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Accordo USA-Russia-Ucraina sul Mar Nero: intesa per la sicurezza della navigazione e nuove tensioni diplomatiche

A Riad, capitale dell’Arabia Saudita, il 25 marzo 2025 si è tenuto un incontro cruciale tra rappresentanti degli Stati Uniti, della Russia e dell’Ucraina, culminato con l’annuncio di un accordo multilaterale destinato a garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Nero. L’intesa, fortemente sostenuta dal presidente americano Donald Trump, si inserisce in un contesto geopolitico instabile, segnato da continui scontri sul campo, tensioni energetiche e un crescente bisogno di mediazione multilaterale.


L’accordo prevede un cessate il fuoco mirato a evitare ulteriori escalation militari nelle acque del Mar Nero. Le parti si sono impegnate a eliminare l’uso della forza nell’area e a impedire l’impiego di navi commerciali per scopi militari. La Casa Bianca ha inoltre dichiarato che, come parte della stessa intesa, gli Stati Uniti si sono detti disponibili a promuovere il ritorno della Russia nel circuito globale delle esportazioni di fertilizzanti e prodotti agricoli, oggi ostacolate dalle sanzioni occidentali.


L’elemento più innovativo dell’accordo riguarda l’impegno americano sul fronte umanitario. Washington ha ribadito la volontà di facilitare lo scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev, promuovendo sia il rilascio di detenuti civili sia la liberazione di prigionieri di guerra. Particolare attenzione è stata data alla questione del rientro in Ucraina dei minori deportati dalle aree occupate, un tema particolarmente delicato che ha suscitato forti critiche internazionali contro la Russia.


Donald Trump, commentando pubblicamente l’accordo, ha parlato di “progressi notevoli” nei colloqui, aggiungendo che “Russia e Ucraina andranno d’accordo sul cessate il fuoco marittimo”. Il presidente americano ha sottolineato l’importanza di porre fine alle morti da entrambe le parti del conflitto e ha ribadito l’obiettivo di arrivare a una risoluzione pacifica, in linea con gli accordi di Riad. Nessuna informazione riservata sarebbe stata condivisa durante gli incontri, ha specificato la Casa Bianca.


Parallelamente al negoziato, l’Ucraina ha effettuato un attacco con il nuovo missile da crociera Long-Neptune, capace di colpire obiettivi fino a 1.000 chilometri di distanza. Il bersaglio è stato una raffineria nella città russa di Tuapse, ma secondo il ministro ucraino delle industrie strategiche, Herman Smetanin, il primo uso del missile avrebbe interessato un obiettivo militare in Crimea. Questo dettaglio testimonia come, nonostante le aperture diplomatiche, l’azione militare sul campo continui a esercitare un peso determinante sulla strategia ucraina.


L’entusiasmo americano e la soddisfazione russa per l’accordo non trovano però riscontro nelle parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha accusato la Russia di star già cercando di manipolare i contenuti dell’intesa per fini propagandistici. Secondo il leader di Kiev, Mosca tenterebbe di distorcere l'accordo per ingannare i mediatori e l’opinione pubblica internazionale. Le sue dichiarazioni sono arrivate in un messaggio serale trasmesso dalla presidenza ucraina, in cui ha chiesto garanzie internazionali e vigilanza costante sull’attuazione dell’intesa.


L’accordo prevede anche una clausola di revisione da parte di una commissione tecnica mista, che dovrà monitorare eventuali violazioni nel Mar Nero. Non sono però ancora chiari i meccanismi con cui si procederà al controllo e all’eventuale sanzionamento delle parti inadempienti. L’Ucraina ha già fatto sapere che, nel caso in cui la Russia dovesse rompere la tregua navale, le sue forze armate sono pronte a reagire. Il comando militare ucraino ha rafforzato la presenza della Marina nella zona meridionale del Paese, pur evitando mosse provocatorie che possano compromettere la fragile tregua.


Il contenuto dell’accordo di Riad non è stato formalizzato in un trattato ma rimane ancorato a dichiarazioni di intenti e protocolli di sicurezza condivisi. A livello internazionale, le reazioni sono state caute: l’Unione Europea ha accolto con favore il cessate il fuoco nel Mar Nero ma ha chiesto verifiche indipendenti sul rispetto degli impegni. Anche la Turchia, attore strategico nell’area del Mar Nero, ha chiesto un coinvolgimento multilaterale per garantire la libertà di navigazione e la sicurezza energetica.


La decisione di includere nell’accordo anche il tema del commercio agricolo e dei fertilizzanti appare strategica per Mosca, che da mesi cerca di allentare l’isolamento economico internazionale. Per gli Stati Uniti, invece, si tratta di un tentativo di rilanciare la propria influenza diplomatica in una fase in cui il conflitto rischia di sfuggire a ogni controllo. Il prossimo banco di prova dell’intesa sarà la tenuta della tregua nei prossimi giorni, in un contesto in cui l’equilibrio tra diplomazia e potenza militare resta estremamente instabile.

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