Finanza sostenibile: tra regolazione europea e strategie di investimento
- Giuseppe Politi

- 18 ore fa
- Tempo di lettura: 1 min
La finanza sostenibile non è più una nicchia, ma un elemento strutturale dei mercati finanziari. In Europa, la regolamentazione ha assunto un ruolo guida, imponendo criteri sempre più stringenti in materia di trasparenza e classificazione degli investimenti.
I criteri ESG sono diventati centrali nelle decisioni di allocazione del capitale. Fondi e investitori istituzionali integrano parametri ambientali, sociali e di governance nelle proprie strategie, non solo per ragioni etiche, ma anche per una gestione più efficiente del rischio. Tuttavia, emergono criticità legate alla standardizzazione dei dati e al rischio di greenwashing.
Le imprese sono chiamate a un cambiamento profondo. La rendicontazione di sostenibilità richiede competenze e investimenti, ma offre anche l’opportunità di migliorare l’accesso al capitale e la reputazione sul mercato. In particolare, le aziende che operano nella transizione energetica attraggono un interesse crescente.
Dal punto di vista dei rendimenti, la finanza sostenibile mostra performance differenziate. Alcuni settori beneficiano di trend strutturali favorevoli, mentre altri risentono di costi di adeguamento elevati. La selettività diventa quindi un fattore chiave per gli investitori.
Il futuro della finanza sostenibile dipenderà dalla capacità di conciliare rigore normativo e flessibilità operativa. Solo così sarà possibile trasformare gli obiettivi ambientali e sociali in valore economico duraturo.

Commenti