Archiviate le Marche, il rush finale si sposta in Calabria: la partita locale che diventa cartina di tornasole nazionale
- piscitellidaniel
- 30 set
- Tempo di lettura: 3 min
Con i seggi chiusi nelle Marche e le procedure ufficiali in via di definizione, il centrodestra ha messo praticamente alle spalle una delle pagine più delicate della campagna elettorale regionale. Ora, l’attenzione politica e mediatica si concentra sulla Calabria, che entra nella sua fase decisiva con tensioni, strategie e ambizioni che la rendono un campo di battaglia simbolico per l’assetto del centrodestra negli anni a venire. Quel che era “test” nelle Marche può trasformarsi in banco di prova definitivo in Calabria, dove le spinte locali si intrecciano con le dinamiche nazionali di coalizione.
Il voto marchigiano, archiviato con risultati che danno una vittoria a una coalizione usurata dall’erosione della sinistra ma aspra nella contesa interna, fornisce indicazioni utili alle leadership nazionali sul morale del consenso, sugli assetti locali, sulle modalità di alleanza. Il centrodestra, pur vittorioso, ha dovuto fare i conti con frizioni, ambizioni territoriali e pretese di rivalsa interna: le forze politiche hanno sperimentato un equilibrio molto delicato. Se la ricetta potrà essere replicata altrove – soprattutto in regioni storicamente contendibili – dipenderà da come saranno conteggiati i rapporti di forza tra i partiti, in particolare fra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
In Calabria, l’arena elettorale già da settimane registrava gli ultimi assalti mediatici, le ultime apparizioni dei big nazionali, l’intensificarsi delle campagne nei paesi, la mobilitazione delle strutture territoriali. I principali leader del centrodestra – fra cui Giorgia Meloni – sono attesi in regione nei giorni a ridosso del voto per galvanizzare le truppe e rinsaldare il legame con gli elettori. Sul fronte opposto, centrosinistra e forze civiche cercano di giocare la carta del “rilancio” contro una coalizione che può esprimere governo regionale con continuità.
La Calabria ha peculiarità che la rendono più difficile da governare: le sue debolezze infrastrutturali, i problemi economici e sociali, il forte impatto delle logiche clientelari e territoriali richiedono candidature con profondi legami locali e capacità di tessere alleanze radicate nei territori. Il candidato governatore dovrà avere forza politica, carisma e credibilità per non essere bollato come figura “imposta da fuori”. Qualsiasi errore di scelta rischia di replicare l’esperienza marchigiana, dove tensioni interne alla coalizione sono emerse con forza nelle sedi locali.
La posta in palio non è solo il governo regionale ma anche la definizione del modello di coalizione che il centrodestra vorrà adottare per le altre regioni in scadenza e nei futuri turni elettorali. Chi avrà la forza di imporre candidature, chi avrà margine decisionale, fino a che punto saranno concessi spazi locali agli alleati: questi interrogativi troveranno risposta nel risultato calabrese.
Nel rush finale, la strategia dei partiti sarà cruciale: mobilitazione nei comuni piccoli, presidio nelle zone interne del Reggino, del Crotonese, del Vibonese; attenzione al voto di scambio e alla tenuta dei nuclei familiari legati ai partiti storici; campagne porta a porta, telefonate, propaganda digitale mirata, incontri con elettori indecisi. La Calabria, per molte realtà politiche locali, è il banco di prova della credibilità nazionale: chi vincerà potrà rivendicare un modello vincente, chi perderà dovrà rispondere di scelte sbagliate.
Il risultato calabrese potrà compensare o amplificare le critiche mosse al centrodestra dopo le Marche: se confermerà un’affermazione larga e coesa, attenuerà i malumori interni; se sarà in bilico, lascerà il campo alle socie tensioni tra le alleate. In un sistema in cui ogni governo regionale conta per la narrativa nazionale, la Calabria diventa non un habitat marginale ma una regione chiave per chi vuole dare forma al futuro del blocco di centrodestra, provando che può vincere anche là dove la complessità è maggiore e le sfide più acute.

Commenti