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Alibaba Group e il rilancio strategico dell’IA: con il modello Qwen scatta la sfida alla Silicon Valley

Il colosso cinese Alibaba ha alzato il livello della sua offensiva nel settore dell’intelligenza artificiale con il rilascio della famiglia di modelli denominata Qwen, un’operazione che non va letta soltanto come aggiornamento tecnologico, ma come vera e propria sfida al dominio tradizionale della Silicon Valley. Il motore dell’azione è duplice: da un lato l’ambizione di conquistare quote di mercato nei sistemi di AI conversazionale, dall’altro la volontà di consolidare un’ecosistema integrato — cloud, infrastrutture, servizi enterprise e interfacce consumer — in grado di competere in tutto il mondo. Il lancio dei modelli Qwen rappresenta quindi un tassello fondamentale in una strategia che Ming-paese non lascia spazio a timori: Alibaba punta a creare una piattaforma di AI che non sia solo “buona per la Cina”, ma credibile a livello globale, in grado di operare in più lingue, adattarsi a contesti differenti e offrire prestazioni elevate a costi ridotti.


L’ambizione di Alibaba appare evidente nei benchmark comunicati: secondo quanto riferito da alcuni osservatori, il modello Qwen 2.5-Max di Alibaba avrebbe già superato versioni concorrenti come GPT-4o di OpenAI e modelli di Meta o Google, pur utilizzando infrastrutture hardware meno costose e orientate all’efficienza energetica. Ciò segnala come la corsa agli LLM (Large Language Models) non sia più soltanto questione di “più parametri = più potenza”, bensì di architettura, efficienza e adattabilità. Il rilascio di Qwen 2.5-Max è stato accompagnato da una forte enfasi sulla modalità open source o almeno in parte open weights, il che comporta una logica di democratizzazione dell’accesso al modello: sviluppatori, startup e aziende possono integrare questi modelli nella propria offerta, beneficiando di un’alternativa ai modelli americani chiusi e costosi. In parallelo, Alibaba ha annunciato l’evoluzione verso la generazione Qwen 3, con architetture sparse / mixture-of-experts (MoE) e capacità di contesto esteso che mirano a competere nel segmento più sofisticato dell’AI conversazionale e del ragionamento.


La strategia di Alibaba appare dunque articolata su più dimensioni. In primis, il rilascio di modelli potenti rappresenta un messaggio alla comunità globale: la Cina non è più spettatrice nella corsa all’IA, ma protagonista. Secondariamente, l’integrazione di Qwen nel suo ecosistema cloud e nei servizi enterprise consente ad Alibaba di offrire valore non solo al mondo consumer ma anche alle imprese, con soluzioni SaaS (Software as a Service) che incorporano l’IA di nuova generazione. Terzo, la diversificazione verso più lingue e contesti operativi riduce la dipendenza da un mercato (quello americano) e amplia le opportunità su scala globale, incluse le aree in via di sviluppo o paesi emergenti dove la penetrazione delle IA occidentali è più limitata.


Il rilascio di Qwen ha generato reazioni immediate nel comparto tecnologico: la Silicon Valley osserva con attenzione l’avanzata cinese, non tanto come competizione isolata, ma come segnale che la struttura del dominio tecnologico globale sta cambiando. In particolare, l’accesso open, i costi inferiori e l’efficienza energetica diventano fattori che potrebbero rivoluzionare il modello di business dell’IA americano tradizionale, che si basa su investimenti miliardari e hardware specializzato. Se Alibaba riuscirà a dimostrare che le prestazioni possono essere mantenute o migliorate a costi minori e con architetture più agili, la pressione competitiva per l’Occidente aumenterà.


Sul piano tecnico, il modello Qwen presenta alcune caratteristiche che lo distinguono: finestre di contesto molto ampie, supporto multimodale (testo, immagine, audio), ottimizzazioni architetturali volte a ridurre il consumo di infrastrutture e tempi di risposta, e una disponibilità che va oltre la mera presenza in laboratorio: Alibaba ha reso visibili versioni accessibili (anche se alcune funzionalità più avanzate possono restare proprietarie), il che favorisce un ecosistema di sperimentazione e adozione che in Cina accelera rapidamente. Questo approccio velocizza il feedback degli utilizzatori, consente rapidità nei cicli di miglioramento e alimenta una dinamica d’adozione che può superare la mera sperimentazione verso l’utilizzo operativo. A questo si aggiunge il contesto infrastrutturale cinese: grandi data2-centers, disponibilità di risorse umane dedicate all’IA, un mercato domestico vasto da cui partire, e presenza di supporto normativo che favorisce l’innovazione nel settore.


L’ecosistema competitivo che si va delineando vede Alibaba muoversi in uno scenario dove le startup cinesi di AI (come DeepSeek) hanno già introdotto modelli open source a costi molto più bassi, e dove la concorrenza globale è sempre più ampia. Alibaba, con il modello Qwen, non solo risponde a queste startup domestiche, ma rilancia indirizzando la competizione verso l’Occidente stesso. Questa dinamica implica una pressione sui modelli di business occidentali, in cui l’innovazione viene spesso determinata da costi elevati, licenze chiuse e controllo delle piattaforme. In tale ottica, Alibaba appare disposta a rompere questo schema, proponendo alternative più trasparenti, integrate e meno costose, e acquisendo così vantaggio competitivo.


Dal punto di vista strategico, la mossa di Alibaba può essere interpretata anche come elemento di geopolitica tecnologica: il dominio dell’IA è sempre più considerato un fattore di influenza globale, e la Cina non intende delegare questa leadership. Il modello Qwen, quindi, non è soltanto un prodotto tecnologico, ma un veicolo per affermare un’offerta tecnologica cinese che non dipende dall’Occidente, che può essere integrata nei mercati emergenti e che può promuovere un’alternativa al modello di innovazione della Silicon Valley. In questo senso, Alibaba sta facendo scommessa sull’IA come piattaforma di potere economico e tecnologico, sul posizionamento nei mercati globali e sulla capacità di costruire un ecosistema dove hardware, software e servizi siano controllati e integrati su scala nazionale e internazionale.


La vera sfida per Alibaba nelle prossime fasi sarà trasformare l’interesse e le capacità del modello Qwen in una presenza consolidata nel mercato consumer globale e in soluzioni applicative che possano competere nei casi d’uso aziendali avanzati. Pur avendo annunciato prestazioni elevate e disponibilità open, dovrà dimostrare affidabilità, capacità di ragionamento complesso in ambienti reali, governabilità dei modelli e scalabilità su scala globale. Inoltre, la concorrenza non rimarrà ferma: OpenAI, Google, Meta e altre realtà continueranno a iterare le loro piattaforme e a cercare modalità di riduzione dei costi e apertura dei modelli, rafforzando il percorso competitivo. Per Alibaba il risultato sarà tanto tecnico quanto strategico: ottenere una fetta significativa del mercato dell’IA generativa, imporre un’alternativa al paradigma della Silicon Valley e posizionarsi come fornitore globale credibile di intelligenza artificiale.

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