Affido minorile: verso una riforma strutturale con nuovi registri e maggiore trasparenza
- piscitellidaniel
- 6 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Introduzione
Il sistema di affido dei minori in Italia è al centro di un'importante riforma legislativa che mira a introdurre maggiore trasparenza e controllo. Il disegno di legge proposto dai ministri Eugenia Roccella e Carlo Nordio prevede l'istituzione di due registri: uno nazionale e uno presso ogni tribunale per i minorenni. Questi strumenti sono pensati per monitorare gli affidi extrafamiliari e contrastare le pratiche di affidamento sine die, ovvero senza una durata definita.
La situazione attuale dell'affido in Italia
Secondo i dati più recenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al 31 dicembre 2020, erano 12.815 i minori in affidamento familiare e 13.408 quelli accolti in servizi residenziali. La legge prevede che l'affido abbia una durata massima di 24 mesi, prorogabile solo in casi eccezionali. Tuttavia, nella pratica, molti affidi si protraggono ben oltre questo limite, trasformandosi di fatto in permanenze a tempo indeterminato. Questo fenomeno è particolarmente preoccupante perché può compromettere il diritto del minore a una stabilità affettiva e familiare.
I nuovi registri: obiettivi e funzionamento
Il disegno di legge prevede l'istituzione di un Registro Nazionale presso il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e di registri locali presso ogni tribunale per i minorenni. Questi registri avranno il compito di raccogliere dati dettagliati sugli affidi, comprese le informazioni sulle famiglie affidatarie e sulle strutture residenziali. L'obiettivo è creare una mappatura completa e aggiornata della situazione degli affidi in Italia, per garantire un monitoraggio efficace e intervenire tempestivamente in caso di anomalie.
Critiche e preoccupazioni
Nonostante le buone intenzioni, il disegno di legge ha suscitato alcune critiche. L'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza ha espresso preoccupazione per l'assenza di risorse aggiuntive destinate all'attuazione della riforma. I tribunali per i minorenni, già sovraccarichi di lavoro, potrebbero avere difficoltà a gestire l'inserimento e l'aggiornamento dei dati nei nuovi registri. Inoltre, alcuni operatori del settore temono che l'introduzione dei registri possa essere interpretata come una svalutazione dell'istituto dell'affido, anziché come uno strumento di tutela dei minori.
Differenze regionali e necessità di uniformità
Un altro aspetto critico riguarda le differenze regionali nella gestione degli affidi. Attualmente, la responsabilità socioeducativa è affidata alle regioni, il che porta a una raccolta di dati parziale e disomogenea. Il nuovo sistema di registri potrebbe contribuire a superare queste disuguaglianze, fornendo una base dati uniforme su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, sarà necessario un forte coordinamento tra le diverse amministrazioni regionali e centrali.

Commenti