top of page

Caccia ed elicottero statunitensi precipitati nel Mar Cinese Meridionale: indagini in corso dopo due incidenti in mezz’ora

Nel Mar Cinese Meridionale due aeromobili della Marina degli Stati Uniti sono precipitati a breve distanza di tempo l’uno dall’altro durante operazioni di volo dalla portaerei USS Nimitz. Si tratta di un caccia F/A-18F Super Hornet e di un elicottero MH-60R Sea Hawk, entrambi appartenenti ai reparti imbarcati della flotta del Pacifico. Gli incidenti, avvenuti nell’arco di circa trenta minuti, hanno costretto gli equipaggi a procedure di emergenza in mare aperto. Tutti i militari a bordo sono stati recuperati vivi dalle unità navali di supporto, ma le cause degli schianti restano oggetto di accertamento da parte del comando della US Navy.


Secondo le prime ricostruzioni, l’elicottero MH-60R sarebbe precipitato per primo nel pomeriggio, durante una missione di pattugliamento antisommergibile. Poco dopo, un caccia F/A-18F, decollato dalla stessa portaerei, ha subito un’avaria e si è inabissato nella stessa area. Le condizioni meteorologiche non risultavano proibitive, ma le indagini dovranno stabilire se vi siano stati fattori comuni, guasti tecnici o errori di coordinamento nelle operazioni di decollo e atterraggio. Le due perdite ravvicinate hanno determinato la sospensione temporanea delle manovre aeree e l’avvio immediato delle procedure di sicurezza a bordo della USS Nimitz.


Gli incidenti si sono verificati in una delle aree marittime più sensibili del mondo, dove la presenza delle forze armate statunitensi si inserisce in un contesto di forte tensione geopolitica. Il Mar Cinese Meridionale è teatro di dispute territoriali tra la Cina e diversi Paesi del Sud-Est asiatico, ma anche zona di frequenti pattugliamenti e operazioni navali condotte da Washington per garantire la libertà di navigazione. La portaerei USS Nimitz, impegnata in missioni di deterrenza e addestramento, rappresenta uno dei principali asset strategici statunitensi nel Pacifico. La coincidenza temporale dei due schianti ha alimentato speculazioni e preoccupazioni, ma non emergono elementi che indichino un coinvolgimento esterno o azioni ostili.


Il comando della flotta del Pacifico ha confermato che tutti i membri degli equipaggi sono stati tratti in salvo grazie all’intervento tempestivo delle unità navali e dei mezzi di soccorso in mare. I piloti del Super Hornet si sono eiettati prima dell’impatto, mentre l’equipaggio dell’elicottero è stato recuperato da un’altra unità della Marina dopo il distacco di un rotore. I soccorsi sono stati condotti secondo i protocolli standard di emergenza previsti per le operazioni in mare aperto, che includono il lancio immediato di boe di segnalazione, mezzi di recupero e personale medico a bordo. Le condizioni di tutti i militari coinvolti sono state descritte come stabili.


Sul piano tecnico, gli incidenti hanno richiamato l’attenzione sulle condizioni operative dei velivoli imbarcati, spesso sottoposti a ritmi intensi e a un elevato grado di usura. Gli F/A-18F Super Hornet sono caccia bimotore multiruolo utilizzati per missioni di attacco e difesa, dotati di sofisticati sistemi di bordo ma anche esposti a stress meccanici significativi durante le fasi di catapultamento e appontaggio. Gli MH-60R Sea Hawk, derivati dall’elicottero Black Hawk, sono impiegati in missioni di ricerca e soccorso, guerra antisommergibile e sorveglianza. Entrambi i modelli hanno un elevato livello di affidabilità, ma la combinazione di voli frequenti, clima tropicale e manutenzione complessa può creare situazioni critiche.


Il Mar Cinese Meridionale rappresenta un ambiente operativo particolarmente delicato. Le rotte aeree e navali sono spesso affollate da unità militari e commerciali, e le condizioni atmosferiche possono cambiare rapidamente. Le operazioni di volo da una portaerei richiedono coordinamento perfetto tra ponte di volo, controllori e piloti. Qualsiasi errore di sincronizzazione, anche minimo, può avere conseguenze gravi. La US Navy ha avviato un’inchiesta per verificare se le due perdite siano collegate da un errore umano, da problemi di manutenzione o da eventuali interferenze ambientali, come turbolenze o disturbi radar.


L’incidente ha suscitato preoccupazione anche sul piano politico e militare. Gli Stati Uniti mantengono nel Pacifico una presenza costante, destinata a garantire equilibrio e deterrenza nei confronti della crescente influenza cinese nella regione. Pechino segue con attenzione ogni movimento delle unità navali americane e considera le operazioni statunitensi nel Mar Cinese Meridionale una violazione della propria sovranità. Sebbene la Cina non risulti coinvolta nell’accaduto, l’episodio potrebbe riaccendere il confronto diplomatico sulla presenza militare straniera in quell’area contesa.


Gli specialisti della Marina statunitense hanno iniziato le operazioni per il recupero dei relitti, con l’obiettivo di analizzare i sistemi di bordo e raccogliere i dati utili a comprendere le cause delle perdite. L’area dell’impatto è stata delimitata e affidata al controllo delle unità subacquee di soccorso. L’analisi dei registratori di volo e delle comunicazioni radio fornirà elementi decisivi per ricostruire la sequenza degli eventi e determinare se i due episodi siano stati indipendenti o correlati.


L’incidente riporta l’attenzione sulla complessità delle operazioni aeronavali e sul livello di rischio che accompagna ogni missione di pattugliamento in acque contese. La capacità di recupero degli equipaggi e la rapidità di risposta della flotta del Pacifico confermano l’elevato addestramento delle forze americane, ma mettono anche in evidenza la fragilità di un equilibrio operativo che, in un contesto geopolitico instabile, resta esposto a incidenti potenzialmente gravi.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page