Goldman Sachs Rivede al Ribasso le Stime di Crescita del PIL USA per il 2025 e Aumenta le Probabilità di Recessione al 45%
- piscitellidaniel
- 7 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Le recenti politiche commerciali dell'amministrazione Trump, caratterizzate dall'introduzione di dazi significativi su numerosi prodotti importati, hanno sollevato preoccupazioni tra gli economisti e gli analisti finanziari riguardo alle prospettive economiche degli Stati Uniti. In questo contesto, Goldman Sachs ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita del PIL per il 2025 e ha aumentato la probabilità stimata di una recessione nel prossimo anno.
Revisione delle Stime di Crescita del PIL
Goldman Sachs ha ridotto la sua previsione di crescita del PIL statunitense per il 2025 allo 0,5%, rispetto alla stima precedente dell'1%. Questa revisione riflette le preoccupazioni riguardo all'impatto negativo che i nuovi dazi potrebbero avere sull'economia, in particolare attraverso l'aumento dei costi per i consumatori e le imprese, nonché le potenziali ritorsioni da parte dei partner commerciali.
Aumento delle Probabilità di Recessione
Parallelamente, la banca d'investimento ha aumentato la probabilità stimata di una recessione negli Stati Uniti nei prossimi 12 mesi al 45%, rispetto al 35% precedente. Questo incremento è attribuito a una combinazione di fattori, tra cui l'inasprimento delle condizioni finanziarie, l'aumento dell'incertezza politica e la possibilità di una diminuzione degli investimenti aziendali.
Implicazioni per la Politica Monetaria
In risposta alle prospettive economiche deteriorate, Goldman Sachs prevede che la Federal Reserve potrebbe adottare misure di allentamento monetario. In particolare, si anticipa una serie di tre tagli consecutivi dei tassi di interesse di 25 punti base ciascuno, a partire da giugno, portando il tasso dei fondi federali a un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%. Questi tagli sarebbero mirati a sostenere l'economia di fronte alle crescenti tensioni commerciali e al rallentamento della crescita.
Reazioni dei Mercati Finanziari
L'annuncio dei nuovi dazi e le conseguenti preoccupazioni per una possibile recessione hanno avuto un impatto significativo sui mercati finanziari globali. Ad esempio, il FTSE 100 ha registrato una flessione del 6%, raggiungendo il livello più basso dell'ultimo anno, mentre i mercati asiatici hanno subito perdite ancora più marcate. Queste reazioni riflettono le crescenti preoccupazioni degli investitori riguardo alle prospettive economiche globali in un contesto di crescente protezionismo.
Valutazioni di Altre Istituzioni Finanziarie
Anche altre importanti istituzioni finanziarie hanno espresso preoccupazioni simili. JPMorgan, ad esempio, ha aumentato la probabilità stimata di una recessione negli Stati Uniti al 60%, citando le tensioni commerciali e l'impatto negativo dei dazi sull'economia. Queste valutazioni sottolineano la crescente apprensione nel settore finanziario riguardo alle attuali politiche commerciali e alle loro potenziali conseguenze economiche.
Prospettive per l'Inflazione e la Crescita Economica
L'introduzione dei dazi è attesa avere un effetto inflazionistico, con un aumento dei prezzi al consumo dovuto all'incremento dei costi delle importazioni. Goldman Sachs prevede che l'inflazione core PCE raggiungerà il 3,5% entro la fine del 2025, un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto alle stime precedenti. Questo scenario complica ulteriormente il compito della Federal Reserve nel bilanciare la necessità di sostenere la crescita economica con l'obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi.
Impatto sui Settori Economici
I settori maggiormente esposti al commercio internazionale, come l'industria manifatturiera e l'agricoltura, potrebbero subire le conseguenze più severe delle attuali tensioni commerciali. L'aumento dei costi delle materie prime importate e le potenziali ritorsioni da parte dei partner commerciali potrebbero ridurre la competitività di questi settori, con possibili ripercussioni sull'occupazione e sugli investimenti.

Commenti