Accordo tra Israele e Hamas: restituzione di quattro ostaggi deceduti e preoccupazioni per gli operatori sanitari detenuti
- piscitellidaniel
- 25 feb
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Il 25 febbraio 2025, fonti israeliane hanno riferito del raggiungimento di un accordo tra Israele e Hamas per la restituzione anticipata dei corpi di quattro ostaggi deceduti, la cui consegna era inizialmente prevista nella prima fase dell'accordo di cessate il fuoco in corso. Secondo quanto riportato da Channel 12, le trattative includono anche la possibilità di estendere la prima fase dell'accordo, prevedendo ulteriori rilasci di ostaggi e detenuti. Israele ha richiesto che i quattro corpi vengano consegnati entro giovedì 27 febbraio, mentre la prima fase dell'accordo, che comprende il cessate il fuoco attualmente in vigore, è programmata per concludersi sabato.
Dettagli dell'accordo e contesto attuale
L'accordo tra Israele e Hamas rappresenta un passo significativo nel tentativo di allentare le tensioni nella regione e affrontare le questioni umanitarie derivanti dal conflitto. La restituzione dei corpi degli ostaggi deceduti è vista come un gesto di buona volontà da entrambe le parti, mirato a facilitare ulteriori negoziati e a promuovere la fiducia reciproca. Tuttavia, la situazione rimane complessa, con numerose questioni ancora irrisolte, tra cui il destino degli operatori sanitari palestinesi detenuti in Israele.
Detenzione di operatori sanitari palestinesi
Parallelamente, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha espresso profonda preoccupazione per il benessere e la sicurezza degli operatori sanitari palestinesi detenuti in Israele. Secondo i dati forniti da Healthcare Workers Watch (HWW), un'organizzazione non governativa medica palestinese, almeno 160 operatori sanitari di Gaza, tra cui più di 20 medici, sono attualmente detenuti in strutture israeliane. L'OMS ha verificato che, dall'inizio del conflitto, 297 operatori sanitari di Gaza sono stati arrestati dall'esercito israeliano; tuttavia, non dispone di dati aggiornati su quanti di essi siano stati successivamente rilasciati o siano ancora in detenzione. HWW indica che il numero totale degli operatori sanitari arrestati è leggermente superiore, raggiungendo i 339.
Muath Alser, direttore di HWW, ha dichiarato che la detenzione di un numero così elevato di medici, infermieri, paramedici e altri professionisti della salute di Gaza è illegale secondo il diritto internazionale e aggrava la sofferenza dei civili, privandoli di competenze e cure mediche essenziali. Alser ha sottolineato che "il fatto che Israele prenda di mira la forza lavoro sanitaria in questo modo sta avendo un impatto devastante sulla fornitura di assistenza sanitaria ai palestinesi, causando sofferenze diffuse, innumerevoli morti evitabili e l'eliminazione effettiva di intere specialità mediche".
Implicazioni per il sistema sanitario di Gaza
La detenzione di un numero significativo di operatori sanitari ha ripercussioni gravi sul sistema sanitario già fragile di Gaza. La carenza di personale medico qualificato compromette la capacità delle strutture sanitarie di fornire cure adeguate ai pazienti, in particolare in un contesto di emergenza umanitaria. La comunità internazionale ha più volte sollecitato il rispetto del diritto internazionale umanitario, che prevede la protezione degli operatori sanitari e garantisce loro la possibilità di svolgere il proprio lavoro senza impedimenti.

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