Gennaro Sangiuliano annuncia la sua candidatura in Campania: il ministro accetta l’invito di Fratelli d’Italia e apre una nuova fase politica nel centrodestra
- piscitellidaniel
- 22 ott
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Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha ufficialmente annunciato la sua candidatura alla presidenza della Regione Campania, accettando l’invito di Fratelli d’Italia e sancendo così l’avvio di una nuova fase politica per il centrodestra nel Mezzogiorno. La decisione, attesa da settimane, è arrivata nel corso di un incontro a Napoli, dove il ministro ha confermato la sua disponibilità a guidare la coalizione in vista delle elezioni regionali del 2025. “Ho accettato con senso di responsabilità l’invito del mio partito – ha dichiarato – perché credo che la Campania abbia bisogno di una svolta concreta, di una guida che unisca competenza amministrativa e visione nazionale”.
L’annuncio di Sangiuliano rappresenta un passaggio politico significativo per Fratelli d’Italia, che punta a conquistare una delle regioni storicamente più difficili per il centrodestra. Giorgia Meloni avrebbe personalmente sostenuto la candidatura del ministro, considerandolo una figura di equilibrio capace di raccogliere consensi trasversali e di rappresentare una proposta credibile di rinnovamento. Il profilo di Sangiuliano, accademico e giornalista di lunga esperienza, già direttore del Tg2 prima di entrare nel governo, offre al partito un’immagine di solidità istituzionale e competenza tecnica, in grado di contrastare l’egemonia politica del centrosinistra in Campania, consolidata negli ultimi anni attorno alla figura di Vincenzo De Luca.
Il ministro ha scelto di presentare la sua decisione in un contesto fortemente simbolico, parlando di “orgoglio meridionale” e di “dovere civico verso la propria terra”. Durante il suo intervento, Sangiuliano ha sottolineato la necessità di rilanciare il Sud attraverso una politica fondata su sviluppo, cultura e legalità. “La Campania – ha affermato – ha enormi potenzialità inespresse, ma soffre per una gestione che troppo spesso ha privilegiato l’assistenzialismo al merito. È tempo di costruire un modello di governo che valorizzi il talento e la produttività, che investa nella cultura come leva economica e nella sicurezza come garanzia di libertà”.
Tra le priorità indicate nel suo programma, il ministro ha citato il rafforzamento delle infrastrutture, la modernizzazione dei trasporti regionali, la tutela del patrimonio artistico e ambientale e una più efficace lotta alla criminalità organizzata. Ha inoltre evidenziato l’importanza di un piano strategico per attrarre investimenti privati e per sfruttare appieno le risorse del PNRR, spesso rallentate da burocrazia e inefficienze amministrative. “Voglio una Campania che torni a essere un motore del Mezzogiorno – ha dichiarato – e che sappia competere con le grandi regioni del Nord grazie a un uso intelligente dei fondi europei e alla valorizzazione delle sue eccellenze”.
La candidatura di Sangiuliano apre anche una fase di ridefinizione interna nel centrodestra campano. Fratelli d’Italia si prepara a guidare la coalizione, ma dovrà trovare un equilibrio con gli alleati di Lega e Forza Italia, che pur riconoscendo il prestigio del ministro, chiedono un coinvolgimento paritario nella stesura del programma e nella gestione della campagna elettorale. Fonti vicine al tavolo di coordinamento del centrodestra riferiscono che, nelle prossime settimane, verranno avviate riunioni operative per definire la squadra e i punti chiave della piattaforma politica.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle osservano con attenzione le mosse del governo e del suo esponente di punta. L’attuale presidente Vincenzo De Luca, che potrebbe puntare a un terzo mandato, ha commentato l’annuncio con tono critico, definendo la candidatura di Sangiuliano “una scelta calata da Roma” e accusando il centrodestra di voler “imporre alla Campania una logica di potere nazionale”. Il ministro ha replicato respingendo le accuse, ribadendo che la sua decisione nasce da un impegno personale verso la regione e non da un calcolo politico. “Non sarò il candidato di un sistema – ha detto – ma il rappresentante di una nuova classe dirigente che vuole restituire dignità e opportunità ai cittadini campani”.
L’ingresso di un ministro in carica nella competizione regionale solleva tuttavia questioni politiche e istituzionali. Sangiuliano ha precisato che continuerà a svolgere le funzioni di ministro della Cultura fino a quando sarà compatibile con la campagna elettorale, escludendo dimissioni immediate. “Continuerò a lavorare per il Paese fino all’ultimo giorno utile – ha dichiarato – ma sarò presente in Campania con il cuore e con la mente, per ascoltare e costruire insieme ai cittadini un progetto condiviso”.
Il suo ruolo al Ministero della Cultura, infatti, è stato contrassegnato da un’intensa attività di valorizzazione del patrimonio artistico e da una riforma della gestione museale che ha rafforzato l’autonomia dei principali poli culturali italiani. Il ministro ha ricordato i risultati raggiunti anche in Campania, come il rilancio del sito archeologico di Pompei, il sostegno alle fondazioni teatrali di Napoli e Salerno e i progetti di restauro avviati nell’area di Caserta. Questi interventi, ha spiegato, rappresentano la prova concreta di come la cultura possa essere il volano dello sviluppo economico del territorio.
Il quadro politico nazionale osserva la vicenda con interesse, poiché la candidatura di Sangiuliano potrebbe avere ripercussioni anche sugli equilibri interni del governo. Giorgia Meloni, pur non intervenendo direttamente, ha espresso pieno sostegno al ministro, definendolo “una figura di valore, coerente e profondamente legata alla sua terra”. Matteo Salvini e Antonio Tajani hanno accolto la notizia con cautela, sottolineando la necessità di un confronto di coalizione ma riconoscendo la forza simbolica della candidatura.
Nel frattempo, a Napoli e nelle principali città della regione, i circoli di Fratelli d’Italia hanno già iniziato a organizzare incontri e comitati locali per sostenere la campagna del ministro. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una rete civica ampia, capace di coinvolgere amministratori, imprenditori e associazioni del territorio. La partita campana si preannuncia come una delle più delicate del prossimo anno, non solo per il valore politico della regione ma anche per il significato che avrà nel ridefinire i rapporti di forza all’interno della coalizione di governo.
Con l’accettazione ufficiale dell’invito di Fratelli d’Italia, Gennaro Sangiuliano diventa il volto del progetto di rinnovamento del centrodestra nel Sud, portando nel confronto elettorale una figura istituzionale e un profilo di rigore che mirano a conquistare la fiducia di un elettorato tradizionalmente complesso. La sfida campana, che unisce ambizioni nazionali e radici territoriali, segna così l’inizio di una nuova stagione politica destinata a incidere sul futuro della regione e sugli equilibri del panorama politico italiano.

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