Guerra commerciale USA-UE: Lagarde avverte sulle gravi conseguenze, export italiano a rischio
- piscitellidaniel
- 14 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Le recenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea stanno destando preoccupazioni a livello globale. La presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, ha espresso timori riguardo alle possibili ripercussioni di una guerra commerciale sull'economia mondiale, con un impatto particolarmente significativo sugli Stati Uniti stessi.
Le dichiarazioni di Christine Lagarde
In un'intervista alla BBC, Lagarde ha sottolineato che un'escalation delle tensioni commerciali potrebbe avere effetti negativi sulla crescita economica globale e sui prezzi, specialmente negli Stati Uniti. Ha evidenziato come le decisioni del presidente americano Donald Trump e le eventuali contromisure europee stiano creando un livello di incertezza senza precedenti, che potrebbe compromettere la stabilità economica internazionale.
Le minacce di nuovi dazi
Il presidente Trump ha recentemente minacciato l'imposizione di una tariffa del 200% su vino, champagne e altre bevande alcoliche provenienti dalla Francia e da altri Paesi dell'Unione Europea. Questa proposta è una risposta alle tariffe europee sulle esportazioni di whisky americano, a loro volta conseguenti ai dazi statunitensi su acciaio e alluminio entrati in vigore nei giorni scorsi. Lagarde ha ribadito che una guerra commerciale danneggerebbe l'intera economia globale, con alcuni Paesi più colpiti di altri, ma con perdite diffuse a livello mondiale.
Impatto sull'export italiano
L'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha evidenziato come l'export italiano potrebbe essere significativamente influenzato da queste tensioni commerciali. Gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati per il Made in Italy, con esportazioni che nel 2024 hanno raggiunto i 66 miliardi di euro. Tuttavia, si è registrato un lieve calo rispetto ai 67,3 miliardi del 2023, attribuibile principalmente a un bimestre novembre-dicembre 2024 molto negativo (-11,4% rispetto al 2023), in concomitanza con le elezioni presidenziali statunitensi e le crescenti preoccupazioni legate ai dazi.
Settori maggiormente a rischio
Diversi settori dell'economia italiana potrebbero subire contraccolpi significativi in caso di aumento dei dazi statunitensi:
Agroalimentare: Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato extraeuropeo per il cibo italiano, con un valore record di oltre 7,8 miliardi di euro di export nel 2024. Un aumento dei dazi potrebbe compromettere questa importante fonte di entrate per l'Italia.
Vino: Secondo l'Unione Italiana Vini, dazi al 25%, insieme ai rischi di recessione in Canada ed Europa, potrebbero comportare perdite fino a 1 miliardo di euro per il settore vinicolo italiano. Inoltre, tali dazi favorirebbero la concorrenza di vini provenienti da Argentina, Australia e Cile.
Prodotti da forno e pasta: Questo comparto ha registrato esportazioni per 805 milioni di euro nel 2024, pari al 12% del totale dell'export alimentare verso gli USA. L'introduzione di dazi potrebbe ridurre significativamente la competitività di questi prodotti sul mercato americano.
Olio d'oliva: Con esportazioni per 670 milioni di euro nel 2024, pari al 10% del totale, l'olio d'oliva italiano rischia di subire una contrazione delle vendite negli Stati Uniti in caso di aumento delle tariffe doganali.
Strategie per evitare la guerra commerciale
Christine Lagarde ha suggerito che i leader europei dovrebbero adottare un approccio negoziale per evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti. In un'intervista al Financial Times, ha proposto l'acquisto di prodotti americani, come gas naturale liquefatto e attrezzature militari, per placare le tensioni e scongiurare una spirale di ritorsioni che potrebbe danneggiare tutte le parti coinvolte.
Lagarde ha sottolineato che una guerra commerciale potrebbe ridurre il PIL globale, rendendo difficile per gli Stati Uniti raggiungere gli obiettivi economici prefissati. Ha inoltre evidenziato l'importanza di mantenere mercati aperti e di promuovere la collaborazione internazionale per garantire una crescita economica sostenibile.

Commenti