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Arriva la fibra nel primo data center costruito dentro una miniera attiva

L’attivazione della fibra ottica nel primo data center europeo realizzato all’interno di una miniera operativa segna un passaggio rilevante per l’evoluzione delle infrastrutture digitali. Il progetto introduce un modello alternativo rispetto ai tradizionali complessi di superficie, sfruttando la particolare conformazione sotterranea per ottenere vantaggi energetici, di sicurezza e di continuità operativa. La collocazione in un ambiente naturalmente stabile consente di ridurre l’impatto delle variazioni climatiche e di sfruttare condizioni ambientali più favorevoli al raffreddamento, una delle principali voci di costo dei data center moderni. La disponibilità di connessioni in fibra ad alta capacità rappresenta un ulteriore tassello che permette alla struttura di operare con la stessa velocità e affidabilità dei grandi hub digitali di superficie.


La scelta di realizzare il data center in un sito minerario ancora attivo risponde all’esigenza di garantire livelli di sicurezza elevati, grazie alla protezione fisica offerta dall’ambiente sotterraneo. La conformazione geologica, unita alle misure di rafforzamento strutturale, contribuisce a ridurre l’esposizione ai rischi esterni e a preservare l’operatività anche in scenari critici. La struttura dispone di un’infrastruttura elettrica completamente ridondata e di sistemi di alimentazione autonomi in grado di garantire continuità di servizio. L’integrazione della fibra ottica completa questo assetto, permettendo una gestione ad alta capacità dei flussi di dati e il supporto ai processi più avanzati, come l’elaborazione ad alte prestazioni e la gestione dei carichi generati dai sistemi di intelligenza artificiale.


L’iniziativa si inserisce nel più ampio processo di transizione digitale che richiede nuove soluzioni infrastrutturali per rispondere alla crescente domanda di calcolo e archiviazione. Il data center in miniera offre un’alternativa efficiente in termini energetici, grazie a un ambiente che permette un raffreddamento naturale più efficace rispetto agli impianti in superficie. La riduzione del fabbisogno energetico destinato ai sistemi di cooling rappresenta un vantaggio competitivo significativo in un settore dove i costi operativi sono in costante aumento. L’utilizzo della fibra consente alla struttura di essere pienamente integrata nella rete dei servizi digitali nazionali, garantendo bassi tempi di latenza e capacità elevate, requisiti fondamentali per ospitare applicazioni cloud e servizi mission critical.


Il progetto apre nuove prospettive anche per la valorizzazione dei siti industriali esistenti, mostrando come infrastrutture tradizionalmente legate alle attività estrattive possano essere riconvertite o integrate con tecnologie digitali avanzate. Questa combinazione tra industria pesante e data economy crea un modello replicabile in altri territori, soprattutto in quelli caratterizzati da aree minerarie dismesse o in via di riconversione. L’approccio permette di utilizzare ambienti già infrastrutturati, riducendo l’impatto paesaggistico e minimizzando il consumo di suolo, un tema sempre più centrale nelle politiche di sviluppo sostenibile.


La messa in funzione della fibra rappresenta dunque il passaggio operativo che completa la funzionalità del data center, trasformando la miniera in un nodo digitale pienamente connesso. Le aziende che necessitano di elevata continuità di servizio trovano in questa soluzione una proposta ad alto valore aggiunto, in cui sicurezza fisica, efficienza energetica e alta capacità di trasmissione dati convergono in un’unica piattaforma. Il progetto riflette una visione moderna della gestione delle infrastrutture critiche, in cui la localizzazione sotterranea non è più un limite, ma diventa un elemento di forza nella costruzione di un ecosistema digitale resiliente e sostenibile.

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