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Groenlandia al voto: tra aspirazioni indipendentiste e pressioni internazionali

L'11 marzo 2025, la Groenlandia si prepara a eleggere i 31 membri del suo parlamento locale, in un clima politico segnato da crescenti aspirazioni indipendentiste e da rinnovate attenzioni internazionali, in particolare da parte degli Stati Uniti.


Il contesto politico e l'indipendenza

La Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, ha visto negli ultimi anni un aumento del sentimento indipendentista. Cinque dei sei principali partiti politici groenlandesi sostengono l'indipendenza, differenziandosi principalmente sui tempi e le modalità per raggiungerla. Un recente sondaggio indica che l'85% della popolazione si oppone all'annessione agli Stati Uniti, mentre solo il 6% la sostiene.


Le dichiarazioni di Trump e le reazioni locali

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente espresso interesse per l'acquisizione della Groenlandia, definendola una "necessità assoluta" per gli Stati Uniti. Queste dichiarazioni hanno alimentato il dibattito sull'indipendenza nell'isola. Il primo ministro groenlandese, Múte B. Egede, ha respinto fermamente le affermazioni di Trump, definendole irrispettose e ribadendo che la Groenlandia appartiene ai groenlandesi.


Le risorse naturali e l'interesse internazionale

La Groenlandia possiede abbondanti risorse naturali, tra cui minerali, gas e petrolio, oltre a una posizione strategica nell'Artico. Questi fattori hanno attirato l'interesse di diverse potenze globali, tra cui gli Stati Uniti, che vedono nell'isola un'opportunità sia economica che geopolitica.


Le elezioni e i principali partiti in lizza

Circa 40.500 dei 57.000 cittadini groenlandesi sono chiamati alle urne. Tra i principali partiti in competizione:​

  • Inuit Ataqatigiit (IA): guidato dal primo ministro uscente Múte Egede, sostiene l'indipendenza ma con cautela riguardo alle implicazioni economiche.​

  • Siumut: promuove una successione graduale verso l'indipendenza.​

  • Naleraq: spinge per un'indipendenza rapida e per accordi strategici con gli Stati Uniti.​

  • Demokraatit: favorevole a un'economia di mercato indipendente, ma avverte contro mosse affrettate.​

  • Atassut: preferisce mantenere l'unità con la Danimarca.​

  • Qulleq: nuovo partito che sollecita una rapida indipendenza e il controllo delle risorse.


Le implicazioni economiche dell'indipendenza

L'indipendenza comporterebbe sfide economiche significative per la Groenlandia, che attualmente riceve circa un miliardo di dollari all'anno dalla Danimarca. La sostenibilità economica post-indipendenza è una delle principali preoccupazioni nel dibattito politico.


La posizione della Danimarca

La Danimarca ha respinto le proposte di Trump riguardo all'acquisizione della Groenlandia, ribadendo che l'isola non è in vendita. Il primo ministro danese, Mette Frederiksen, ha sottolineato che la Groenlandia è autonoma e ha il diritto di decidere il proprio futuro.

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