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Dazi, tasse e regole: l’UE e Trump al bivio con le Big Tech

Le tensioni transatlantiche tra dazi e digitale

Nel 2025, le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea sono nuovamente al centro dell'attenzione, con un focus particolare sulle grandi aziende tecnologiche americane. Il presidente Donald Trump ha annunciato un'imposizione di dazi del 20% su tutte le esportazioni europee verso gli Stati Uniti, decisione successivamente sospesa per 90 giorni per favorire nuove negoziazioni. Parallelamente, l'UE ha intensificato le sue azioni regolatorie contro le Big Tech statunitensi, evidenziando una crescente frattura tra le due potenze economiche.​


L'azione dell'UE contro le Big Tech

La Commissione Europea, attraverso il Digital Markets Act (DMA), ha avviato procedimenti contro colossi come Meta e Apple. Meta è accusata di imporre agli utenti europei una scelta tra accettare pubblicità personalizzate o pagare un abbonamento, pratica ritenuta in violazione delle normative antitrust. Apple, invece, è sotto esame per aver limitato l'accesso degli sviluppatori a servizi esterni all'App Store. Le sanzioni previste potrebbero superare il miliardo di dollari per ciascuna azienda. ​


Le reazioni degli Stati Uniti

L'amministrazione Trump ha criticato duramente le misure europee, definendole come un attacco alle aziende americane. Il presidente ha descritto le multe dell'UE come "estorsione oltreoceano", mentre il consigliere commerciale Peter Navarro ha accusato Bruxelles di utilizzare "armi non tariffarie" per danneggiare le imprese statunitensi. ​


La posizione dell'UE

Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione Europea responsabile per la sovranità digitale, ha ribadito che le normative europee si applicano equamente a tutte le aziende, indipendentemente dalla loro origine. Ha sottolineato che le regole digitali dell'UE mirano a garantire un ambiente equo, sicuro e democratico per tutti i consumatori europei. ​


Possibili contromisure europee

In risposta alle minacce tariffarie degli Stati Uniti, l'UE sta valutando l'introduzione di una tassa sui ricavi pubblicitari digitali, che colpirebbe direttamente aziende come Google e Meta. Questa misura potrebbe essere implementata attraverso lo strumento anti-coercizione dell'UE, che conferisce alla Commissione ampi poteri per limitare il commercio con paesi terzi in caso di pressioni economiche ingiustificate. ​


Un equilibrio fragile

Le relazioni commerciali tra l'UE e gli Stati Uniti sono caratterizzate da un delicato equilibrio. Nel 2023, l'UE ha registrato un surplus commerciale di 157 miliardi di euro nelle esportazioni di beni verso gli Stati Uniti, mentre ha subito un deficit di 109 miliardi di euro nel settore dei servizi, in gran parte legato all'economia digitale. Questo squilibrio rende il settore digitale un punto nevralgico nelle negoziazioni tra le due potenze. ​


Le implicazioni per le aziende

Le aziende, sia europee che americane, si trovano in una posizione difficile, strette tra le politiche protezionistiche degli Stati Uniti e le rigorose normative europee. Le imprese europee potrebbero affrontare costi aggiuntivi a causa dei dazi statunitensi, mentre le Big Tech americane devono adeguarsi a un quadro normativo europeo sempre più stringente.​


Prospettive future

Con la sospensione temporanea dei dazi da parte degli Stati Uniti e le indagini in corso dell'UE sulle pratiche delle Big Tech, il futuro delle relazioni transatlantiche rimane incerto. Entrambe le parti sembrano determinate a difendere i propri interessi, rendendo difficile prevedere una rapida risoluzione delle tensioni attuali.

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