European Commission avvia una procedura formale contro Google LLC: il motore di ricerca nel mirino per i contenuti media
- piscitellidaniel
- 13 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
La Commissione europea ha deciso di aprire una procedura formale nei confronti di Google, indirizzando all’azienda una valutazione preliminare in cui emerge la sospetta violazione delle regole europee sulla concorrenza e sull’equità nei servizi di ricerca online nei confronti dei contenuti dei media. L’iniziativa regolamentare rappresenta un punto di svolta nell’interazione tra piattaforme digitali, editori media e autorità pubbliche nel mercato unico digitale. In particolare, l’attenzione è rivolta ai criteri di indicizzazione, prioritizzazione e remunerazione dei contenuti editoriali nel motore di ricerca, con l’obiettivo di verificare se Google stia operando in modo da svantaggiare in maniera sistemica gli editori giornalistici e favorire i propri servizi interni o terze parti in modo discriminatorio.
Nel dettaglio, la procedura prende origine da alcune segnalazioni e da un contesto segnato da tensioni crescenti tra operatori del mondo dell’editoria e piattaforme digitali che gestiscono servizi di ricerca e aggregazione dei contenuti. Gli editori lamentano che i cambiamenti negli algoritmi e nelle logiche di ranking del motore di ricerca stiano provocando riduzioni significative del traffico verso i siti di informazione, con effetti negativi sul modello di business, sulla capacità di generare ricavi pubblicitari e sulla sostenibilità del settore. Le autorità europee considerano che questi fenomeni possano rappresentare una distorsione della concorrenza e una limitazione della pluralità informativa se determinati criteri operativi di Google risultano poco trasparenti o applicati in modo non neutro.
Dal punto di vista normativo, il quadro di riferimento comprende la normativa sulla concorrenza europea, che vieta gli abusi di posizione dominante nel mercato interno, nonché il regolamento Digital Markets Act (DMA) che stabilisce obblighi specifici per i cosiddetti “gatekeeper” digitali, tra cui figurano i motori di ricerca con un’ampia base di utenti. L’adesione a questo contesto implica che Google sia soggetto a obblighi di trasparenza, correttezza, trattamento equo e non discriminatorio nei confronti degli operatori economici che dipendono dalla sua piattaforma. In questo scenario, la procedura avviata dalla Commissione assume il significato di verifica della conformità della condotta aziendale agli standard europei e della capacità del mercato di garantire condizioni che non penalizzino in modo sistemico gli editori nel rapporto con le piattaforme digitali.
L’apertura della procedura comporta che Google riceva una “Statement of Objections” o equivalente atto formale che descrive le motivazioni della Commissione, i punti di criticità riscontrati e richiede una risposta da parte dell’azienda. Google avrà la possibilità di presentare osservazioni, fornire dati e partecipare al processo istruttorio, che potrà concludersi con misure obbligatorie, sanzioni pecuniarie o impegni da rispettare per adeguarsi alla normativa. La dimensione della sanzione, se la violazione risulterà confermata, potrà essere rilevante, considerando che le violazioni del DMA o delle norme antitrust possono comportare multe fino al 10-20% del fatturato globale dell’impresa.
L’impatto della procedura è destinato a estendersi oltre il caso specifico di Google, poiché potrebbe definire nuovi parametri di regolamentazione per le piattaforme e per gli editori in Europa. Per gli editori, la prospettiva è che la procedura possa favorire una maggiore trasparenza nella relazione con i motori di ricerca, condizioni contrattuali più eque, e un migliore accesso alle infrastrutture digitali che determinano visibilità, traffico e monetizzazione. Per Google e altre piattaforme, invece, l’istruttoria rappresenta un richiamo alla necessità di revisione delle politiche di indicizzazione e monetizzazione, della governance degli algoritmi e delle implicazioni competitive dei propri servizi interni.
L’iniziativa della Commissione europea si iscrive in un contesto storico di crescente scrutinio delle grandi piattaforme del web, in cui la questione della concentrazione del potere digitale, dell’influenza sulle infrastrutture informative e della sostenibilità del giornalismo digitale acquisisce sempre maggiore rilevanza. Le tensioni tra editori e piattaforme rappresentano un terreno di confronto che coinvolge non solo aspetti economici, ma anche valori democratici, pluralità dell’informazione e diritti dei cittadini alla conoscenza. La procedura avviata nei confronti di Google segna dunque un momento di svolta nella regolazione del digitale in Europa, ponendo l’editoria e la ricerca online al centro dell’attenzione regolamentare.

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