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L’ONU approva la Tregua Olimpica proposta dall’Italia

L’adozione della risoluzione promossa dall’Italia sul tema della Tregua Olimpica ha segnato un momento di rilievo nella diplomazia sportiva e multilaterale del nostro Paese. La risoluzione, presentata in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano‑Cortina 2026, ha ottenuto il sostegno dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, confermando sia l’efficacia dell’azione italiana nel segmento delle politiche sportive globali sia la volontà del Paese di interpretare un ruolo di mediatore nel campo della pace e della cooperazione internazionale. Il testo della risoluzione invita gli Stati membri a osservare una sospensione delle ostilità – simbolica, ma con forte valenza politica – nei giorni che precedono e seguono i Giochi, richiamando i valori olimpici di solidarietà, incontro tra i popoli e rispetto reciproco.


Il contesto in cui si inserisce l’iniziativa italiana è rappresentato da un duplice obiettivo: da un lato la promozione dello sport come strumento di pace, dall’altro la valorizzazione dell’immagine internazionale dell’Italia quale Paese ospitante dell’edizione 2026 dei Giochi invernali. Il governo e la delegazione italiana hanno lavorato in stretta collaborazione con il Comitato Olimpico Internazionale e con la comunità delle Nazioni Unite per costruire una bozza condivisa della risoluzione, avviando consultazioni con i gruppi regionali e garantendo che il testo rispondesse a un’impostazione multilaterale e inclusiva. L’Italia ha assunto il ruolo di “penholder” del dossier, cioè di Paese responsabile della trattazione del tema all’interno dell’ONU, operando come facilitatore e coordinatore tra le delegazioni degli Stati membri.


L’impostazione della risoluzione richiama la tradizione dell’“ekecheiría” dell’antica Grecia, ossia la tregua consacrata durante i Giochi come momento di sospensione delle ostilità. L’Assemblea Generale ha già in passato adottato analoghe risoluzioni, che invitano gli Stati membri a perseguire la sospensione delle violenze e delle ostilità nel periodo che va dai sette giorni precedenti l’apertura dei Giochi fino ai sette giorni successivi alla chiusura delle Paralimpiadi. In questo quadro, l’Italia ha colto l’occasione per rilanciare il valore dello sport come fattore abilitante dello sviluppo, della pace e della coesione sociale. Grazie a questa prospettiva, la risoluzione italiana punta non solo a incidere sul periodo dei Giochi, ma a produrre un messaggio più duraturo sulla cultura della pace e sul ruolo delle competizioni sportive nella diplomazia globale.


La piattaforma diplomatica scelta dal governo italiano si basa su tre linee strategiche: la valorizzazione della capacità di mediazione internazionale dell’Italia, l’estensione del processo olimpico verso un pallido ma simbolico impegno per la risoluzione dei conflitti, e la creazione di un lascito simbolico per i Giochi di Milano-Cortina 2026 che vada oltre l’evento in sé. Il Paese ospitante ha inteso affiancare all’organizzazione tecnica dei Giochi anche un progetto politico-culturale che ponga l’Italia al centro delle riflessioni sul ruolo dello sport nella scena globale. Contestualmente, l’iniziativa italiana rappresenta un esempio di come i Giochi possano essere occasione non solo di gare e medaglie, ma di promozione internazionale dei valori della cooperazione, della tolleranza e del dialogo.


Dal punto di vista operativo, la risoluzione stabilisce che gli Stati membri dell’ONU «sono invitati a considerare la possibilità di sospendere le ostilità per l’intero arco della Tregua Olimpica, a valorizzare lo sport come vettore di pace, e a cooperare con le organizzazioni sportive e nazionali per assicurare che nessun atto di violenza impedisca la partecipazione degli atleti e l’esercizio dei diritti sportivi». La risoluzione non ha carattere vincolante in senso stretto, dato che le decisioni dell’Assemblea Generale sono raccomandazioni, ma assume un forte valore simbolico e può stimolare iniziative concrete a livello nazionale, regionale e locale. In questo senso l’Italia auspica che il passaggio all’ONU contribuisca a mobilitare la comunità internazionale attorno al tema della tregua, rendendo lo sport uno strumento attivo nel panorama della diplomazia e della sicurezza internazionale.


Il successo dell’iniziativa italiana dipende ora non solo dal voto ottenuto, ma dalla capacità di tradurre l’impegno formale in azioni concrete: dal coinvolgimento delle delegazioni sportive alla sensibilizzazione delle comunità locali, dal monitoraggio della partecipazione effettiva di Stati in conflitto fino alla gestione della comunicazione pubblica dell’iniziativa. La collaborazione tra il governo, il Comitato Olimpico, le organizzazioni giovanili e la società civile sarà fondamentale per dare corpo al messaggio della risoluzione e per far sì che essa non rimanga esclusivamente un atto simbolico. In tal senso, l’Italia intende attivare una serie di iniziative parallele di sensibilizzazione, incontri internazionali, eventi giovanili e campagne di comunicazione che valorizzino il concetto di tregua olimpica e lo traducano nella dimensione concreta del dialogo tra popoli.


La risoluzione italiana sull’evento sportivo assume anche riflessi sull’agenda diplomatico-estera del nostro Paese. La scelta di sostenere un’impostazione multilaterale e di rilanciare lo sport come terreno di diplomazia si inserisce in un contesto internazionale sempre più segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e frammentazioni. L’Italia mira a posizionarsi come ponte tra nord e sud del mondo, tra Paesi europei e Paesi in via di sviluppo, offrendo un contributo che va al di là delle tradizionali alleanze e abbraccia l’idea che lo sport possa essere vettore di inclusione, crescita e stabilità. Tale approccio rafforza il profilo internazionale del Paese, mettendo al centro la dimensione della pace preventiva e della collaborazione globale.


Il contesto temporale è particolarmente favorevole: l’edizione 2026 dei Giochi invernali, ospitata tra Lombardia e Veneto, rappresenta un’occasione per proiettare l’Italia al centro dell’attenzione mondiale anche dal punto di vista dei valori. La risoluzione adottata può diventare una cornice simbolica entro cui l’organizzazione dei Giochi si imprime come evento non solo sportivo ma anche diplomatico e culturale. Il Paese ha l’opportunità di trasformare l’evento in una piattaforma per il dialogo e la coesione internazionale, creando un’eredità che superi la durata delle competizioni e che si inserisca nei percorsi di sensibilizzazione e cooperazione globale.


La proposta ha aspetti che richiedono impegno tecnico e organizzativo: il coinvolgimento delle federazioni, delle organizzazioni nazionali e internazionali, la definizione di modalità di monitoraggio, la predisposizione di strumenti di valutazione del rispetto della tregua e la comunicazione delle iniziative ai giovani, alla scuola e alle comunità. In questo senso l’Italia sostiene che la risoluzione debba essere accompagnata da un piano operativo che preveda strumenti innovativi di engagement degli atleti, delle università e dei territori coinvolti dai Giochi, affinché il messaggio di pace non resti retorico ma si traduca in un effetto tangibile e riconoscibile.

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