltre, l'incertezza derivante da queste dispute può portare a una riduzione degli investimenti e dei consumi, amplificando gli effetti negativi sull'economia mondiale. ​


Prospettive future

La situazione attuale richiede un'attenta gestione diplomatica da entrambe le parti. Sebbene le misure adottate siano significative, esiste ancora spazio per il dialogo e la negoziazione. È fondamentale che Stati Uniti e Cina lavorino insieme per trovare soluzioni che mitighino le tensioni e promuovano una cooperazione economica sostenibile. La comunità internazionale osserva con attenzione, sperando in una de-escalation che possa garantire stabilità e prosperità a livello globale.

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