Gaza, nuova notte di sangue: 13 morti e decine di feriti nei raid israeliani
- piscitellidaniel
- 24 apr
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Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 2025, la Striscia di Gaza è stata nuovamente teatro di violenti attacchi aerei da parte dell'esercito israeliano, che hanno causato la morte di almeno 13 persone e il ferimento di decine di altre. Secondo quanto riferito dalla Protezione Civile di Gaza, gestita da Hamas, i raid hanno colpito diverse aree densamente popolate, tra cui Khan Younis e Gaza City.
Mahmoud Bassal, portavoce della Protezione Civile, ha dichiarato che "Israele ha effettuato diversi attacchi aerei che hanno causato la morte di 13 persone e decine di feriti, tra cui donne e bambini, a Khan Younis e nella città di Gaza" . In precedenza, l'emittente araba Al Jazeera aveva riferito di almeno 14 vittime in attacchi israeliani a Khan Yunis e Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
L'escalation di violenza arriva in un momento di crescente tensione nella regione, con l'esercito israeliano che ha intensificato le operazioni militari nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riportato da fonti locali, gli attacchi hanno colpito anche strutture civili, tra cui abitazioni e rifugi per sfollati. In particolare, un attacco ha distrutto una casa a Deir el-Balah, causando la morte di nove persone, tra cui cinque bambini. Altri dieci morti sono stati registrati all'alba in attacchi a Gaza City e Beit Lahia.
Le Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione per l'alto numero di vittime civili, sottolineando che "un'alta percentuale di vittime sono bambini e donne". L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato che "tra il 18 marzo e il 9 aprile 2025, si sono verificati circa 224 attacchi israeliani contro edifici residenziali e tende per sfollati", aggiungendo che "in circa 36 attacchi su cui l'Alto Commissariato ha confermato le informazioni, le vittime registrate finora sono state solo donne e bambini".
La comunità internazionale ha condannato l'escalation di violenza e ha chiesto un immediato cessate il fuoco. Il Commissario generale dell'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, ha dichiarato che "a causa dell'assedio delle autorità israeliane, a un'intera popolazione vengono negati i beni di prima necessità per la sopravvivenza. Aiuti umanitari, forniture mediche e commerciali, cibo e carburante sono vietati a Gaza da oltre un mese".
Nel frattempo, l'esercito israeliano ha giustificato le operazioni militari come una risposta agli attacchi di Hamas e ha dichiarato che continuerà a colpire obiettivi militari nella Striscia di Gaza. Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per l'impatto delle operazioni militari sulla popolazione civile, chiedendo a tutte le parti coinvolte di rispettare il diritto internazionale umanitario.
La situazione nella Striscia di Gaza rimane estremamente critica, con la popolazione civile che continua a subire le conseguenze di un conflitto che sembra non avere fine. Le autorità locali e le organizzazioni internazionali stanno lavorando per fornire assistenza alle vittime, ma le condizioni sul terreno rendono difficile l'accesso alle aree colpite e la distribuzione degli aiuti umanitari.
In questo contesto, la comunità internazionale è chiamata a intensificare gli sforzi diplomatici per porre fine alle ostilità e avviare un processo di pace che garantisca sicurezza e dignità a tutte le popolazioni coinvolte.

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