Da Farzati: la tecnologia al servizio della certificazione DOP e della tracciabilità agroalimentare
- piscitellidaniel
- 21 nov
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La sfida della tracciabilità agroalimentare e della valorizzazione delle denominazioni di origine protetta (DOP) ha trovato un nuovo alleato nel gruppo imprenditoriale guidato da Farzati Tech Srl, che propone una tecnologia avanzata capace di certificare la filiera, l’origine e l’autenticità del prodotto grazie all’integrazione tra intelligenza artificiale, spettrometria e blockchain. In un momento in cui la qualità dei prodotti Made in Italy è minacciata da fenomeni di contraffazione, “italian sounding” e opacità delle filiere, la proposta tecnologica di Farzati appare come un tassello cruciale per garantire trasparenza, tutela dei consumatori e competitività internazionale per le produzioni certificate. Il modello si fonda su un approccio sistemico: non solo certificare un marchio, ma tracciare ogni fase del processo produttivo e affidarsi a dati oggettivi e verificabili.
La piattaforma sviluppata da Farzati Tech prevede l’utilizzo del sistema proprietario BluDev®, che attraverso una bio‐impronta (bio fingerprint) dei prodotti e il tracciamento via blockchain consente di attribuire a ogni singolo lotto un codice univoco e rintracciabile. La bio fingerprint, rilevata con spettrometria a infrarossi vicini (NIR), analizza la composizione molecolare del prodotto, verificando l’origine, gli ingredienti e alcune condizioni di produzione critiche. Grazie a questa metodologia ogni fase della filiera può essere registrata, digitalizzata e certificata, permettendo al consumatore finale, mediante applicazione mobile o etichetta “smart”, di accedere in tempo reale alla storia del prodotto, dalla materia prima fino al confezionamento. Tale soluzione consente di attivare un “passaporto alimentare” del prodotto, rendendo trasparenti parametri quali zona di produzione, data di trasformazione, azienda, certificazione DOP, percorso logistico.
L’impatto di questa tecnologia sulla filiera DOP è significativo: da un lato rafforza la capacità di difesa di marchi riconosciuti, dall’altro favorisce un posizionamento premium nel mercato globale, dove la qualità certificata è un fattore di distinzione strategica. Le produzioni certificate DOP, che spesso coinvolgono sistemi di agricoltura e allevamento tradizionali e complessi, necessitano strumenti di tutela che vadano al di là dell’autocertificazione e dei controlli tradizionali. La tecnologia implementata da Farzati Tech offre una risposta concreta, combinando hardware, software, dati e governance integrata. Per le aziende aderenti, significa poter offrire al consumatore una garanzia verificabile e un valore aggiunto comunicabile, costruendo fiducia, sostenibilità e reputazione.
Sul piano operativo il progetto prevede la collaborazione tra aziende agricole, caseifici, aziende di lavorazione, enti di certificazione e produttori. Ogni anello della catena è coinvolto nel sistema: dal rilevamento iniziale dei materiali, alla registrazione dei processi, al caricamento dei dati sulla rete blockchain, fino alla visualizzazione finale da parte del consumatore. Un aspetto rilevante è che la tecnologia non si limita a rendere la filiera trasparente, ma consente anche il monitoraggio in tempo reale di parametri critici, la segnalazione di anomalie, la gestione più efficiente dei lotti e la prevenzione delle frodi. In caso di cambiamento di stato del prodotto o di deviazione dal disciplinare DOP, il sistema genera alert, consentendo interventi tempestivi e mirati. Questo approccio contribuisce a incrementare l’efficienza del controllo, ridurre i costi di vigilanza e migliorare la qualità complessiva del sistema produttivo.
La dimensione tecnologica include inoltre l’impiego dell’intelligenza artificiale per l’analisi predittiva e l’identificazione di pattern che possano indicare rischio di non conformità o di contraffazione. Il modello di business proposto da Farzati Tech è flessibile e modulare: le aziende possono accedere al sistema tramite licenza, comodato d’uso dei dispositivi, o in modalità “pay per use”, a seconda del livello di integrazione desiderato. Questo facilita la diffusione della tecnologia anche tra PMI, che rappresentano la maggior parte del tessuto produttivo agroalimentare italiano. Il sistema è progettato per essere scalabile e adattabile a diverse filiere, non solo quelle casearie, ma anche olio, vino, frutta, legno, biomasse, consentendo una diffusione che può avere un impatto strutturale sul sistema agroalimentare nazionale.
Il contesto in cui si inserisce l’innovazione è caratterizzato da forti pressioni: i consumatori sono sempre più esigenti in termini di trasparenza e sostenibilità, la normativa europea in materia alimentare si sta rafforzando, la concorrenza internazionale esercita una forte pressione sui produttori italiani protetti da DOP. In questo scenario la certificazione digitale avanzata rappresenta non solo un vantaggio competitivo, ma una condizione di sopravvivenza. Le aziende che adottano soluzioni come quella di Farzati Tech si posizionano come protagoniste della nuova economia del “food premium”, dove la storia del prodotto, la qualità certificata e la tracciabilità diventano elementi centrali della proposta di valore.
Il progetto ha già ottenuto riscontri concreti in filiere sperimentali: ad esempio nel caso del Pecorino Toscano DOP è stato attivato un sistema di tracciabilità digitale che consente di visualizzare l’intera storia del formaggio, dall’allevamento alla vendita, utilizzando la bio fingerprint e blockchain. Tale applicazione dimostra come la tecnologia possa essere integrata nella realtà delle produzioni DOP, rafforzando il disciplinare, migliorando i controlli e aumentando l’attrattività sui mercati internazionali. Le prospettive future prevedono l’ampliamento del sistema a nuove denominazioni, l’estensione della piattaforma a mercati esteri e la creazione di un consorzio tecnologico che supporti standard condivisi di tracciabilità e controllo per il “Made in Italy”.

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