Giorgetti su Mediobanca e Mps: la decisione spetta ai manager e il governo non interviene nelle scelte industriali
- piscitellidaniel
- 18 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riportano al centro del dibattito il rapporto tra governo, sistema bancario e assetti societari, in un momento in cui l’attenzione dei mercati resta alta sulle prospettive di privatizzazione e sulle strategie degli istituti coinvolti. Il ministro ha ribadito con fermezza che ogni valutazione relativa al futuro di Mediobanca e alla presenza di Mps nel suo capitale è di esclusiva competenza dei vertici aziendali, sottolineando come l’esecutivo non intenda esercitare alcuna pressione né orientare le scelte strategiche degli istituti. Il messaggio inviato è quello di una netta distinzione tra ruolo politico e governance bancaria, in linea con i principi di autonomia gestionale e tutela della concorrenza.
Giorgetti ha ricordato che il governo rimane focalizzato sul percorso di uscita dallo stato azionista di Mps, un processo avviato da tempo e che prosegue attraverso la graduale riduzione della quota pubblica nel capitale della banca senese. L’obiettivo rimane quello di garantire al mercato un soggetto pienamente competitivo, dopo anni di interventi straordinari necessari a riportare la banca su basi solide. La presenza residuale dello Stato è concepita come temporanea e funzionale alla stabilità, non come un elemento di indirizzo industriale. Da qui la conferma che eventuali valutazioni su operazioni di mercato, aggregazioni o riposizionamenti strategici riguardano esclusivamente il management.
Al centro dell’attenzione rimane la relazione tra Mps e Mediobanca, alimentata nelle ultime settimane da indiscrezioni e analisi che ipotizzano scenari di evoluzione dell’azionariato e possibili movimenti di riassetto nel settore. Il ministro ha chiarito che i segnali provenienti dagli organi di governo aziendale non indicano sviluppi immediati, e che ogni decisione dovrà rispettare criteri di sostenibilità per entrambe le realtà coinvolte. Il sistema bancario italiano, ha ribadito Giorgetti, sta attraversando una fase di consolidamento caratterizzata da una crescente attenzione alla qualità del credito, alla redditività e alla capacità delle banche di adattarsi ai nuovi requisiti regolamentari europei.
La posizione del ministro si inserisce in un contesto in cui l’intero comparto finanziario si confronta con un ambiente di tassi più stabilizzati, margini in progressivo riassestamento e la necessità di investire in innovazione e digitalizzazione. Le scelte delle singole banche, soprattutto in termini di governance e strategie di capitale, devono rispondere a logiche industriali e di mercato più che a valutazioni esterne. Il governo, in questa prospettiva, sostiene la creazione di un sistema competitivo e resiliente ma lascia la piena autonomia operativa agli istituti, evitando interventi che potrebbero essere percepiti come distorsivi.
Le parole di Giorgetti rappresentano anche un messaggio diretto ai mercati: nessuna interferenza politica guiderà eventuali evoluzioni degli assetti bancari. La centralità della prudenza regolamentare e della credibilità del sistema resta prioritaria, soprattutto alla luce delle sfide che attendono gli istituti italiani nei prossimi anni, tra cui la riduzione degli Npl, la gestione del capitale e l’allineamento alle nuove norme europee su vigilanza e requisiti patrimoniali.
Il quadro delineato dal ministro richiama quindi a un equilibrio tra responsabilità pubblica e autonomia privata, ribadendo che il ruolo dello Stato non è quello di orientare aggregazioni o scelte industriali, ma di garantire un ambiente normativo stabile e trasparente. Per Mps e Mediobanca, come per l’intero settore, il percorso che si apre resta affidato alle valutazioni dei vertici aziendali e alla capacità di ciascun istituto di cogliere opportunità sostenibili nel proprio perimetro strategico.

Commenti