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Fisco, arriva il nuovo Testo Unico sull’imposta di registro: razionalizzazione normativa e strumenti digitali

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Testo Unico sull’imposta di registro, primo importante passo verso la semplificazione e il riordino della disciplina di un tributo tra i più longevi del sistema fiscale italiano. L’intervento, atteso da anni da professionisti e operatori del settore, rientra nella più ampia riforma tributaria promossa dal governo e affidata alla cabina di regia del viceministro all’Economia Maurizio Leo. L’obiettivo è rendere finalmente organica, leggibile e coerente una materia oggi frammentata in norme stratificate, circolari interpretative e prassi disomogenee.


Il Testo Unico, frutto di un lavoro coordinato tra Ministero dell’Economia, Agenzia delle Entrate e Consiglio Nazionale del Notariato, riscrive in modo sistematico la normativa in materia di imposta di registro, recependo prassi e giurisprudenza consolidata e risolvendo alcuni dei nodi più critici che hanno alimentato negli anni un elevato contenzioso.


Tra le principali novità, vi è la riorganizzazione delle aliquote secondo criteri di omogeneità e coerenza con la natura degli atti. Viene rafforzato il principio di alternatività tra IVA e registro, riducendo i margini di incertezza applicativa. Viene altresì chiarito il trattamento fiscale di specifiche operazioni, come i contratti preliminari, le cessioni d’azienda e le operazioni societarie straordinarie.


Il nuovo impianto normativo interviene anche sulle modalità di calcolo della base imponibile e sui criteri per la determinazione del valore degli atti, in particolare per gli immobili. Si introducono definizioni più puntuali su concetti chiave come “valore venale”, “corrispettivo pattuito” e “prezzo-valore”, rafforzando il legame tra le regole del registro e quelle catastali.


Un capitolo importante del Testo Unico è dedicato alla digitalizzazione. Viene infatti prevista la piena integrazione tra il sistema di registrazione degli atti e la piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate, con la possibilità di allegare gli atti in formato elettronico, effettuare il pagamento dell’imposta in modalità automatica e ottenere il certificato di registrazione digitale. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di gestione, aumentare la tracciabilità e agevolare il lavoro dei professionisti.


Per favorire la compliance, il decreto introduce anche strumenti deflattivi del contenzioso, come la definizione agevolata delle violazioni formali e la riduzione delle sanzioni per chi regolarizza spontaneamente la propria posizione entro determinati termini. Viene inoltre rafforzata la cooperazione con i notai, che potranno accedere a nuove funzioni di consultazione preventiva per inquadrare correttamente gli atti da registrare.


Il nuovo Testo Unico non comporta aumenti della pressione fiscale e mantiene inalterate le aliquote per gli atti più comuni, come la compravendita della prima casa o i contratti di locazione ad uso abitativo. Tuttavia, mira a dare certezza del diritto e a ridurre le discrezionalità nell’azione accertativa dell’amministrazione.


Con questo provvedimento il governo compie un’operazione di trasparenza, eliminando sovrapposizioni normative e rendendo più semplice la vita a contribuenti, professionisti e operatori economici. L’entrata in vigore del Testo Unico è prevista entro sei mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, periodo nel quale verranno emanati i provvedimenti attuativi e aggiornati i software dell’Agenzia.

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