Incendio fatale, cos’è l’effetto flashover e perché trasforma un rogo in una trappola mortale
- piscitellidaniel
- 2 gen
- Tempo di lettura: 3 min
L’effetto flashover rappresenta uno dei fenomeni più pericolosi e letali che possono verificarsi durante un incendio in ambiente chiuso, ed è spesso all’origine dell’elevato numero di vittime nei roghi sviluppatisi in locali pubblici, abitazioni o spazi confinati. Si tratta di una transizione improvvisa e violenta, nella quale l’incendio passa da una fase iniziale e apparentemente circoscritta a una combustione generalizzata dell’intero ambiente, rendendo praticamente impossibile qualsiasi tentativo di fuga o di intervento tempestivo. Comprendere cosa sia il flashover è fondamentale per spiegare perché alcuni incendi, anche partiti da un punto limitato, si trasformano in pochi secondi in eventi fatali.
Dal punto di vista tecnico, il flashover si verifica quando la temperatura all’interno di un locale raggiunge livelli tali da provocare l’innesco simultaneo di tutti i materiali combustibili presenti. In questa fase, il calore accumulato nell’aria e sulle superfici diventa così intenso da portare alla combustione istantanea di arredi, rivestimenti, tendaggi e oggetti, anche a distanza dal focolaio originario. La temperatura può superare rapidamente i 500-600 gradi, mentre le fiamme si estendono in modo uniforme, avvolgendo l’intero volume del locale. Il passaggio dalla fase pre-flashover a quella di combustione totale avviene in pochi istanti, spesso senza segnali facilmente riconoscibili da chi si trova all’interno.
Uno degli aspetti più insidiosi del flashover è la rapidità con cui si sviluppa. Nella fase iniziale di un incendio, il fumo caldo tende a stratificarsi verso l’alto, creando uno strato sempre più denso sotto il soffitto. Questo fumo, ricco di gas combustibili, accumula energia termica e, man mano che la temperatura aumenta, diventa esso stesso un elemento attivo della combustione. Quando viene raggiunta la soglia critica, basta una minima variazione, come un improvviso afflusso di ossigeno o l’innalzamento ulteriore della temperatura, perché l’intero ambiente prenda fuoco simultaneamente. In quel momento, la sopravvivenza diventa estremamente difficile anche per persone vicine alle uscite.
Il ruolo dell’ossigeno è centrale nel meccanismo del flashover. In ambienti chiusi o poco ventilati, l’incendio può inizialmente sembrare limitato, proprio perché la carenza di ossigeno rallenta la combustione. Tuttavia, l’apertura improvvisa di una porta o di una finestra può fornire l’aria necessaria a innescare il flashover, trasformando una situazione apparentemente sotto controllo in un’esplosione di fiamme. Questo aspetto spiega perché, in molti casi, i tentativi istintivi di fuga o di ventilazione possono aggravare la situazione, accelerando il passaggio alla fase più letale dell’incendio.
Dal punto di vista delle vittime, il flashover è particolarmente pericoloso perché agisce su più fattori contemporaneamente. L’elevatissima temperatura provoca ustioni immediate e incompatibili con la vita, mentre i gas tossici prodotti dalla combustione, come monossido di carbonio e cianuri, causano perdita di coscienza in pochi secondi. Anche chi non viene colpito direttamente dalle fiamme può soccombere rapidamente per asfissia o intossicazione. In questi contesti, il tempo disponibile per reagire si riduce drasticamente, rendendo inefficaci le normali strategie di evacuazione.
La probabilsee della flashover è fortemente influenzata dai materiali presenti nell’ambiente. Arredi moderni, realizzati con schiume sintetiche, plastiche e materiali compositi, tendono a bruciare più rapidamente e a produrre grandi quantità di calore e gas combustibili rispetto ai materiali tradizionali. Questo significa che, a parità di innesco, un incendio in un locale contemporaneo può evolvere verso il flashover molto più velocemente rispetto al passato. Anche i rivestimenti interni, le vernici e i materiali isolanti contribuiscono in modo significativo alla dinamica dell’evento.
La prevenzione del flashover è strettamente legata alla progettazione degli edifici e alla gestione della sicurezza antincendio. Sistemi di rilevazione precoce, compartimentazione degli spazi, utilizzo di materiali a bassa infiammabilità e presenza di vie di fuga adeguate possono ridurre il rischio o ritardare l’evoluzione dell’incendio, aumentando le possibilità di evacuazione. Al contrario, locali sovraffollati, con uscite insufficienti o con carenze nei sistemi di sicurezza, rappresentano contesti nei quali il flashover può trasformare un incendio in una strage nel giro di pochissimi minuti.
Per i soccorritori, il flashover è uno degli scenari più temuti. I vigili del fuoco sono addestrati a riconoscere i segnali premonitori, come l’abbassamento dello strato di fumo, l’aumento improvviso della temperatura e la presenza di fiamme intermittenti nei gas. Tuttavia, anche per personale esperto, intervenire in prossimità di un ambiente prossimo al flashover comporta rischi elevatissimi. Questo spiega perché, in molte tragedie, l’intervento risulti estremamente complesso e perché i margini di salvataggio siano spesso ridotti.
L’effetto flashover aiuta a comprendere come e perché alcuni incendi assumano in pochi istanti una dimensione catastrofica. Non si tratta solo di un aumento delle fiamme, ma di un cambiamento radicale delle condizioni fisiche dell’ambiente, che rende lo spazio immediatamente ostile alla vita umana. In questo senso, il flashover rappresenta il punto di non ritorno di un incendio, il momento in cui la possibilità di sopravvivenza crolla drasticamente e in cui la prevenzione, la progettazione e la rapidità delle prime reazioni diventano fattori decisivi per evitare esiti fatali.

Commenti