Confcommercio lancia l’allarme: nel 2025 mancheranno 258mila lavoratori nel terziario
- piscitellidaniel
- 11 giu
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Nel 2025, i settori del commercio, della ristorazione e dell’alloggio in Italia si troveranno ad affrontare una carenza di 258.000 lavoratori, un aumento del 4% rispetto all'anno precedente. Questo fenomeno, noto come "mismatch" tra domanda e offerta di lavoro, rappresenta una minaccia significativa per la crescita economica del paese.
Le figure professionali più richieste
Le posizioni più difficili da coprire includono commessi nel settore moda-abbigliamento, macellai, gastronomi, addetti al pesce, camerieri di sala, barman, cuochi, pizzaioli, gelatai e addetti alla pulizia nelle strutture ricettive. La carenza di personale qualificato in questi ruoli essenziali rischia di compromettere l'efficienza operativa delle imprese e la qualità dei servizi offerti ai clienti.
Cause strutturali del deficit occupazionale
Tra le principali cause di questa carenza si annoverano il calo demografico nelle fasce più giovani della popolazione, con una diminuzione di 4,8 milioni di individui tra i 15 e i 39 anni tra il 1982 e il 2024. Inoltre, si registra una progressiva rarefazione di lavoratori con profili adeguati in termini di conoscenze, abilità e competenze, cambiamenti nelle preferenze occupazionali e una ridotta disponibilità alla mobilità territoriale.
Impatto sull'economia nazionale
Confcommercio avverte che questa situazione potrebbe frenare la crescita economica dei settori coinvolti e del prodotto interno lordo dell'intero sistema economico italiano. La difficoltà nel reperire manodopera qualificata è considerata un lusso che il paese non può permettersi, soprattutto in un contesto di incertezze e fragilità a livello internazionale.
Proposte per affrontare la crisi
Per mitigare questa emergenza, Confcommercio suggerisce di rafforzare le politiche attive del lavoro con interventi strutturali e trasversali che puntino all'accrescimento delle competenze e delle prospettive occupazionali. Le imprese dovrebbero essere supportate nella formazione di una forza lavoro qualificata, non solo in termini tecnici e specialistici, ma anche con competenze trasversali fondamentali per affrontare i cambiamenti del mercato.
Rafforzare il legame tra formazione e tessuto produttivo
È fondamentale rafforzare il legame tra formazione, istruzione e tessuto produttivo per far emergere i fabbisogni delle imprese, orientare i giovani e offrire opportunità di percorsi di stage, tirocini e apprendistato che coniughino formazione e lavoro, favorendo l'occupabilità. Anche il ruolo delle parti sociali che firmano i contratti collettivi nazionali di lavoro è essenziale per meglio inquadrare le professionalità impiegate nelle aziende.

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