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Il settore della carta chiede la riallocazione delle risorse Pnrr non utilizzate

L’industria cartaria italiana torna a sollecitare un intervento deciso del Governo sulla gestione delle risorse non impiegate del Pnrr, chiedendo che una parte dei fondi inutilizzati venga destinata alla modernizzazione del comparto. Le imprese del settore sottolineano come il piano europeo rappresenti un’occasione cruciale per sostenere gli investimenti in tecnologie innovative, efficientamento energetico e riduzione dell’impatto ambientale, tre elementi indispensabili per mantenere la competitività in un mercato internazionale sempre più complesso. La richiesta nasce dalla consapevolezza che una quota rilevante delle misure previste dal piano rischia di non trovare attuazione nei tempi stabiliti, lasciando risorse che potrebbero essere reindirizzate verso filiere industriali strategiche.


Il comparto cartario, tra i più energivori del Paese, evidenzia da tempo la necessità di accelerare la transizione verso processi produttivi più sostenibili. Le imprese devono affrontare costi energetici elevati, investimenti onerosi e sfide ambientali legate alla riduzione delle emissioni e all’utilizzo di materiali riciclati. In questo contesto, la mancanza di strumenti finanziari adeguati rallenta la realizzazione di progetti che potrebbero migliorare l’efficienza degli impianti e ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali. La riallocazione delle risorse Pnrr non spese rappresenterebbe quindi una leva fondamentale per sostenere un’evoluzione tecnologica che da sola il settore difficilmente potrebbe sostenere.


Un altro punto critico riguarda la concorrenza internazionale. I produttori europei e asiatici stanno accelerando gli investimenti in impianti ad alta automazione e in sistemi di gestione energetica avanzata, riducendo i costi e aumentando la capacità produttiva. Le aziende italiane avvertono l’urgenza di colmare il gap, soprattutto nelle fasi di trasformazione e nell’adozione di tecnologie digitali come monitoraggi in tempo reale, manutenzione predittiva e controllo avanzato della qualità. Senza un sostegno mirato, il rischio è quello di perdere ulteriori quote di mercato, compromettendo una filiera che occupa migliaia di addetti e svolge un ruolo centrale per il packaging, l’editoria, il tissue e numerosi settori industriali.


Le associazioni di categoria sottolineano anche l’importanza di interventi strutturali sulle infrastrutture energetiche e logistiche. Molte cartiere dipendono da reti obsolete, che non consentono di ottimizzare l’approvvigionamento di energia o di accedere a fonti rinnovabili a costi competitivi. Investire in reti più efficienti, in impianti di cogenerazione e in sistemi di recupero del calore consentirebbe non solo di ridurre i costi operativi, ma anche di migliorare la sostenibilità complessiva del settore. Le risorse Pnrr inutilizzate potrebbero essere una base da cui partire per attuare una strategia di lungo periodo.


La richiesta del comparto si inserisce in un contesto nazionale in cui il tema della rimodulazione del Pnrr è sempre più centrale. Le difficoltà di attuazione di alcuni progetti hanno aperto la possibilità di ridistribuire fondi verso iniziative con un grado più elevato di cantierabilità e impatto economico immediato. Il settore della carta ritiene di possedere queste caratteristiche: molte aziende dispongono già di progetti pronti o facilmente avviabili, basati su tecnologie collaudate e con un ritorno economico e ambientale misurabile. Ciò consentirebbe di velocizzare l’utilizzo dei fondi e garantire effetti concreti sul territorio.


Accanto alle risorse economiche, il comparto chiede anche un quadro normativo più chiaro e stabile. L’incertezza regolatoria su emissioni, gestione dei rifiuti e incentivi energetici ostacola la pianificazione industriale e scoraggia gli investimenti. Una maggiore coerenza nelle politiche pubbliche sarebbe dunque essenziale per accompagnare la modernizzazione degli impianti e sostenere la competitività sui mercati internazionali. Le imprese del settore evidenziano come la combinazione tra incentivi mirati e semplificazione amministrativa potrebbe attivare investimenti privati con un effetto moltiplicatore significativo.


La posizione dell’industria cartaria riflette una consapevolezza diffusa: la transizione ecologica non può essere perseguita senza strumenti finanziari adeguati e senza un supporto alle filiere che hanno un impatto diretto sulla sostenibilità complessiva del Paese. La riallocazione delle risorse Pnrr non utilizzate rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione verso un comparto che, pur operando in un contesto difficile, continua a investire in innovazione, efficienza e riduzione dell’impatto ambientale.

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