Elettricità, a dicembre il prezzo all’ingrosso sale a 118 euro per MWh e conferma un equilibrio ancora fragile
- piscitellidaniel
- 23 dic 2025
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Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità a dicembre si attesta a 118 euro per megawattora, registrando una leggera salita che segnala come il mercato energetico resti in una fase di equilibrio delicato, lontano sia dalle tensioni estreme del passato sia da una stabilizzazione definitiva. Il dato assume rilievo perché arriva in un mese tradizionalmente caratterizzato da un aumento della domanda, legato alla stagione invernale, e consente di valutare la capacità del sistema di assorbire variazioni dei consumi senza produrre oscillazioni eccessive dei prezzi.
La lieve crescita del prezzo rispetto ai mesi precedenti riflette una combinazione di fattori stagionali e strutturali. L’aumento dei consumi legato alle basse temperature incide sulla domanda complessiva, mentre il contesto internazionale continua a influenzare il costo delle fonti energetiche utilizzate per la produzione elettrica. Pur in assenza di shock improvvisi, il mercato resta sensibile a variazioni anche contenute dell’offerta e della domanda, evidenziando una volatilità ridotta ma non del tutto superata.
Il livello di 118 euro per MWh si colloca su valori inferiori rispetto ai picchi registrati nelle fasi più critiche della crisi energetica, ma resta superiore alle medie storiche di lungo periodo. Questo dato contribuisce a delineare uno scenario di normalizzazione parziale, nel quale i prezzi si sono allontanati dalle situazioni emergenziali ma non sono tornati su livelli tali da ridurre in modo significativo la pressione su imprese e famiglie. La percezione di una stabilità relativa convive quindi con la consapevolezza che il sistema energetico non ha ancora recuperato un equilibrio strutturale pienamente sostenibile.
Il ruolo delle fonti di generazione appare centrale nell’interpretazione del dato. La crescente presenza delle rinnovabili contribuisce a contenere le tensioni sui prezzi, soprattutto nelle fasi di maggiore produzione da eolico e fotovoltaico. Tuttavia, la variabilità di queste fonti richiede un ricorso ancora rilevante alle centrali termoelettriche, il cui costo di esercizio resta influenzato dall’andamento dei combustibili e dalle dinamiche geopolitiche. Questo mix rende il prezzo all’ingrosso sensibile a fattori esterni, anche in assenza di eventi straordinari.
Il dato di dicembre evidenzia anche l’importanza della gestione della domanda. Le misure di efficientamento energetico adottate da imprese e famiglie negli ultimi anni hanno contribuito a ridurre la rigidità dei consumi, consentendo una maggiore capacità di adattamento alle variazioni di prezzo. Questo comportamento più consapevole attenua le pressioni sul mercato all’ingrosso, ma non elimina del tutto l’effetto stagionale, che continua a manifestarsi nei mesi invernali.
Dal punto di vista delle imprese, il prezzo a 118 euro per MWh rappresenta un elemento di costo ancora significativo, soprattutto per i settori energivori. La leggera salita di dicembre non modifica in modo radicale il quadro, ma conferma la necessità di una pianificazione attenta e di strategie di copertura per gestire l’esposizione al rischio energetico. In un contesto di margini compressi e di domanda non sempre robusta, anche variazioni moderate dei prezzi possono incidere sulla competitività.
Per le famiglie, l’andamento del prezzo all’ingrosso si riflette indirettamente sulle bollette, attraverso i meccanismi di aggiornamento delle tariffe. La stabilità relativa osservata negli ultimi mesi contribuisce a evitare oscillazioni brusche dei costi finali, ma il livello dei prezzi resta tale da mantenere alta l’attenzione sul tema dell’energia come voce rilevante del bilancio domestico. La percezione di un ritorno alla normalità è quindi parziale e condizionata da un confronto con un passato recente segnato da aumenti molto più marcati.
Il confronto con il contesto europeo mostra come l’Italia si muova in linea con le dinamiche dei principali mercati elettrici, pur presentando alcune specificità legate al mix di generazione e alla struttura della domanda. La dipendenza dalle importazioni di energia e di combustibili continua a rappresentare un fattore di vulnerabilità, che si riflette nella sensibilità dei prezzi a eventi esterni. La leggera salita di dicembre va quindi letta anche come un segnale della persistenza di questa esposizione.
Sul piano delle prospettive, il dato di dicembre offre indicazioni utili per valutare l’inizio dell’anno successivo. La capacità del sistema di mantenere i prezzi su livelli relativamente stabili durante i mesi invernali sarà un test importante per misurare l’efficacia degli investimenti in rinnovabili, accumuli e flessibilità della rete. Un’ulteriore riduzione della volatilità richiede infatti non solo una maggiore capacità produttiva da fonti pulite, ma anche infrastrutture in grado di gestire la variabilità e di bilanciare domanda e offerta in tempo reale.
Il prezzo all’ingrosso a 118 euro per MWh segnala inoltre come il mercato elettrico stia attraversando una fase di transizione, nella quale convivono elementi di stabilizzazione e fattori di incertezza. La riduzione dei picchi non coincide automaticamente con un ritorno a condizioni strutturalmente favorevoli, perché il sistema resta esposto a rischi legati al contesto geopolitico, alle condizioni climatiche e alle dinamiche della domanda.
Il dato di dicembre diventa così un indicatore di equilibrio precario, nel quale ogni variazione viene osservata con attenzione dagli operatori. La leggera salita non rappresenta un segnale di allarme, ma conferma che la normalizzazione del mercato energetico è un processo graduale, che richiede tempo e continuità nelle politiche di investimento. La traiettoria dei prezzi resta uno degli elementi chiave per valutare la sostenibilità economica della transizione energetica e la capacità del sistema di offrire energia a costi compatibili con la crescita.
In questo quadro, l’evoluzione del prezzo all’ingrosso dell’elettricità a dicembre restituisce un’immagine di stabilità vigilata. Il mercato appare più resiliente rispetto al passato recente, ma non ancora completamente al riparo da oscillazioni. La soglia dei 118 euro per MWh diventa così un riferimento che sintetizza una fase intermedia, nella quale l’emergenza è superata ma la piena normalità resta un obiettivo ancora da consolidare attraverso investimenti, diversificazione delle fonti e una gestione sempre più efficiente della domanda.

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