Genova e Ravenna, il “campo larghissimo” vince al primo turno: può diventare un modello per l’Italia?
- piscitellidaniel
- 27 mag
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Le elezioni amministrative del 2025 hanno restituito un risultato politicamente rilevante: a Genova e Ravenna il centrosinistra ha vinto nettamente al primo turno, grazie a una coalizione ampia che ha riunito Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione, Italia Viva, +Europa e diverse liste civiche. Quella che in molti hanno già ribattezzato “campo larghissimo” sembra aver trovato una sintesi efficace tra le varie anime del progressismo italiano, almeno su scala locale. Ora ci si interroga sulla possibilità di esportare questo modello anche a livello nazionale.
A Genova, Silvia Salis, ex atleta olimpica e vicepresidente del CONI, ha ottenuto il 54,1% dei voti, sconfiggendo il candidato del centrodestra Edoardo Rixi, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Una vittoria che ha spezzato la continuità amministrativa del centrodestra nella città ligure, confermando l’efficacia dell’ampia alleanza progressista. L’immagine di Salis come figura civica e trasversale ha favorito il superamento di molte diffidenze interne alla coalizione, portando a un voto compatto e trasversale anche nei quartieri storicamente più critici verso la sinistra.
A Ravenna, città storicamente amministrata dal centrosinistra, il candidato Alessandro Barattoni ha sfiorato il 60% dei voti. La sua candidatura, sostenuta da una coalizione simile a quella genovese, ha consolidato la tenuta del campo progressista, nonostante l’assenza di un’onda nazionale favorevole. Il centrodestra, in entrambi i casi, è apparso diviso e privo di candidature capaci di attrarre consenso oltre l’elettorato tradizionale.
Questi risultati hanno riaperto nel centrosinistra il dibattito sul “campo largo”, anzi “larghissimo”, come lo ha definito la segretaria del PD Elly Schlein. Un’alleanza che punta a unire non solo le forze progressiste tradizionali, ma anche quelle centriste e civiche, con l’obiettivo di contrastare l’egemonia elettorale della destra e costruire una proposta riformista e pluralista. La novità delle amministrative 2025 sta proprio nella capacità di questa coalizione di trovare una quadra programmatica e di leadership, superando personalismi e rivalità ideologiche.
Tuttavia, l’estensione di questo modello al livello nazionale appare ancora lontana. Il contesto locale ha consentito, in entrambe le città, una maggiore flessibilità nella composizione delle liste e nelle alleanze, con candidature condivise e programmi legati alle specificità territoriali. A livello nazionale, le distanze tra i vari partiti, su temi come politica estera, giustizia, fisco, transizione ecologica, restano significative. Inoltre, la competizione interna al centrosinistra per la leadership, in vista delle prossime politiche, potrebbe rendere più complicata la convergenza.
Ciò che emerge chiaramente dalle urne, tuttavia, è che un’alleanza ampia e inclusiva è in grado di vincere anche in città complesse e contendibili. Il “campo larghissimo” ha dimostrato che la pluralità può essere una risorsa se ben organizzata, e che la compattezza dei messaggi e la credibilità delle candidature possono fare la differenza. Genova e Ravenna diventano così un laboratorio politico da osservare con attenzione, mentre nel centrosinistra si lavora per capire se e come trasformare queste vittorie locali in una prospettiva di governo nazionale.

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