Crisi umanitaria a Gaza: Israele taglia l’elettricità, Hamas accusa “ricatto puro e semplice”
- piscitellidaniel
- 10 mar
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La recente decisione di Israele di interrompere la fornitura di elettricità alla Striscia di Gaza ha suscitato una forte reazione da parte di Hamas, che ha definito tale mossa un "ricatto puro e semplice" e una "palese violazione" dell'accordo di cessate il fuoco in vigore. Questa azione segue l'annuncio israeliano di bloccare l'ingresso di aiuti umanitari e altre merci a Gaza, accusando Hamas di rifiutare una proposta per prolungare la prima fase dell'accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.
Il ministro dell'Energia israeliano, Eli Cohen, ha dichiarato di aver ordinato l'interruzione immediata delle forniture di elettricità alla Striscia di Gaza come misura per esercitare pressione su Hamas affinché rilasci più ostaggi. Secondo la Israel Electricity Company, attualmente non c'è elettricità in tutte le aree della Striscia di Gaza, dove l'energia era stata recentemente fornita solo per il funzionamento del sistema fognario.
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è già critica. L'interruzione dell'elettricità aggrava ulteriormente le condizioni di vita dei residenti, compromettendo servizi essenziali come il funzionamento degli ospedali, degli impianti di desalinizzazione dell'acqua e delle infrastrutture sanitarie. La mancanza di energia elettrica limita l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, aumentando il rischio di diffusione di malattie. Inoltre, l'assenza di elettricità influisce negativamente sulla conservazione degli alimenti e sul funzionamento delle attività economiche locali, esacerbando la già difficile situazione economica della popolazione.
In questo contesto, la ripresa del conflitto appare sempre più probabile. Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha annunciato che Israele tornerà presto a combattere a Gaza e che il nuovo capo di stato maggiore ha un piano più rapido e più intenso di prima. Secondo Smotrich, l'obiettivo è l'occupazione della Striscia di Gaza, la completa distruzione di Hamas e il ritorno degli ostaggi. Ha inoltre definito i colloqui diretti tra Stati Uniti e Hamas "un errore totale".
Nel frattempo, una delegazione negoziale israeliana è arrivata a Doha per un nuovo round di colloqui sull'estensione del cessate il fuoco a Gaza. L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, dovrebbe arrivare in Arabia Saudita martedì 11 marzo e successivamente nella capitale del Qatar mercoledì. Sul tavolo ci sarebbe il cosiddetto "piano Witkoff", sostenuto dagli Stati Uniti, secondo il quale Hamas dovrebbe rilasciare 10 ostaggi ancora in vita, tra cui l'americano-israeliano Idan Alexander, in cambio di altri 60 giorni di cessate il fuoco.
La comunità internazionale osserva con preoccupazione l'evolversi della situazione, sottolineando la necessità di garantire la protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario. L'interruzione delle forniture essenziali e il peggioramento delle condizioni di vita nella Striscia di Gaza richiedono una risposta urgente per evitare una catastrofe umanitaria e promuovere una soluzione pacifica al conflitto in corso.

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