Bankitalia: sistema bancario solido e fiducia nei BTP, rischi moderati per l’Italia
- piscitellidaniel
- 29 apr
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Il quadro delineato dalla Banca d’Italia nel suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria restituisce un’immagine dell’economia italiana improntata a un cauto ottimismo. I rischi per il sistema appaiono complessivamente contenuti e, nonostante le incertezze del contesto globale, l’Italia si presenta con fondamenta più solide rispetto agli anni scorsi, in particolare sul fronte bancario e sul mercato del debito sovrano. Il documento sottolinea come il sistema bancario nazionale si mantenga stabile e resiliente, con una crescita sostenuta della redditività e con indicatori patrimoniali in costante rafforzamento.
Il CET1 ratio medio del settore bancario italiano è salito sopra il 15%, collocandosi ben al di sopra dei requisiti regolamentari e in linea con la media europea. Anche la qualità degli attivi è migliorata: il tasso di crediti deteriorati continua a diminuire, grazie a una gestione più prudente dei rischi e all’attività di dismissione operata negli ultimi anni. Gli utili aggregati delle banche hanno beneficiato del contesto di tassi in rialzo, che ha aumentato il margine d’interesse, pur in presenza di una domanda di credito più debole da parte di famiglie e imprese. L’esposizione complessiva ai settori più fragili resta contenuta, con una diversificazione del portafoglio che protegge dalle turbolenze settoriali.
Un altro elemento positivo messo in rilievo dalla Banca d’Italia riguarda la crescente attrattività dei titoli di Stato italiani, in particolare dei BTP, sia per gli investitori istituzionali sia per le famiglie. La quota di BTP in mano ai risparmiatori domestici è in aumento, spinta dai rendimenti competitivi e da una percezione di maggiore stabilità dell’asset. Questo fenomeno ha un doppio effetto virtuoso: da un lato contribuisce a contenere il costo medio del debito pubblico, dall’altro rafforza la capacità del Tesoro di collocare nuove emissioni in un mercato più stabile e meno esposto agli shock internazionali.
Il report evidenzia che il differenziale di rendimento tra BTP e Bund tedeschi si è mantenuto stabile nel corso dei primi mesi del 2025, oscillando tra i 140 e i 160 punti base, un livello gestibile per la sostenibilità del debito. Le aste hanno mostrato una buona partecipazione anche da parte di investitori esteri, che rappresentano ancora circa un terzo del totale dei detentori di debito pubblico italiano. Il livello di rischio percepito sui titoli sovrani si è ridotto, riflettendo una maggiore fiducia nella solidità del quadro economico e nella gestione della finanza pubblica.
Sul versante macroeconomico, il documento rileva che la crescita del PIL prosegue a un ritmo moderato ma stabile. Dopo una ripresa del +0,5% nel primo trimestre, le previsioni aggiornate indicano una progressione annuale compresa tra l’1% e l’1,2%. L’inflazione, dopo le impennate del biennio precedente, ha mostrato segnali di contenimento: a marzo l’indice armonizzato si è attestato al 2,1%, vicino al target della BCE. La dinamica dei prezzi rimane sotto osservazione, ma il rallentamento dei costi energetici e il rafforzamento dell’euro hanno contribuito a smorzare le pressioni inflazionistiche.
Il mercato del lavoro si presenta stabile, con un tasso di occupazione in lieve crescita e una disoccupazione scesa al 7,3%. Le imprese, tuttavia, segnalano difficoltà a reperire manodopera qualificata in alcuni settori strategici, tra cui costruzioni, tecnologia e logistica. Il tasso di investimento resta elevato, sostenuto anche dai fondi PNRR, sebbene si registrino ritardi nella realizzazione fisica delle opere programmate.
La Banca d’Italia mantiene comunque un atteggiamento di vigilanza sulle vulnerabilità strutturali dell’economia. Il debito pubblico, pur in riduzione rispetto al picco pandemico, rimane elevato e soggetto alla volatilità dei mercati finanziari. Le politiche fiscali future dovranno essere orientate alla prudenza, specialmente in vista del ritorno a pieno regime delle regole europee di bilancio. Al tempo stesso, il consolidamento fiscale non dovrà penalizzare la crescita, ma essere affiancato da interventi che stimolino la produttività, l’innovazione e la competitività del sistema economico.
Anche le dinamiche internazionali rappresentano un potenziale fattore di rischio. In particolare, Bankitalia richiama l’attenzione sull’evoluzione delle tensioni commerciali globali, sul quadro geopolitico incerto in Medio Oriente e sull’effetto delle elezioni statunitensi sui mercati finanziari. La capacità dell’Italia di mantenere equilibrio e attrattività in questo scenario dipenderà in larga parte dalla stabilità politica interna e dalla continuità delle riforme in ambito giustizia, pubblica amministrazione e sistema fiscale.

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