Edilizia in legno 2024: la produzione tiene grazie alle opere pubbliche
- piscitellidaniel
- 3 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Il settore dell’edilizia in legno chiude il 2024 mostrando una tenuta superiore alle attese, nonostante un mercato residenziale debole e una domanda privata in rallentamento. I dati emersi dagli osservatori di settore indicano che la produzione ha raggiunto un valore complessivo stabile, sostenuto principalmente dal ruolo crescente delle opere pubbliche, che hanno compensato il calo delle commesse provenienti dal comparto abitativo. Le imprese specializzate nella costruzione in legno hanno evidenziato una diminuzione dei progetti residenziali di diversa entità, con una contrazione che in alcuni casi ha superato la media degli ultimi anni. Tuttavia, la capacità di adattamento della filiera e l’aumento delle richieste legate ai bandi pubblici hanno evitato una flessione più marcata.
Il materiale legno continua infatti a essere sempre più utilizzato nelle infrastrutture, negli edifici scolastici, nei centri sportivi e in numerosi interventi di rigenerazione urbana. Questa tendenza, rafforzata dalle politiche nazionali ed europee sulla sostenibilità, ha permesso alle imprese di mantenere livelli produttivi adeguati, grazie alla crescente attenzione verso soluzioni costruttive che garantiscono efficienza energetica, rapidità di montaggio e ridotto impatto ambientale. In particolare, molti progetti pubblici hanno privilegiato l’utilizzo di tecniche costruttive in legno per rispondere agli obiettivi di riduzione delle emissioni e per favorire la realizzazione di strutture più leggere e facilmente adattabili.
Sul fronte tecnologico, il comparto continua a investire in soluzioni innovative come il legno lamellare e il CLT, che consentono la realizzazione di edifici complessi mantenendo alti livelli di resistenza e sicurezza. Le tecniche di prefabbricazione rappresentano oggi uno dei punti di forza del settore, permettendo tempi di realizzazione ridotti e una maggiore precisione nella fase progettuale e produttiva. Questo ha consentito alle imprese di intercettare nuove opportunità sia in ambito pubblico sia in quello commerciale, ampliando la gamma degli interventi realizzabili e rafforzando la competitività del legno rispetto ai materiali tradizionali.
Dal punto di vista territoriale, il Nord Italia continua a rappresentare il centro nevralgico del settore, con una concentrazione significativa di aziende specializzate, impianti produttivi e competenze tecniche avanzate. Le regioni più attive registrano un aumento delle richieste provenienti dai bandi pubblici, mentre il Centro Italia si sta progressivamente consolidando come area di espansione grazie alla presenza di progetti di rigenerazione urbana e alla crescente attenzione da parte delle amministrazioni locali verso soluzioni costruttive sostenibili. Anche alcune regioni del Sud stanno iniziando a sviluppare una presenza più stabile nel settore, evidenziando un’attenzione crescente verso la costruzione in legno come alternativa valida nell’edilizia scolastica e nelle opere sportive.
Il mercato residenziale, invece, ha mostrato un andamento più debole, segnato da una contrazione degli ordini determinata da una serie di fattori concomitanti. Tra questi si collocano l’aumento dei costi dei materiali, l’incertezza legata ai bonus edilizi e la prudenza delle famiglie nel pianificare nuovi investimenti immobiliari. Questa situazione ha ridotto il numero di cantieri privati, colpendo soprattutto le imprese più legate alla realizzazione di abitazioni monofamiliari e strutture destinate a uso residenziale. Tuttavia, molte aziende hanno compensato le difficoltà puntando su servizi integrati, sulla diversificazione delle attività e sull’ingresso nel settore delle opere pubbliche, dove la domanda è rimasta più stabile.
Le difficoltà del mercato privato hanno inoltre accelerato un processo di riorganizzazione interna da parte delle imprese, che hanno intensificato gli investimenti in ricerca, digitalizzazione e formazione del personale. L’obiettivo è migliorare la produttività, aumentare la qualità delle strutture realizzate e adeguarsi alle normative europee in materia di efficienza energetica. L’attenzione verso la sostenibilità sta diventando un elemento strutturale del settore, spingendo le aziende a utilizzare materiali certificati e a sviluppare soluzioni costruttive compatibili con gli standard richiesti dalla nuova direttiva europea sugli edifici.
La filiera, pur in un contesto con luci e ombre, mostra un livello di resilienza significativo. Le imprese più strutturate hanno adottato strategie orientate all’innovazione e alla specializzazione, mentre le realtà di dimensioni più ridotte puntano sulla qualità artigianale e sulla capacità di offrire soluzioni personalizzate. Il ruolo delle opere pubbliche ha permesso di bilanciare la diminuzione della domanda privata, garantendo un sostegno essenziale in un anno complesso. Questa dinamica ha confermato l’importanza di una programmazione stabile e di un quadro normativo chiaro, che permetta alle imprese di pianificare investimenti e risorse in modo adeguato.
La tenuta della produzione nel 2024 testimonia quindi la capacità del settore di reagire alle difficoltà con un modello flessibile e orientato alla sostenibilità. Le prospettive restano legate alla continuità delle politiche pubbliche, alla semplificazione dei processi amministrativi e alla capacità della filiera di rispondere alle richieste di un mercato sempre più attento ai temi dell’ambiente e dell’efficienza energetica.

Commenti