Dazi USA: Trump Annuncia Misure Contro i "Dirty 15" e l'Italia
- piscitellidaniel
- 1 apr
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente annunciato l'intenzione di imporre dazi reciproci ai cosiddetti "Dirty 15", ossia i 15 Paesi con cui gli USA registrano i maggiori squilibri commerciali. Tra questi, l'Italia figura come uno dei principali partner coinvolti, suscitando preoccupazioni nel settore economico nazionale.
Il Concetto di "Dirty 15"
L'espressione "Dirty 15" richiama il titolo del celebre film del 1967 "Quella sporca dozzina" e viene utilizzata dall'amministrazione statunitense per identificare i quindici Paesi con cui gli Stati Uniti presentano i maggiori deficit commerciali. Sebbene l'elenco completo non sia stato ufficialmente divulgato, è noto che comprende nazioni come Cina, Unione Europea, Messico, Vietnam, Taiwan, Giappone, Corea del Sud, Canada, India, Thailandia, Svizzera, Malesia, Indonesia, Cambogia e Sudafrica.
Implicazioni per l'Italia
L'Italia, che nel 2023 ha esportato beni per oltre 67 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, potrebbe subire un aggravio significativo a causa dei nuovi dazi. Secondo stime, l'incremento tariffario potrebbe oscillare tra i 4 e i 7,5 miliardi di euro, colpendo duramente settori chiave del Made in Italy, tra cui la moda, l'automotive e l'agroalimentare.
Settori a Rischio
Particolarmente vulnerabile appare il comparto dei formaggi italiani, che rischia di perdere fino al 20% degli incassi derivanti dall'export verso gli USA. Questo scenario ha spinto molte aziende a cercare di diversificare i propri mercati di sbocco per mitigare l'impatto delle misure protezionistiche americane.
Reazioni delle Autorità Italiane
Di fronte a queste minacce, il governo italiano sta valutando una serie di contromisure. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato la necessità di non limitarsi a difendersi sul piano commerciale, ma di adottare una nuova politica industriale che restituisca competitività alle imprese italiane.
Prospettive Future
L'escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e partner internazionali potrebbe avere ripercussioni significative sull'economia globale. La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha avvertito che una guerra commerciale potrebbe causare gravi conseguenze, in particolare negli Stati Uniti stessi, sottolineando l'importanza di mantenere aperti i canali di dialogo per evitare ulteriori deterioramenti delle relazioni economiche internazionali.
In questo contesto, l'Italia si trova a dover affrontare una sfida complessa, cercando di proteggere i propri interessi economici e mantenere la competitività delle sue imprese sui mercati internazionali.

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