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Fondo connettività per la banda ultralarga: lo strumento per salvare le risorse del PNRR e sostenere i cantieri in difficoltà

Il governo ha avviato la creazione di un Fondo connettività per garantire che le risorse destinate alla banda ultralarga attraverso il PNRR non vadano disperse a causa dei ritardi accumulati e degli extra-costi sopraggiunti negli ultimi mesi. La decisione arriva dopo i numerosi segnali di difficoltà provenienti dagli operatori incaricati della posa delle reti e dalla filiera delle infrastrutture digitali, messi sotto pressione dall’aumento dei prezzi delle materie prime, dalla scarsità di manodopera specializzata e dalla complessità delle autorizzazioni locali.


Il Fondo sarà gestito a livello centrale, in coordinamento con Infratel e con il dipartimento per la trasformazione digitale, e avrà la funzione di coprire i maggiori costi dei cantieri, garantire il completamento delle opere avviate e fornire un margine di sicurezza ai progetti che rischiano di rimanere incompiuti. Sarà uno strumento a cui si potrà ricorrere in casi specifici, come per i lotti del piano Italia a 1 Giga o delle gare per le aree grigie e nere, quando i costi effettivi superano di molto quelli preventivati al momento dell’aggiudicazione.


Il contesto in cui nasce il Fondo connettività è caratterizzato da una crescita esponenziale della domanda di connessioni ad alta capacità, alimentata dallo sviluppo del cloud, dall’espansione dei servizi di intelligenza artificiale e dalla necessità di ridurre il digital divide tra aree urbane e periferiche. L’Italia si è impegnata con l’Unione Europea a raggiungere entro il 2026 la copertura gigabit per la gran parte della popolazione e un livello di connettività ultrabroadband capace di abilitare le nuove applicazioni industriali e i servizi pubblici digitali.


Uno degli elementi centrali del Fondo sarà la selettività: non tutte le opere potranno accedervi automaticamente, ma solo quelle che dimostreranno uno stato avanzato di realizzazione e la necessità di un supporto per completare i lavori nei tempi richiesti. Si punta così a responsabilizzare gli operatori, evitando di trasformare il fondo in una sanatoria generalizzata e premiando chi ha già dimostrato capacità operativa e organizzativa.


Il meccanismo avrà anche una funzione redistributiva. Le aree più svantaggiate, come i piccoli comuni montani e le zone rurali, potranno beneficiare di risorse aggiuntive per colmare gap strutturali che rendono più costosi gli interventi. In questo modo, l’azione del Fondo sarà anche un correttivo alle disparità territoriali e un acceleratore della coesione sociale e digitale.


L’intervento si inserisce in una fase di crescente attenzione europea sul tema della sovranità digitale e della resilienza delle reti. La Commissione europea monitora con attenzione l’avanzamento dei progetti PNRR e richiede che ogni Stato membro garantisca la realizzazione nei tempi concordati. Per l’Italia, il Fondo connettività è quindi anche una risposta alle sollecitazioni comunitarie, con l’obiettivo di rispettare gli impegni presi e di mantenere l’accesso alle tranche di finanziamenti già programmate.


Gli operatori del settore vedono in questo strumento un segnale positivo, che offre maggiore certezza alle imprese impegnate nei cantieri e consente di pianificare investimenti più solidi. Restano tuttavia centrali i temi della rapidità di erogazione, della chiarezza dei criteri di accesso e della governance che dovrà essere sufficientemente snella per rispondere a esigenze immediate.


La partita della banda ultralarga, già cruciale per la modernizzazione del Paese, trova in questo Fondo un elemento di stabilizzazione che mira a garantire continuità ai progetti e a preservare il valore delle risorse stanziate con il PNRR in un settore decisivo per la competitività italiana.

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