top of page

Forza Italia come calamita del centro: Bicchielli, Silli e la “carica” dei transfughi azzurri

Negli ultimi giorni nel panorama politico italiano si è registrato uno scossone interno all’area moderata del centrodestra: il deputato Giuseppe Bicchielli ha ufficializzato il suo abbandono di Noi Moderati per aderire a Forza Italia, accompagnato dal sottosegretario Giorgio Silli e da un nutrito gruppo di dirigenti e amministratori locali. Il passaggio non è solo simbolico, ma parte di una strategia che vuole fare degli “azzurri” il punto di riferimento rinnovato del centrismo all’interno della coalizione di centrodestra.


Giuseppe Bicchielli, figura già nota all’interno di Noi Moderati, era il volto che incarnava l’idea di un’area politica distinta, moderata, cattolico-democratica, capace di mediazione tra le polarità politiche. Il suo annuncio ha innescato un effetto domino: segretari provinciali di diverse province campane — come Avellino, Benevento, Caserta e Salerno — hanno rassegnato le loro dimissioni, manifestando la volontà di seguire il percorso individuato dal parlamentare. Contestualmente, altri amministratori comunali vicini a Bicchielli hanno formalizzato il loro passaggio a Forza Italia, sottolineando che la scelta non è legata a una operazione di acquisizione, bensì al rafforzamento dell’area di centro nelle prossime battaglie elettorali.


Giorgio Silli, che era iscritto a Noi Moderati come coordinatore regionale, ha seguito Bicchielli, conferendo alla manovra una dimensione nazionale: il sottosegretario porta con sé un peso politico che dà ulteriore legittimità all’operazione. Il distacco da Noi Moderati appare come un riposizionamento pragmatico: per molti degli aderenti, il partito fondato da Maurizio Lupi stava perdendo forza e smalto, e la prospettiva di aggregarsi a un soggetto consolidato come Forza Italia ha offerto un’alternativa concreta.


Il segretario regionale di Forza Italia in Campania, Fulvio Martusciello, ha interpretato l’ingresso di Bicchielli e dei suoi come un rafforzamento dell’area moderata, affermando che le nuove adesioni servono a “costruire un partito capace di essere punto di riferimento per chi crede nei valori popolari europei”. Martusciello ha inoltre precisato che non si tratta di un’operazione di acquisizione, bensì di accoglienza per chi condivide valori e progetti.


A livello locale, il passaggio ha avuto impatti diretti: nei comuni interessati, diversi consiglieri comunali e dirigenti hanno annunciato la propria adesione al gruppo azzurro, motivando la scelta con la volontà di operare in un contesto maggiormente strutturato, con più risorse, visibilità e peso decisionale. Alcuni consiglieri di Scafati, come Maria Berritto e Luigi Cavallaro, hanno dichiarato la loro uscita da Noi Moderati e l’adesione a Forza Italia, mettendo in luce il valore del radicamento territoriale e della “casa madre” quale punto di riferimento politico consolidato.


Il passaggio del gruppo Bicchielli produce un effetto politico che va oltre i confini regionali. Attraendo pezzi significativi del centro moderato, Forza Italia cerca di riaggregare una fetta di elettorato che si era dispersa nei “partiti centristi” o “terzo polo”, rilanciando la propria funzione di perno moderato nel centrodestra. L’operazione assume anche una funzione preventiva rispetto alle prossime elezioni regionali e amministrative: rafforzando la struttura territoriale e ampliando la rete politica, gli azzurri intendono prepararsi con assetto consolidato alla competizione elettorale.


Tuttavia, il trasferimento non è privo di criticità e rischi: Noi Moderati perde figure centrali e strutture provinciali in aree strategiche come la Campania, mettendo in discussione la sua capacità di sopravvivenza come soggetto autonomo. Allo stesso tempo, Forza Italia dovrà gestire l’innesto dei nuovi elementi con equilibrio, evitando che il partito perda identità o che emergano conflitti interni tra i vecchi e i nuovi arrivati. Occorrerà un lavoro di armonizzazione sul piano organizzativo, culturale e di rappresentanza territoriale.


In Campania, la mossa assume significato simbolico e strutturale, perché la regione è da tempo un terreno elettorale chiave nel centrodestra. Il consolidamento delle reti locali e il coordinamento degli enti locali sono essenziali per affrontare la competizione con forze politiche più radicate sul territorio. Con l’iniezione politica del gruppo Bicchielli, Forza Italia rafforza la propria presenza nella regione e può ambire a recuperare terreno in contesti dove aveva subito arretramenti.


Un altro elemento da considerare è la percezione degli elettori moderati: la “carica dei transfughi” può essere vista come una riaffermazione dell’unità del centrodestra, ma può anche essere interpretata come un’opportunità politica piuttosto che come un progetto condiviso. Il successo dell’operazione dipenderà in larga misura dall’abilità del partito nell’integrare i nuovi elementi, valorizzandone il contributo senza creare rotture interne e preservando la coesione verticale del partito azzurro.


L’operazione Bicchielli-Silli appare dunque come una mossa strategica di Forza Italia, volta a riprendere il ruolo di collante moderato all’interno del centrodestra e a rafforzare la struttura politica del partito nell’anno cruciale delle prossime competizioni elettorali. Se il percorso sarà ben gestito, potrebbe rappresentare un punto di rilancio per gli azzurri nel panorama politico nazionale.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page