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Fibercop e Upi siglano un’intesa per portare la fibra ottica con scavi a basso impatto

Fibercop, la società infrastrutturale del gruppo Tim, e l’Unione Province d’Italia (Upi) hanno sottoscritto un accordo che mira a rendere più rapida ed efficiente la diffusione della fibra ottica sul territorio nazionale, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e al contenimento dei disagi per le comunità locali. L’intesa punta infatti a privilegiare tecniche di scavo innovative e a basso impatto, in grado di ridurre tempi, costi e conseguenze sulla viabilità e sul tessuto urbano.


Il progetto si inserisce nel più ampio piano di digitalizzazione del Paese, che ha come obiettivo la copertura capillare in banda ultralarga, condizione necessaria per garantire la competitività delle imprese e l’accesso dei cittadini a servizi avanzati. In questo quadro, il ruolo delle Province è cruciale, sia per le competenze in materia di infrastrutture stradali, sia per la capacità di coordinare interventi che interessano territori ampi e diversificati.


La collaborazione tra Fibercop e Upi si fonda su un principio chiaro: portare connettività ad alta velocità ovunque, senza replicare modelli di scavo invasivi e costosi che in passato hanno rallentato molti progetti. Le tecniche a basso impatto, come la minitrincea o la posa in microtubi, consentono di ridurre sensibilmente la quantità di materiale rimosso, i tempi di ripristino e le interferenze con altre reti già presenti nel sottosuolo. Questo significa meno cantieri a cielo aperto, meno interruzioni del traffico e un minor impatto ambientale.


L’intesa prevede inoltre procedure di autorizzazione più snelle, con linee guida condivise che puntano a uniformare criteri e tempistiche a livello provinciale. Troppo spesso, infatti, la mancanza di regole comuni ha prodotto ritardi e complessità burocratiche, ostacolando l’avanzamento dei lavori. Con questo accordo, l’obiettivo è creare un modello replicabile che permetta di accelerare i cantieri senza sacrificare la qualità degli interventi.


Dal punto di vista economico, la scelta delle tecniche di scavo a basso impatto rappresenta anche un’opportunità di risparmio. Ridurre i tempi di lavorazione e i costi di ripristino consente di ottimizzare le risorse e di reinvestirle in ulteriori progetti di espansione della rete. Per le amministrazioni locali, significa anche limitare gli oneri legati alla manutenzione delle strade e alle interruzioni dei servizi.


Il tema della connettività è diventato centrale non solo per le aree metropolitane, ma soprattutto per i territori periferici e rurali, spesso penalizzati dal digital divide. Garantire a queste zone l’accesso a infrastrutture digitali di ultima generazione è essenziale per contrastare lo spopolamento, favorire lo sviluppo di nuove attività economiche e migliorare la qualità della vita dei cittadini. L’accordo tra Fibercop e Upi assume quindi anche un valore sociale, perché mira a colmare le disuguaglianze territoriali e a garantire pari opportunità di accesso alle tecnologie.


L’Italia, come altri Paesi europei, è impegnata a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda digitale e dai piani comunitari per la connettività. Il traguardo della copertura universale in banda ultralarga entro i prossimi anni richiede interventi rapidi e capillari, e l’adozione di metodologie innovative rappresenta un passaggio obbligato. In questo contesto, l’accordo siglato si propone come modello di cooperazione virtuosa tra pubblico e privato, capace di coniugare interessi diversi in una prospettiva comune.


Le tecnologie digitali sono ormai un’infrastruttura essenziale, al pari delle reti stradali o energetiche. Senza una connessione veloce e affidabile, diventa impossibile sviluppare servizi avanzati di telemedicina, smart working, istruzione a distanza o gestione intelligente delle città. L’investimento nella fibra ottica non è quindi solo una questione tecnica, ma una scelta strategica che riguarda la crescita economica e la coesione sociale del Paese.


L’intesa tra Fibercop e Upi, con la sua attenzione alla sostenibilità e alla semplificazione, si colloca all’interno di questo percorso come un tassello significativo. La speranza è che il modello possa essere replicato e ampliato, coinvolgendo sempre più realtà locali e rendendo il processo di digitalizzazione una leva condivisa di sviluppo. Brescia, Milano, Roma o i piccoli comuni di provincia: ovunque, l’accesso alla rete veloce diventa il presupposto per guardare al futuro con strumenti adeguati alle sfide di un mondo in continua trasformazione.

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