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Elly Schlein prepara la proposta del PD sui dazi: confronto interno e dialogo europeo per un commercio equo

Il PD entra nel dibattito sui dazi: al via i tavoli di confronto

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha annunciato l’intenzione di presentare una proposta articolata sui dazi commerciali, che sarà definita attraverso un percorso di confronto interno e con i partner europei. La decisione arriva in un momento cruciale per le politiche industriali italiane ed europee, segnato dall’inasprirsi delle tensioni commerciali internazionali e dall’esigenza di tutelare i settori produttivi strategici.


Durante un intervento a margine di una riunione con gli europarlamentari del PD, Schlein ha spiegato che il partito intende elaborare una proposta «moderna, giusta e compatibile con la necessità di proteggere l’industria italiana senza ricadere in logiche protezionistiche». L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la tutela dei produttori e il rispetto delle regole del commercio internazionale, mantenendo al centro i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.


Tutela delle filiere e lotta alla concorrenza sleale

Il cuore della proposta sarà la protezione delle filiere italiane ed europee da pratiche commerciali sleali, in particolare quelle messe in atto da paesi terzi che ricorrono a dumping ambientale, sociale o fiscale. Schlein ha dichiarato che «non si può parlare di concorrenza leale se ci sono imprese che operano in contesti in cui non esistono tutele per i lavoratori o standard ambientali minimi».


Il PD intende dunque intervenire su più fronti: inasprendo i controlli doganali, rafforzando i meccanismi di difesa commerciale dell’Unione Europea e promuovendo l’introduzione di dazi ambientali, cioè misure compensative che colpiscano i prodotti importati da paesi che non rispettano le normative sul clima. In questo quadro, il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) rappresenta per Schlein un primo passo, ma insufficiente se non accompagnato da politiche industriali coerenti a livello nazionale.


Consultazioni con imprese, sindacati e territori

Nelle prossime settimane verranno avviati tavoli di consultazione con le principali associazioni datoriali, sindacati e rappresentanti delle Regioni. Il partito vuole ascoltare le esigenze dei diversi comparti economici, a partire da quelli più colpiti dalla concorrenza internazionale, come l’agroalimentare, il tessile, l’acciaio e la meccanica.


Tra le proposte in discussione vi è anche l’introduzione di un sistema di incentivi e compensazioni per le imprese italiane che investono in sostenibilità e innovazione, in modo da evitare che il ricorso ai dazi diventi una misura difensiva fine a sé stessa. L’approccio, secondo quanto dichiarato dalla segretaria, sarà integrato e multilivello: “non basta alzare barriere, dobbiamo anche rafforzare la capacità competitiva del nostro sistema produttivo”.


Un’iniziativa da portare a Bruxelles

Il Partito Democratico punta a presentare la sua proposta anche in sede europea, coinvolgendo i gruppi progressisti e socialisti all’interno del Parlamento europeo. L’obiettivo è costruire una piattaforma comune da portare all’attenzione della Commissione e del Consiglio europeo, contribuendo a delineare una nuova strategia commerciale dell’Unione.


La proposta PD intende promuovere un’Europa che non sia solo un mercato aperto, ma anche un attore capace di difendere la propria industria e i propri lavoratori. «Serve una revisione degli accordi commerciali già esistenti, ha dichiarato Schlein, affinché non si trasformino in strumenti che indeboliscono le economie europee a vantaggio di paesi che non condividono i nostri standard».


La leader democratica ha inoltre anticipato l’intenzione di inserire il tema dei dazi e del commercio equo tra i punti programmatici della prossima campagna elettorale per le europee del 2024, rafforzando il legame tra le scelte economiche nazionali e le strategie comunitarie.


Tempistiche e obiettivi del piano

La tabella di marcia prevede che entro l’inizio dell’estate venga presentato un documento preliminare contenente le linee guida della proposta. Successivamente, il testo sarà oggetto di una consultazione pubblica aperta anche al contributo della società civile, delle università e dei centri di ricerca. Il testo finale dovrebbe essere presentato ufficialmente entro l’autunno, con l’intenzione di aprire un dialogo istituzionale formale con il governo e con la Commissione europea.


Parallelamente, i gruppi parlamentari del PD lavoreranno su risoluzioni da presentare in Parlamento per vincolare il governo a difendere la proposta anche in sede di Consiglio UE. L’ambizione è quella di rendere il sistema dei dazi uno strumento strategico, non episodico, della politica economica e industriale nazionale.


Schlein ha chiarito che il PD non intende piegarsi alla logica del sovranismo economico, ma vuole costruire «una risposta europea forte, solidale e compatibile con l’equità». In questo senso, la proposta in preparazione si candida a diventare un punto di riferimento nel dibattito italiano ed europeo sul futuro delle politiche commerciali.

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