Istat, secondo trimestre in crescita: 226mila occupati in più rispetto all’anno precedente
- piscitellidaniel
- 12 set 2025
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Il mercato del lavoro italiano mostra segnali di consolidamento nel secondo trimestre, secondo i dati diffusi dall’Istat, che registrano un aumento di 226mila occupati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che riflette la tenuta complessiva dell’economia nazionale in una fase caratterizzata da rallentamenti internazionali, tensioni geopolitiche e politiche monetarie restrittive.
Il numero complessivo degli occupati ha raggiunto livelli che non si registravano da oltre un decennio, con un tasso di occupazione in crescita sia per uomini che per donne. Particolarmente significativo è il contributo dei contratti a tempo indeterminato, che rappresentano la quota prevalente della nuova occupazione, segno di un rafforzamento della domanda stabile da parte delle imprese. Parallelamente, si registra una riduzione degli occupati a tempo determinato, fenomeno attribuibile sia alla stabilizzazione di molti contratti, sia a un minor ricorso al lavoro flessibile in una fase di maggiore prudenza delle aziende.
Sul piano territoriale, la crescita dell’occupazione riguarda tutte le aree del Paese, con un’espansione più marcata nel Nord, dove il tessuto industriale e dei servizi mostra maggiore dinamismo. Al Centro e al Sud l’aumento degli occupati è comunque significativo, sostenuto da incentivi e programmi di politica attiva del lavoro, anche se restano forti divari strutturali rispetto alla media nazionale.
Dal punto di vista settoriale, il terziario continua a trainare l’occupazione, grazie soprattutto al turismo, ai servizi alla persona, alla logistica e al comparto sanitario. L’industria manifatturiera registra segnali positivi, pur in un contesto internazionale complesso, mentre l’edilizia conferma un trend in crescita legato anche ai cantieri attivati con il sostegno dei fondi del PNRR e alle misure legate alla riqualificazione energetica.
Il tasso di disoccupazione scende ulteriormente, attestandosi ai minimi storici degli ultimi anni. In particolare, diminuisce la disoccupazione giovanile, pur restando ancora su livelli elevati rispetto alla media europea. Il dato positivo è legato sia all’ingresso di nuovi lavoratori nel mercato, sia alla maggiore permanenza dei giovani in settori caratterizzati da forte stagionalità e dalla ricerca di profili digitali e innovativi.
Cresce anche il tasso di partecipazione, segnale che più persone decidono di entrare o rientrare nel mercato del lavoro. Tra queste, si registra un aumento consistente delle donne occupate, favorito da politiche di sostegno alla conciliazione vita-lavoro e da una maggiore diffusione del lavoro agile.
Gli esperti sottolineano come i dati Istat rappresentino un segnale incoraggiante, ma richiamano anche alla cautela. La crescita dell’occupazione si accompagna infatti a sfide importanti: la produttività resta bassa rispetto agli standard europei, i salari reali non mostrano ancora un aumento proporzionato, e la qualità dei contratti deve essere ulteriormente migliorata per garantire carriere stabili e prospettive di lungo termine.
Il governo ha accolto positivamente i risultati, evidenziando come le misure di incentivo al lavoro e le politiche industriali stiano producendo effetti concreti. Tuttavia, sindacati e associazioni di categoria sottolineano che restano aperte questioni cruciali: dalla necessità di colmare il divario retributivo tra uomini e donne, alla carenza di competenze nei settori più innovativi, fino al tema della sicurezza sul lavoro, che continua a rappresentare un’emergenza.
Il mercato del lavoro italiano appare dunque in una fase di espansione sostenuta, ma ancora fragile. Le dinamiche occupazionali riflettono i progressi compiuti negli ultimi anni e la resilienza del sistema produttivo, ma il contesto macroeconomico globale – con le incertezze legate all’energia, ai tassi d’interesse e alle tensioni geopolitiche – resta un fattore di rischio da non sottovalutare.

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