Apple chiede alla Commissione Ue di rivedere Dma e Gdpr mentre cresce il confronto sulla regolazione digitale europea
- piscitellidaniel
- 5 dic 2025
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Apple interviene nel dibattito europeo sulla regolazione digitale invitando la Commissione a riconsiderare alcuni aspetti chiave del Digital Markets Act e del Gdpr, ritenuti troppo restrittivi o non pienamente coerenti con l’evoluzione tecnologica e con le esigenze di sicurezza dei dispositivi. L’azienda sostiene che alcune prescrizioni rischiano di compromettere la protezione degli utenti, alterare l’equilibrio dell’ecosistema iOS e rendere più complessa l’applicazione di modelli che garantiscono privacy, affidabilità e controllo sulle piattaforme. Il confronto si colloca in una fase cruciale per il mercato digitale europeo, caratterizzato da normative che ambiscono a ridurre il potere delle grandi piattaforme e allo stesso tempo a rafforzare i diritti degli utenti.
Le critiche riguardano in particolare gli obblighi di interoperabilità previsti dal Dma. Apple ritiene che l’apertura del sistema a store di terze parti, a metodi di pagamento alternativi e a nuovi canali di distribuzione delle app possa ampliare la superficie di attacco per cybercriminali, indebolire i filtri di controllo sulla qualità dei software e rendere più difficile garantire standard uniformi di sicurezza. L’azienda sostiene che il proprio modello chiuso non rappresenti un limite alla concorrenza, ma una condizione tecnica per assicurare un ambiente protetto e coerente con le aspettative degli utenti. Nella prospettiva di Cupertino, l’innovazione dovrebbe essere incentivata senza compromettere i livelli di tutela costruiti negli ultimi anni.
Il confronto con l’Unione europea riguarda anche il perimetro di applicazione del Gdpr, che secondo Apple necessita di un aggiornamento alla luce delle nuove tecnologie basate su intelligenza artificiale, machine learning e sistemi di analisi avanzata. L’azienda segnala la difficoltà di conciliare il principio di minimizzazione dei dati con modelli che richiedono addestramento continuo e gestione di dataset complessi, soprattutto in contesti legati alla sicurezza dei dispositivi e alla prevenzione delle frodi. L’obiettivo dichiarato è giungere a un quadro regolatorio più flessibile, capace di distinguere tra trattamenti invasivi e operazioni tecniche necessarie al funzionamento di servizi essenziali, mantenendo al contempo un alto livello di protezione per gli utenti finali.
Nel suo intervento, Apple evidenzia inoltre la necessità di maggiore chiarezza nell’interpretazione delle norme, poiché applicazioni divergenti nei diversi Stati membri creano incertezza e aumentano i costi di conformità. La frammentazione normativa può incidere negativamente sulla competitività delle imprese tecnologiche presenti nel mercato europeo e ostacolare la capacità di offrire servizi uniformi. L’azienda sottolinea l’importanza di un dialogo costante con le istituzioni per evitare sovrapposizioni tra Dma, Gdpr e altre normative emergenti, come quelle relative all’intelligenza artificiale, che introducono ulteriori requisiti su trasparenza, accountability e gestione dei rischi.
La presa di posizione arriva in un momento in cui l’Europa sta rafforzando il proprio approccio regolatorio nei confronti delle Big Tech, con l’intento di creare un ambiente più concorrenziale e di tutelare in modo più efficace gli utenti. Le autorità europee continuano a sostenere che regole come il Dma sono necessarie per evitare situazioni di monopolio e favorire l’ingresso di nuovi operatori nei mercati digitali. Tuttavia, la richiesta di Apple riapre il confronto sulla capacità dell’attuale quadro normativo di adattarsi alle innovazioni tecnologiche e alla complessità degli ecosistemi digitali moderni, sottolineando la necessità di trovare un equilibrio tra apertura del mercato, protezione dei dati e sicurezza operativa.
Il confronto tra Apple e Bruxelles rappresenta dunque un tassello significativo del percorso europeo verso una governance digitale più evoluta. L’azienda invita a un riesame che non indebolisca la regolazione, ma che la renda più coerente con le sfide tecniche contemporanee, evitando di compromettere sicurezza, funzionalità e qualità dell’esperienza utente. L’evoluzione di questo dialogo potrà influenzare in modo significativo il ruolo dell’Europa nella definizione delle regole globali dell’economia digitale e il posizionamento competitivo delle piattaforme tecnologiche nel mercato unico.

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